8 cose che forse non sapevi sul tartufo

20 Ottobre 2019

Dici tartufo e subito sembra di sentire il suo inconfondibile profumo; subito viene in mente l’aggettivo pregiato; subito si visualizza un piatto raffinato, saporito, di classe. Un risotto, per esempio. I tartufi sono i corpi fruttiferi di funghi appartenenti al genere Tuber, il cui ciclo vitale avviene interamente sotto terra. Funghi ipogei, quindi: bisogna scavare un po’ per avere la fortuna di trovarne uno, si sa. Così com’è nota la distinzione fra tartufo nero e tartufo bianco (migliore se consumato crudo). Ma quanto altro ignoriamo sull’argomento?

  1. tartufo di AcqualagnaSe non viene mangiato, non si riproduce. Affinché avvenga la riproduzione, il tartufo deve essere portato in superficie e mangiato da un animale: solo in questo modo, infatti, le spore presenti al suo interno si liberano e cadono sul terreno, garantendo l’inizio di un nuovo ciclo vitale.
  2. La forma cambia in base al terreno. La forma di un tartufo dipende dalle caratteristiche del terreno in cui è nato e cresciuto ed è perciò in tal senso rivelatrice. Se il tartufo è sferico, il terreno in questione è morbido; se è parecchio irregolare, il terreno è duro, pietroso nonché caratterizzato dalla presenza di numerose radici.
  3. Le radici degli alberi sono necessarie. Il tartufo nasce e cresce soltanto accanto alle radici di alcuni alberi, per esempio i noccioli, i tigli, i pioppi e le querce.
  4. I più abili cercatori non sono i cani. Siamo abituati a pensare che nessuno sia più abile nel trovare i tartufi di alcuni cani fra cui il jack russel inglese, il bracco ungherese, il cocker spaniel inglese. Invece ci sbagliamo, perché i più bravi di tutti sono i maiali. Solo che l’uomo evita di affidare loro questo compito perché quasi sempre tendono a danneggiare il prezioso fungo con le zampe e il muso.
  5. Il modo migliore per conservarlo.Il tartufo può essere tranquillamente conservato in frigo all’incirca per una settimana, a patto di avvolgerlo nella carta da cucina assorbente e cambiarla un paio di volte al giorno. Il metodo di conservazione migliore, però, consiste nel metterlo in un barattolo di vetro pieno di riso: i chicchi ne mantengono stabile il grado di umidità. In questo secondo caso, però, il tartufo deve essere consumato nel giro di 3-4 giorni al massimo.
  6. Il tartufo più costoso del mondo. Il tartufo è caro, si sa. Il più costoso del mondo è stato venduto nel 2016 durante l’Asta mondiale del tartufo bianco di Alba tenutasi presso il Castello di Grinzane Cavour a Cuneo. Pesava 900 grammi ed è stato acquistato da un gruppo di amatori giapponesi per ben 100.000 euro.
  7. Il primato è dell’Italia. L’Italia è l’unico produttore di tartufo bianco invernale: ogni anno ne esporta 60-70 tonnellate.
  8. Gli abbinamenti vincenti. Il tartufo dà il meglio di sé quando è abbinato al carpaccio di carne e alle uova, ma sostanzialmente si può utilizzare per arricchire qualsiasi piatto fumante e cremoso. Anche una zuppa o una vellutata di verdure.