Ein Prosit 2019: le cene e i laboratori a cui partecipare

22 Ottobre 2019

Il Mondo a Udine e Udine nel Mondo. Il programma di Ein Prosit 2019, a Udine dal 24 al 28 ottobre,non è mai stato così ricco e aperto al confronto tra cucine e culture, d’Italia e non solo. Lo dimostra il fitto programma di cene e laboratori di questa edizione. cene e laboratori sono due modi diversi di approfondire la materia prima Due momenti diversi ma allo stesso modo interessanti: la cena è un momento di piacevolezza assoluto, in cui ci si siede a tavola e ci si abbandona alle emozioni, ai profumi, agli aromi e ai sapori grazie all’estro e alla sapienza dello chef che li propone. Si impara molto su prodotti e tradizioni, ma senza farci troppo caso sul momento, è più facile ragionarci dopo, in cui si gode sul momento di quel determinato piatto, oppure di quel determinato vino. Il laboratorio invece è un momento di apprendimento più consapevole, in cui tutto ciò che si assaggia o degusta è presentato e raccontato perché sia conosciuto, anche nei più piccoli – o apparentemente insignificanti – particolari. Di seguito qualche appuntamento che abbiamo trovato particolarmente interessante da segnalarvi. Per il programma completo delle cene e per prenotarvi, visitate il sito dell’evento per scoprire tutti gli altri momenti della manifestazione.

Le cene

Nel corso degli anni Ein Prosit ha avuto il privilegio di ospitare diversi tra i più grandi cuochi italiani, che hanno proposto all’interno degli Itinerari del Gusto i piatti della loro cucina abbinati ai vini del Friuli Venezia Giulia. Oggi lo stesso discorso lo porteranno avanti in 60. tutti a Udine con la loro conoscenza e il loro stile personale, per un confronto divertente e piacevole, rigorosamente a tavola. Una cena assolutamente particolare è Spessore il 24 ottobre, con la regia di Pier Giorgio Parini e Gianluca Gorini, un evento nell’evento, che vede protagonisti due chef romagnoli d’avanguardia. La cucina di Gorini è legata alla tradizione e al territorio romagnolo, ma i piatti sono sempre contraddistinti dal suo stile personale, dalla sua creatività e classe, mentre quella di Parini si fa riconoscere per la ricerca dei prodotti locali, per l’esaltazione delle loro caratteristiche con tecniche di cottura rispettose e un gioco di contrasti aromatici che vedono l’utilizzo sapiente dei vegetali. La cena è prevista il 24 ottobre all’Elliot Hotel & Restaurant di Manzano (UD).

Un altro appuntamento interessante è la cena di Stefano Baiocco, chef 2 stelle Michelin di Villa Feltrinelli a Gargnano insieme a Luca Fantin, patron dell’omonimo ristorante di Tokyo, 1 stella Michelin e al 18° posto nella classifica Asia’s 50 Best Restaurants. Un confronto tra due italiani di grande talent: Baiocco cuoco di scuola francese, con alle spalle esperienze importanti al fianco di Alain Ducasse e Pierre Gagnaire, tra i cuochi più tecnici del panorama gastronomico italiano; Fantin, il quale riesce a coniugare in maniera impeccabile la cucina italiana e quella giapponese, ne esalta i punti di contatto come il rispetto del prodotto e della stagionalità. Cosa verrà fuori? Siamo curiosi di scoprirlo.

Promette bene anche la cena di Antonia Klugmann insieme a Virgilio Martinez del Central di Lima, che si terrà proprio in casa Klugman da L’Argine a Vencò, giovedì 24 ottobre. Lei italiana, una delle regine del Nord-Est che propone una cucina fortemente rappresentativa del suo territorio e prende spunto da abbinamenti e ingredienti friuliani, evolvendo in una personale e creativa interpretazione dei sapori tradizionali. Lui cuoco della biodiversità, grande appassionato della ricerca di materie prime della sua terra. Un incontro che promette faville.

Cena tutta siciliana quella che vede protagonisti Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto e Martina Caruso del Signum di Salina, venerdì 25 ottobre. Assenza è un grande pasticciere innamorato della sua terra, grande conoscitore delle tradizioni siciliane, non solo per quanto riguarda i dolci, sempre attento al territorio e alla purezza dei suoi prodotti. Martina Caruso invece, giovanissima, 1 stella Michelin e già Miglior chef donna dell’anno per la Guida Michelin 2019, è diventata il simbolo della rinascita della cucina delle Eolie: i suoi piatti parlano della Sicilia più selvatica con estrema cura e attenzione, piatti in cui non mancano incursioni dal resto del mondo, frutto delle sue esperienze all’estero.

I laboratori

Davvero interessanti gli appuntamenti con i laboratori di questa edizione, che vanno alla scoperta dei sapori friulani e di quelli dell’Italia intera. Attraverso l’analisi, il racconto storico e la degustazione di ricette tipiche o grandi eccellenze delle nostre terre. Ci piace l’idea del laboratorio Melanzane alla parmigiana. Questo piatto è una vera e propria icona della cucina tradizionale italiana, le cui origini sono contese tra Sicilia, Campania ed Emilia. Quale sarà la vera ricetta? Quali saranno le sue origini? Lo scopriremo con il nostro Alfonso Isinelli sabato 26 ottobre alle 13.

Intrigante anche il laboratorio Bütir Man il 26 ottobre alle 15. Genio e sregolatezza della produzione lattiero casearia italiana, nel quale si racconta la straordinaria esperienza di Johnny Consaga, che si fa chiamare (perché lui effettivamente è, a buona ragione) l’uomo del burro italiano. Si parlerà delle sue 27 vacche, che hanno nomi e soprannomi; si parlerà di un approccio diverso all’allevamento e alla produzione, un approccio nel massimo rispetto dell’animale, senza compromessi. Ascoltarlo significa riflettere su un mondo che non c’è più ma che sarebbe giusto tornasse.

Come ogni anno non mancano i laboratori sui prodotti friulani, tra cui spiccano Cefalo di valle ed erbe di laguna, di sabato 26 ottobre. Una interessante incursione nel mondo del cefalo di valle. La vallicoltura è presente nelle lagune dell’Alto Adriatico da almeno mille anni, infatti Il pesce di valle è presente nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Friuli Venezia Giulia a pieno titolo. In valle ha il suo habitat anche il cefalo, conosciuto anche come volpina e, localmente, come otregan. Per l’assaggio dei cefali della Valle del Lovo di Gianluca Zanutta, lo chef maranese Giorgio Dal Forno ha abbinato le sue stupefacenti erbe di laguna. Il risultato è tutto da assaggiare.