50 Best Bars: perché è il momento degli italiani

8 Ottobre 2019

New York scavalca Londra. Il Dante di New York ha vinto i World’s 50 Best Bars; al secondo posto The Connaught a Londra e al terzo Floreria Atlantico di Buenos Aires. E per l’Italia, quella alla Roundhouse di Camden, è stata una grande serata e un risultato storico per il bartending italiano che apre un nuovo capitolo. “Nessuno dica ora che non possiamo fare squadra e aspirare ai premi più importanti” dicono in coro i protagonisti. Un invito anche ad altri a provare e sognare.

Gli italiani nella lista

Come avevamo già annunciato quando era uscita la lista estesa 51-100, siamo arrivati a 5 bar made in Italy nella lista 50 Best. I bar italiani in lista sono il Baccano di Roma (al 70esimo posto), mentre il Jerry Thomas Speakeasy (sempre a Roma) sale al 50° posto: era al 52 nel 2018, appena fuori classifica. A Milano il 1930, new entry al numero 80 nel 2018, quest’anno si piazza al 44° posto, mentre lo storico Nottingham Forest risale all’86° posto. La grande sorpresa della serata londinese è stata la consegna del premio Campari One to Watch al Drink Kong di Roma di Patrick Pistolesi al numero 82. Ne abbiamo parlato con i protagonisti.

Drink Kong è One to Watch 2019

Sul palco non ci poteva credere e con la sua consueta schiettezza si è lasciato sfuggire un: “Grazie, ca…o, daje!” Ci stava. Perché a un anno dall’apertura del suo Drink Kong, Patrick Pistolesi vince il Campari One to Watch, il premio per i bar da tenere d’occhio, quelli più interessanti della industry, e dal suo ingresso al numero 82 potrebbe già il prossimo anno aspirare ad entrare nei 50. Emozionato  e sorpreso, sul palco, l’imprenditore e bartender ha ringraziato il suo staff e ha detto: “Difficile descrivere le mie emozioni, l’Italia non è solo pizza, mafia e mandolino. Abbiamo dimostrato a tutto il mondo chi siamo e di cosa siamo capaci”.

La Milano di 1930 è nella top 50

L’ingresso di 5 bar nella lista può aiutare l’industria tutta, ne è certo Benjamin Cavagna, barman e cuore creativo del 1930, parte della famiglia Mag firmata da Flavio Angiolillo e Marco Russo. “Stiamo spingendo e finalmente con questi 5 bar in lista, siamo riusciti a creare uno zoccolo duro che sostiene tutta la comunità italiana”, ci racconta. Il 1930 è un speakeasy che fa della sperimentazione, dell’atmosfera e del servizio la sua cifra. Più che un bar è un vero e proprio club per intenditori del buon bere, nascosto tra i palazzi di Milano. A Londra per la loro grande festa c’erano tutti: 35 dello staff. “Abbiamo chiuso tutti i locali, non era mai successo prima ma questo risultato è davvero importante e andava celebrato” ci ha detto Angiolillo. E ancora Benjamin: “ La industry sta dando a chi ha idee tante opportunità per raccontare la propria storia. Credo che anche la cucina italiana abbia aiutato e la nostra tradizione di bar all’estero. L’Italia è presente, è forte e dà il suo contributo a livello internazionale. In fondo, se ci pensiamo, i vincitori del Dante si ispirano all’Italia per il loro bar e il secondo nella lista, il Connaught ha un management e una squadra tutta italiana”.

La rivoluzione romana parte dal Jerry Thomas Project

Stessa soddisfazione è stata espressa da Leonardo Leuci e Alessandro Procoli del Jerry Thomas Project di Roma: “Questo risultato aiuta l’Italia tutta del mondo dei bar, finalmente ci siamo con i nostri locali al 100%, oltre a quelli all’estero”.

Italiani in cima anche all’estero

Era ora! L’Italia doveva essere già a questo livello da tempo. Ci siamo sempre stati, ma la comunicazione andava da altre parti del mondo. È giusto farsi strada alla propria maniera. L’ospitalità parla italiano nel mondo, da sempre, e ora finalmente arrivano i riconoscimenti anche per i bar in Italia“. finalmente arrivano i riconoscimenti per i bar in italia, dice perrone A dirlo è Ago Perrone, director of mixology del The Connaught di Londra, dall’alto del suo secondo posto in classifica e dopo aver ricevuto il riconoscimento come Best Bar in Europe. E il suo giudizio vale doppio: Perrone è una ispirazione per i tanti ragazzi che vogliono fare carriera nel settore e soprattutto a Londra. È certamente uno che ce l’ha fatta. Proprio l’anno scorso aveva ricevuto il premio Heering Legend of the List, un titolo conferito ai bar con la presenza più costante nella lista dei 50 Best nel corso degli anni. Un risultato che premia 11 anni di lavoro da quando nel 2008 Perrone è stato chiamato nella capitale inglese a dirigere questo bar d’albergo e ne ha rivoluzionato concept e carta.

Il Connaught è così divenuto un punto di riferimento a livello mondiale nel campo del bere miscelato, riconosciuto per aver cambiato la concezione di hotel bar. “Abbiamo shakerato la industry e introdotto in un bar d’albergo quegli elementi creativi dello street bar e questo ha anche permesso di aprirci a una nuova clientela, più curiosa e giovane” ci dice. Accanto a lui lungo il percorso l’head mixologist e braccio destro Giorgio Bargiani, e una squadra di alto livello. “Ringrazio la proprietà dell’albergo che ci ha sempre supportato, e poi i clienti che credono in noi. 10 anni fa non credevamo certo di arrivare così in alto, eravamo ragazzini appassionati, ma ora siamo lì.  A vincere sono la serietà e la visione che è a lungo termine, sempre tesa a migliorare l’esperienza dei nostri clienti. E poi la squadra che supporta noi manager e questo è straordinario. Perché siamo una famiglia, e questa coesione è il nostro più grande punto di forza e la chiave del successo del nostro bar. Mai come adesso ci tengo a ribadire il nostro motto: Straight up with style, and don’t forget the smile”, conclude Perrone.