Luisanna Messeri racconta l’Artusi nel suo nuovo libro

6 Novembre 2019

Senza di lui il primato della cucina italiana nel mondo sarebbe rimasto solo un sogno. Pellegrino Artusi con il suo libro La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene ha lasciato un solco profondo nella storia d’Italia. un libro non convenzionale racconta la vita e le ricette dell'artusi, sia per la grafica che per il linguaggio A poche settimane dal via ai festeggiamenti per i 200 anni dalla sua nascita, esce un libro Le Stories di #Artusi (Giunti Editore) che racconta vita morte e ricette dell’uomo che ha rivoluzionato la cucina italiana. Dietro questo progetto editoriale ci sono due volti noti per chi è appassionato di cucina: Luisanna Messeri, presenza fissa alla Prova del Cuoco su Rai Uno e gelosa custode dei sapori e delle ricette della tradizione toscana e Angela Simonelli, architetto di professione convertito al food design. L’approccio con l’Artusi in questo libro è decisamente unconventional, per la grafica e soprattutto per il linguaggio. È la sfida, vinta, di avvicinare il mondo che non perde una puntata di Masterchef a una figura fondamentale per la storia (non solo gastronomica) d’Italia, all’uomo che ha dato dignità alle ricette tramandate di madre in figlia e unito, quanto meno a tavola, una nazione.

Attraverso le pagine del libro si racconta il trasferimento di Pellegrino da Forlimpopoli a Firenze per una terribile tragedia che colpì la sua famiglia, i suoi commerci, le frequentazioni nei salotti degli intellettuali fino al successo letterario. “Era un anticipatore – dice Luisanna Messeri -. Un convinto sostenitore di quello che adesso va di moda: la semplicità, la stagionalità, il territorio e il fatto a mano”. Una voce autorevole contro lo strapotere della cucina francese, tanto in voga nell’Ottocento, e un sostenitore di quella semplicità che in cucina ha sempre la sua ragione di essere.

Con questo libro vogliamo infatti restituire orgoglio e dignità alla cucina di casa – insiste la Messeri -. Ormai c’è l’andazzo generale che tutti debbano cucinare a casa come Masterchef. Una scommessa persa visto che la gente resta delusa e quel che mangia non soddisfa le aspettative. Sono piatti che non si avvicinano ai sapori della nostra infanzia. Se Proust ha scritto sette libri mangiando una madeleine, con Artusi si potrebbe scrivere la Treccani per i sapori profumi e ricordi che ti scatena in ogni pagina”.

Per non rischiare di ritrovarci in preda alla nostalgia per gli hamburger e le patatine fritte da fast food, Luisanna Messeri insieme a Angela Simonelli hanno selezionato 50 ricette dal libro dell’Artusi: piatti facili da preparare, moderni, per non dire contemporanei. L’obiettivo è dimostrare l’attualità della figura dell’Artusi e al tempo stesso ribadire che si può cucinare bene e in poco tempo. Tra le ricette figurano: cappelletti e tagliatelle all’uso di Romagna, il cappone in galantina, il polpettone di carne cruda alla fiorentina, la torta mantovana e il dolce di marroni con la panna montata.

Sfogliare Le Stories di #Artusi è come scoperchiare un vaso di Pandora ritrovando pezzi della nostra storia familiare. “Una volta La Scienza in cucina era una sorta di bibbia, era dato in dono alle spose, tanti imparavano a leggere sulle pagine di questo libro. A casa mia la galantina per Natale era fatta secondo la ricetta dell’Artusi” ricorda la Messeri. Nella vita della cuoca pop della tv è una figura ricorrente: “Quando c’era Il Club delle cuoche in tv, nella mia cucina oltre al libro c’era il suo ritratto appeso al muro come un santino. C’è stata poi l’esperienza con Paolo Paoli che ha prestato la sua voce per rileggere tutto il ricettario dell’Artusi e realizzare un audiolibro. Anche lui, ricordo mi confidò, aveva imparato a leggere su quelle pagine…”. Insomma Artusi, uno di noi. “Un uomo che ha fatto della sua vita un miracolo -conclude Luisanna Messeri- e anche il primo umarell della cucina italiana. Pur essendo un profondo conoscitore della materia e sapendo come cucinare, preferiva limitarsi ad osservare, annotare e scrivere”. Non male per il padre della cucina italiana.