Itinerari gastronomici: alla scoperta del Roero

17 Ottobre 2019

Il Roero è un susseguirsi infinito di vigne di Arneis e di Nebbiolo, di noccioli, castelli medievali, boschi e le suggestive Rocche del Roero, una dorsale di calanchi lunga una quarantina di km, unica nel suo genere.un territorio incomparabile diventato patrimonio unesco nel 2014  Un territorio incomparabile diventato Patrimonio Unesco nel 2014, un regalo che l’evoluzione geologica ha dato all’umanità. Non perdetevi il Castello di Magliano Alfieri dove, oltre al panorama sconfinato, potete visitare il Museo multimediale Teatro del paesaggio di Langhe e Roero. A Guarene visitate la dimora dei Savoia con un bellissimo giardino all’italiana. A Sommariva Perno lasciatevi trasportare dal percorso dedicato alla Bella Rosina. Per gli appassionati della natura è obbligatoria una sosta al Sacro Monte dei Piloni di Montà, raggiungibile anche a piedi lungo il Sentiero Religioso: da qui proseguite poi per il borgo di Montà e andate alla scoperta del Castello e della Chiesa di Sant’Antonio Abate, dove troverete Edilia, fiera di raccontarvi la storia della chiesa e del paese.

Monticello d’Alba conserva una delle più imponenti fortezze medievali della zona, mentre a Govone merita una visita il Castello Reale, la residenza seicentesca sabauda e patrimonio Unesco. Visitate Bra, la città che ha dato i natali a Slow Food e che ogni 2 anni ospita Cheese, uno degli eventi dedicati al formaggio più importanti del mondo. Raggiungete Pollenzo, antico borgo e sede dell’Università di Scienze Gastronomiche.

Il Roero è un concentrato di prodotti eccellenti: a partire dal tartufo bianco alla salsiccia di Bra, preparata con carni magre di bovino e grasso di suino, ai prelibati formaggi come la toma piemontese e il Bra. Inoltre il Roero è un’eccellenza nell’apicoltura, tanto che ben 11 comuni fanno parte de La Strada del Miele del Roero: non mancate di assaggiare il miele di queste zone. E adesso vi raccontiamo dove mangiare bene nel Roero.

Monteu Roero

Monteu Roero è famoso per il suo castello medievale posto in posizione strategica e per la Cantina dei Cacciatori (località Villa Superiore, 59), un ristorante a conduzione familiare, dove l’ospitalità e la cucina piemontese sono i punti forti, insieme alla dinamica carta dei vini. Qui si viene per gustare in primis gli antipasti come l’insalata russa fatta all’antica con l’uso della giardiniera, la carne cruda e i peperoni di Carmagnola in quattro modi. Tra i primi piatti trovate gli gnocchi alla toma piemontese e pomodoro fresco, i tajarin e il risotto ai porcini con fonduta. Tra i secondi non perdetevi il brasato al Nebbiolo, i porcini fritti e il carpione al Moscato. Infine lasciatevi uno spazio per il dolce: sarà difficile scegliere tra il bonet alle pesche del Roero, la torta di nocciole con zabaglione caldo e il budino della cantina con amaretti nocciole e caffè.

Montà

A Montà si trova il ristorante Belvedere (vicolo S. Giovanni, 3) famoso per il fritto misto alla piemontese. Sedetevi a tavola e lasciatevi consigliare da Marco e dai suoi familiari su cosa ordinare: vitello tonnato, flan di verdure con crema al blu, gnocchetti fatti in casa al Castelmagno, ravioli di carne saltati al sugo d’arrosto sono tra le bontà in carta. Poi arriva Sua Maestà il fritto misto alla piemontese, che giungerà a tavola un po’ per volta, in modo che ogni boccone sia caldo e croccante: cotoletta alla milanese, cervello, petto di pollo, melanzana, zucchina, semolino, mela e perfino l’amaretto è fritto. Un luogo dove è consigliabile prenotare per tempo, data la sua fama.

Bra

A Bra, accanto alla sede storica di Slow Food, in via della Mendicità Istruita 14, si trova l’Osteria del Boccondivino, tipico locale rinomato per la cucina del territorio, che anche quest’anno è inserita nella Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food: tajarin con la salsiccia di Bra, vitello tonnato e coniglio all’Arneis sono tra i piatti da non perdere.

Priocca

A Priocca (via Umberto I, 5) è ubicato il Ristorante Il Centro della famiglia Cordero: un concentrato di tradizione che vira verso il futuro e una cantina con oltre 600 etichette. In carta c’è uno dei fritti misti alla piemontese più famosi della regione, insieme alla finanziera.

Castellinaldo d’Alba

Il caratteristico borgo di Castellinaldo d’Alba ospita l’Osteria delle Aie (via Roma, 29). Oltre alla buona cucina, l’osteria è rinomata per il vino che gira tra un tavolo e l’altro attraverso delle Magnum, in modo da poter cambiare vino in base al piatto scelto. Dalla cucina escono tagliatelle al ragù di salsiccia e risotto con asparagi e fonduta. Altra particolarità è la vetrina dei formaggi, ce ne sono talmente tanti che dovrete fare la conta per decidere quale assaggiare. Gran finale con il torrone da scalpellare portato direttamente in tavola.

Canale

A Canale merita una visita l’Enoteca Regionale del Roero. Dopo prenotate una visita in cantina: da Malvirá troverete la bravissima Manon che vi porterà a visitare la cantina e a farvi scoprire il potenziale del Roero Arneis, che qui ci tengono a invecchiare. Non perdetevi la degustazione che spazia dal Roero Riserva Trinità al Roero Renesio. Altra cantina da non perdere è Cascina Cà Rossa, sempre a Canale e fresca fresca dei 3 Bicchieri della Guida del Gambero Rosso con il Roero Valmaggiore V. Audinaggio 2017.

DOVE DORMIRE

Panorama sul Roero a perdita d’occhio è quello che si scorge dalla camere del Belvedere Hotel Ristorante a Montà (Vicolo San Giovanni, 3). Albergo a gestione familiare, con una colazione con prodotti freschi e genuini, come la selezione di formaggi piemontesi, il salame da tagliare al momento, i dolci fatti in casa e tanta frutta fresca.

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