Dubbi: usare il microonde fa male?

11 Ottobre 2019

I forni a microonde sono elettrodomestici utilizzati prevalentemente per scaldare gli alimenti. Il loro funzionamento si basa sull’interazione della materia (in particolare le particelle di acqua e grassi contenute negli alimenti) con i campi elettromagnetici generati dall’apparecchio. la cottura si basa sull'interazione della materia con i campi elettromagnetici Le microonde, che sono un tipo di radiazione a radiofrequenza, sono quindi assorbite dalle molecole di acqua e grasso che, grazie all’energia ricevuta, sono in grado di vibrare. Così l’attrito molecolare provocato dallo sfregamento genera calore e il calore a sua volta cuoce il cibo. Il risultato è che l’alimento si riscalda a partire dall’interno verso l’esterno, per cui il cibo cuoce prima dentro dove, generalmente, ci sono più molecole di acqua e grassi, e dopo fuori dove è più secco. Questa caratteristica distingue il metodo di cottura effettuato attraverso il forno a microonde da quello di altri più classici (forni, forni elettrici e fornelli) che scaldano invece l’alimento per conduzione o irraggiamento, quindi partendo dall’esterno verso l’interno.

Le radiazioni

Molti pensano che il microonde faccia male perché utilizza radiazioni, le microonde appunto, è però probabile che il fraintendimento nasca proprio dal termine radiazione. Le radiazioni a radiofrequenza a cui appartengono le microonde sono a bassa energia e sono di tipo non ionizzante. Hanno abbastanza energia per far vibrare gli atomi all’interno di una molecola, ma non abbastanza da allontanare un elettrone dal suo legame. Non sono quindi abbastanza potenti da indurre mutazioni genetiche. Inoltre il cibo scaldato col microonde non è radioattivo perché non è ionizzato: è esposto a quantità di energia insufficienti a provocare questo fenomeno. Di conseguenza anche gli alimenti cotti o scaldati con questo metodo non influiscono sul rischio di ammalarsi.

Svantaggi: le intossicazioni alimentari

Lo svantaggio di utilizzare il microonde ed il possibile rischio per la salute è quello di poter contrarre infezioni o intossicazioni alimentari, a causa della temperatura che è raggiunta dal forno stesso e dei tempi molto brevi di cottura, che potrebbero non essere in grado di uccidere e pertanto eliminare totalmente i batteri che possono trovarsi nel cibo. il rischio è legato soprattutto ai cibi conservati in frigorifero e non propriamente freschi Il microonde è quindi meno efficace della cottura classica nell’eliminare eventuali batteri o tossine che possono essere presenti nel cibo mal conservato, tanto che il cibo lasciato pochi minuti nel microonde può conservare una carica microbica anche elevata ed essere pertanto causa di intossicazioni alimentari, con i relativi disturbi gastrointestinali (a volte anche gravi) che ne conseguono. Questo rischio è legato principalmente agli alimenti che sono stati conservati in frigorifero per alcuni giorni e che, quindi, non sono più propriamente freschi e possono aver sviluppato batteri al loro interno, indipendentemente dal metodo di cottura che si sceglie di usare per prepararli. Per questi alimenti è altamente consigliato un metodo di cottura che raggiunga alte temperature (padella o forno), in grado di uccidere totalmente eventuali batteri presenti, mentre il forno a microonde sarebbe da evitare. Quest’ultimo può invece tranquillamente essere usato con alimenti freschi o conservati in frigorifero per un periodo di tempo limitato.

Svantaggi: la diffusione dei cibi pronti

Una nota negativa da associare alla diffusione del microonde è che con questa è aumentata anche la comparsa e diffusione nei supermercati di cibi pronti, da riscaldare in poco tempo. Ciò potrebbe aver condotto a un incremento dei cibi di scarsa qualità inseriti nell’alimentazione della popolazione e a un conseguente aumento incontrollato del peso corporeo. Inoltre molti di questi prodotti sono preparati e confezionati in imballaggi di plastica con cui gli alimenti, per essere cucinati, vanno inseriti direttamente nel microonde, ma che non sono propriamente salutari. In realtà, anche i contenitori di plastica con cui conserviamo i cibi e che utilizziamo nel microonde non sono molto salutari, dato che in molti casi rilasciano bisfenolo A, noto interferente endocrino. Quindi esistono anche dei problemi indiretti legati all’uso del microonde, che ci fanno capire che un suo utilizzo eccessivo può essere alla lunga dannoso.

Vantaggi: valori nutrizionali intatti

Un vantaggio del forno a microonde è quello di mantenere il valore nutrizionale dei cibi freschi. Con il calore gli alimenti si alterano poiché molte vitamine e, soprattutto, proteine tendono a denaturarsi. i valori nutrizionali sono mantenuti grazie alla cottura senza acqua e in tempi brevi Poiché con il microonde gli alimenti cuociono senza acqua e in breve tempo, senza raggiungere temperature molto elevate, mantengono un valore nutrizionale alto che, invece, si abbassa con i metodi di cottura classici, dato che le temperature raggiunte sono più elevate. Approfondite indagini hanno rilevato che non ci sono sostanziali differenze rispetto alla cottura convenzionale: la digeribilità degli alimenti è simile nei due metodi di cottura. Rispetto alla cottura convenzionale, anzi, la cottura nel microonde danneggia meno la stabilità delle vitamine idrosolubili (C e B) e produce meno sostanze indesiderate, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e ammine eterocicliche aromatiche tipiche, ad esempio, della cottura alla griglia.

Conclusioni

Possiamo quindi concludere che il microonde non fa male, ma non può essere un sostituto di tutti i metodi di preparazione e cottura dei cibi più tradizionali. Va comunque ricordato che le onde emesse dal microonde generano per forza di cose molecole non naturali per il nostro organismo che, a lungo andare, possono (ancora non lo sappiamo) avere potenziali effetti negativi.