Michelin Italia 2020: tornano le 3 stelle a Milano

6 Novembre 2019

La guida Michelin 2020 è arrivata in Italia con un botto, anzi con due. Il primo è stato nella notte fra il 5 e il 6 novembre, quando un fulmine ha colpito la linea ferroviaria fra Milano e Bologna, interrompendo i collegamenti fra il capoluogo lombardo e la food valley emiliana dove dal 2016 si tengono le presentazioni delle guide rosse italiane; il secondo è stato l’annuncio della terza stella proprio per un ristorante di Milano, Enrico Bartolini al Mudec: “È come vincere l’oro alle Olimpiadi” ha dichiarato lo chef ricevendo il riconoscimento sul palco del Teatro Municipale di Piacenza. La terza stella mancava a Milano da 25 anni.

L’Italia della Michelin

Se non si tratta proprio di un primo posto olimpico, la terza stella è senza dubbio un ottimo posizionamento nel campionato nazionale. Dopo la presentazione della nuova edizione della guida Michelin, i ristoranti stellati in Italia sono 374, di cui 328 con una stella, 35 con due e 11 con il massimo riconoscimento delle tre stelle. I criteri adottati dalla guida Rossa, arrivata alla 65esima edizione in Italia, sono sempre gli stessi: in totale anonimato e visitando più volte i ristoranti, gli ispettori valutano la qualità dei prodotti, la tecnica nella preparazione, l’equilibrio dei sapori, la creatività dello chef. A questi si aggiungono la qualità del servizio, dell’atmosfera e della location.

Le stelle di Enrico Bartolini

La cucina di Enrico Bartolini al Mudec, in particolare, si è distinta per la sperimentazione e la ricerca, camuffati da una carta sobria che solo al servizio rivela “piatti di sconfinata fantasia, dove il protagonista può essere un solo ingrediente o una girandola di prodotti, mentre le presentazioni assumono il carattere di autentici quadri“. I successi di Bartolini per il 2020 non si fermano però a tre stelle: a Venezia il suo ristorante Glam, affidato allo chef Donato Ascani, è uno dei due ristoranti italiani a conquistare la seconda stella Michelin. In questo caso è il territorio a giocare da protagonista: nei piatti si apprezzano i pesci, i molluschi e i frutti di mare del mercato di Rialto, ma anche le molto più tipiche castraure e le erbe aromatiche della laguna.

I 3 stelle 2020

I 3 stelle italiani nel 2020 diventano 11: Enrico Bartolini al Mudec di Milano; Uliassi a Senigallia (AN); Osteria Francescana a Modena; Piazza Duomo ad Alba (CN); Da Vittorio a Brusaporto (BG); Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (MN); Le Calandre a Rubano (PD); St. Hubertus a San Cassiano (BZ); Enoteca Pinchiorri a Firenze; La Pergola a Roma; Reale a Castel di Sangro (AQ).

I nuovi 2 stelle

Oltre a Glam a Venezia, il secondo nuovo arrivato fra i due stelle è Michelangelo Mammoliti, alla guida de La Madernassa di Guarene (Cuneo): secondo lo chef, il merito è di una creatività nata dal connubio fra i ricordi d’infanzia e i tanti viaggi compiuti. “Le tradizioni sono la base, e il Piemonte ha prodotti eccezionali” ha dichiarato Mammoliti “ma non mi faccio problemi a farmi contaminare da altri Paesi“.

I ristoranti che hanno conquistato la prima stella

Nella guida Michelin 2020 sono infine entrati 30 nuovi ristoranti con una stella: fra questi Idylio by Apreda a Roma, ideato dallo chef dopo aver lasciato il ristorante Imàgo e la vista sulla scalinata di piazza di Spagna, e Alchimia, a Milano, creatura di Davide Puleio, vincitore anche del premio speciale come miglior giovane chef. Dalle origini romane e con formazione cosmopolita, Puleio propone oggi cucina milanese: “Questo è un lavoro che, anche se non viaggi, ti porta sempre a viaggiare. È merito degli ingredienti. La mia cucina vuole essere semplice, diretta, istintiva“. Ecco l’elenco completo.

  • Petit Royale – Courmayeur (AO)
  • Fre – Monforte d’Alba (CN)
  • Condividere – Torino
  • Atelier – Domodossola (VB)
  • Impronte – Bergamo
  • L-Aria – Blevio (CO)
  • L’Alchimia – Milano
  • IT Milano – Milano
  • Villa Naj – Stradella (PV)
  • Storie d’Amore – Borgoricco (PD)
  • Apostelstube – Bressanone (BZ)
  • Iacobucci – Castelmaggiore (BO)
  • Da Gorini – Bagno di Romagna (FC)
  • Gucci Osteria da Massimo Bottura – Firenze
  • Santa Elisabetta – Firenze
  • Virtuoso Tenuta le Tre Virtù – Scarperia
  • Il Parco di Villa Grey – Forte di Marmi (LU)
  • Lunasia – Viareggio (LU)
  • L’Asinello – Castelnuovo Berardenga (SI)
  • Idylio by Apreda – Roma
  • Le Monzù – Capri (NA)
  • La Tuga – Ischia (NA)
  • George Restaurant – Napoli
  • Josè Restaurant Tenuta Villa Guerra – Torre del Greco (NA)
  • Il Glicine – Amalfi (SA)
  • Il Flauto di Pan – Ravello (SA)
  • Memorie di Felix Lo Basso – Trani (BT)
  • Casamatta – Manduria (TA)
  • Zash – Riposto (CT)
  • Otto Geleng – Taormina (ME)

I premi speciali

Oltre alle stelle, la Michelin 2020 Italia ha assegnato diversi premi speciali. Davide Puleio de L’Alchimia di Milano ha conquistato il Premio Giovane Chef 2020. Allo chef della Torre del Saracino di Vico Equense (NA), Gennaro Esposito, è andato il Premio Chef Mentor 2020. Sempre più fondamentale la sala: il Premio Servizio di Sala 2020 è andato a Sara Orlando della Locanda di Orta di Orta San Giulio (NO). Infine il premio Passion for Wine 2020 è di Rino Billa de Le Petit Restaurant di Cogne (AO). Nella primavera 2020 sarà assegnato il Premio Speciale Chef Donna 2020 nell’ambito dell’Atelier Des Grandes Dames.

Note dolenti: chi ha perso la stella

Non tutto rose e fiori per i ristoranti della Rossa. Passano da 2 a una stella Michelin i ristoranti: Al Sorriso (Soriso, NO); Locanda Don Serafino (Ragusa); Locanda Marangon (Ravina, TN) e Casa Vissani (Baschi, TR).

12 sono invece i ristoranti che non hanno mantenuto la stella: I Due Buoi (Alessandria); San Marco (Canelli, AT); Pomiroeu (Seregno, MI); La Locanda del Notaio (Pellio Intelvi); Locanda Stella d’Oro (Soragna, PR); Poggio Rosso (Castelnuovo Berardenga, SI); Winter Garden by Caino (Firenze); Relais Blu (Massa Lubrense, NA); Mosaico (Ischia, NA); Vairo del Volturno (Vairano Patenora, CE); Caffè Les Paillotes (Pescara); La Sponda (Positano, SA); Alpes (Sarentino, BZ).