Latin America’s 50 Best: vince Maido ma il Messico cresce

15 Ottobre 2019

Per la terza volta consecutiva Maido di Lima, guidato dallo chef Mitsuharu Micha Tsumura vince il Latin America’s 50 Best Restaurants e conferma anche per l’edizione 2019 della manifestazione che Lima e il Perù restano ai vertici dell’alta gastronomia latinoamericana. il podio rimane immutato: maido primo e poi central e pujol Secondo è il Central di Virgilio Martinez, sempre a Lima, mentre alla terza posizione c’è il messicano Pujol e il suo chef Enrique Olvera, a Città del Messico. Il podio è uguale a quello del 2018 ma per vedere novità e cogliere trend bisogna allargare lo zoom. Certamente la premiazione a Buenos Aires ha dato visibilità ai ristoranti argentini (quarto è Don Julio, a Buenos Aires, anche Best Restaurant in Argentina) che si spera crescano ancora di più. Un premio importante è andato al Paese ospitante, lo Chef’s Choice, l’unico premio selezionato dagli chef, assegnato a Tomás Kalika del Mishiguene a Buenos Aires. Ma il trend sembra spostarsi verso il Messico.

Perù: la conferma di una grande cucina e una visione di sistema

Paese di grande biodiversità e bellezza, il Perù conquista e domina la classifica. Maido è un ristorante di cucina nikkei, nata dalla fusione tra ingredienti peruviani e tecniche giapponesi, il perù domina la classifica ed è il simbolo della ricchezza di ingredienti e la coesistenza di diverse tradizioni culinarie che affascinano e conquistano tutti. Il Paese esprime in classifica ben 11 insegne, tante nelle posizioni più alte. Maido e Central sono i protagonisti di questo grande Rinascimento, già tra i 10 migliori ristoranti del mondo ai World’s 50 Best Restaurants dello scorso giugno a Singapore. Martinez ha anche vinto il Sustainable Restaurant Award per l’America Latina. Al Perù anche altri premi speciali, come quello conquistato da Pedro Miguel Schiaffino dei ristoranti Malabar e Ámaz di Lima, che ha vinto lo speciale American Express Icon Award per il contributo importante dato alla ristorazione attraverso la sua cucina.

Tra gli altri ristoranti in classifica ci sono Isolina di José del Castillo (al numero 12), Astrid y Gastón di Gastón Acurio, padre della cucina contemporanea peruviana (al numero 13) e Rafael di Rafael Osterling (al 19). Grande soddisfazione anche per Pía León, del ristorante Kjolle, che ha conquistato il premio Highest Climber al numero 21 in classifica ed è già in lista con Mil, al numero 36.

Va detto che il Perù cresce anche per quanto riguarda la miscelazione: il premio come Miglior Bar dell’America Latina, e al 13° posto della classifica mondiale, è andato a inizio ottobre, durante i World’s 50 Best Bars, al locale Carnaval di Aarón Díaz, a Lima, con i suoi cocktail concettuali e grazie a un grande alleato come il Pisco. Questo secondo aspetto conferma quanto da tempo dicono gli addetti ai lavori: il Perù sta promuovendo prodotti e gastronomia come parte di un strategia più ampia a livello nazionale, che punta ad attrarre investitori, far conoscere le proprie eccellenze nel mondo ed aumentare l’export.

Messico: the next big thing

I ragazzi di Pujol

Il Messico incalza e con tanti nomi: anche qui sono 11 i ristoranti di rappresentanza, anche se ancora senza premi alti. Sempre presente  in classifica con Pujol e Quintonil, pujol guida la nuova ondata del messico il Paese vede crescere diverse insegne e non solo a Città del Messico (rispetto al Perù che ha Lima come protagonista, nonostante città come Arequipa e Cuzco meriterebbero un occhio da parte dell’Academy). A un osservatore attento appare chiaro come il paese stia esprimendo nella 50 Best anche altre realtà importanti del grande paese. Ed ecco al numero 14 l’Alcalde e al numero 41 La Docena, entrambi a Guadalajara (quest’ultimo anche al numero 38 con il locale a Città del Messico). Da Monterrey si attesta al numero 15 il Pangea e al 32 Le Chique di Cancún. Si torna nella capitale al numero 16 con Sud 777, al numero 27 Roseta, al 28 Maximo Bistrot e al 31 Nico’s. Al Messico poi è stato assegnato il premio per il miglior pasticciere dell’America Latina, andato a Luis Robledo di Tout Chocolat a Città del Messico.

La Lista

Vediamo la classifica completa del 2019.

  1. Narda Comedor (Buenos Aires, Argentina)
  2. Mayta (Lima, Perù)
  3. Malabar (Lima, Perù)
  4. 99 (Santiago, Cile)
  5. Gran Dabbang (Buenos Aires, Argentina)
  6. Elena (Buenos Aires, Argentina)
  7. Osaka (Santiago, Cile)
  8. Mocotò (San Paolo, Brasile)
  9. Manu (Curitiba, Brasile)
  10. La Docena (Guadalajara, Messico)
  11. Evvai (San Paolo, Brasile)
  12. El Baqueano (Buenos Aires, Argentina)
  13. La Docena Polanco (Città del Messico, Messico)
  14. Restaurante 040 (Santiago, Cile)
  15. Mil (Cusco, Perù)
  16. Olympe (Rio de Janeiro, Brasile)
  17. De Patio (Santiago, Cile)
  18. Parador La Huella (Josè Ignacio, Uruguay)
  19. Le Chique (Cancun, Messico)
  20. Nicos (Città del Messico, Messico)
  21. Ambrosìa (Santiago, Cile)
  22. Chila (Buenos Aires, Argentina)
  23. Màximo Bistrot (Città del Messico, Messico)
  24. Rosetta (Città del Messico, Messico)
  25. La Mar (Lima, Perù)
  26. Tegui (Buenos Aires, Argentina)
  27. Lasai (Rio de Janeiro, Brasile)
  28. Oteque (Rio de Janeiro, Brasile)
  29. Harry Sasson (Bogotà, Colombia)
  30. Kjolle (Lima, Perù)
  31. Mishiguene (Buenos Aires, Argentina)
  32. Rafael (Lima, Perù)
  33. Manì (San Paolo, Brasile)
  34. Maito (Panama City, Panama)
  35. Sud 777 (Città del Messico, Messico)
  36. Pangea (Monterrey, Messico)
  37. Alcalde (Guadalajara, Messico)
  38. Astrid y Gastòn (Lima, Perù)
  39. Isolina (Lima, Perù)
  40. Quintonil (Città del Messico, Messico)
  41. D.O.M. (San Paolo, Brasile)
  42. Osso (Lima, Perù)
  43. Leo (Bogotà, Colombia)
  44. El Chato (Bogotà, Colombia)
  45. A Casa do Porco (San Paolo, Brasile)
  46. Boragò (Santiago, Cile)
  47. Don Julio (Buenos Aires, Argentina)
  48. Pujol (Città del Messico, Messico)
  49. Central (Lima, Perù)
  50. Maido (Lima, Perù)