Forno Brisa lancia un crowdfunding per crescere

18 Novembre 2019

Il paese dei balocchi esiste: a Bologna si chiama Forno Brisa. Quella che inizialmente poteva sembrare una piccola realtà destinata magari a fallire di lì a poco, vista la crisi che il settore della panificazione ha attraversato negli ultimi anni, una realtà bolognese che sta facendo scuola nella panificazione si è invece trasformata in un’attività solida e in continua espansione. Galeotta fu l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che diede l’opportunità a Pasquale Polito e Davide Sarti di incontrarsi e gettare così le basi di questo ambizioso progetto collettivo al quale collaborano oggi 32 giovani che, come piace loro sottolineare, sono tutti titolari della squadra del Forno Brisa. Si è subito imposta per la sua formula innovativa: prorompenti pagnotte da 2 kg (in netta contrapposizione rispetto al pane di piccola pezzatura consumato in città) sfornate di giorno – rivoluzionando così il mestiere del fornaio – una comunicazione diretta e schietta e un’azienda agricola di proprietà in cui viene attualmente coltivato il 35% del grano utilizzato per la produzione del pane. Come dice la mission, cambiare il mondo una pagnotta alla volta.

Oggi Forno Brisa punta infatti a un ulteriore sviluppo dando l’opportunità a tutti i suoi sostenitori di acquistare delle quote e diventarne soci, cosa possibile attraverso la sua prima campagna di equity crowdfunding (strumento meritocratico e democratico), attiva dal 14 novembre fino al prossimo 15 gennaio sulla piattaforma Mamacrowd. Chiunque lo desideri potrà investire sulla gang del pane bolognese, acquistando quote (di due tipi, A e B) che partono da 240 euro; coloro che investiranno almeno 20.000 euro avranno, oltre ai diritti amministrativi e patrimoniali previsti per tutti, il diritto di voto in assemblea e liquidazione preferenziale.

Vantaggi

Per i soci sono inoltre previsti vantaggi che spaziano dalla scontistica sugli acquisti all’accesso riservato a esperienze (come il mietitour di cui potete trovare info sulla pagina web del forno) e prodotti limited edition: il primo sarà un panettone speciale. Alla conclusione della campagna, tutti coloro che ne hanno preso parte potranno ritirare nei forni la pagnotta di due chili Save the zolla ottenuta con i cereali di 9 mq di terreno coltivati dal Forno ed entrare a far parte del Soccial Club, uno spazio virtuale in cui sarà possibile partecipare a sondaggi relativi all’ideazione di nuovi prodotti e ricevere in anteprima gli stati di avanzamento del progetto Brisa.

Come si impiegano i fondi raccolti

I fondi saranno impiegati innanzitutto per l’acquisto di un nuovo, più grande e dunque più confortevole laboratorio (quello attuale è grande poco più di 50 mq); la trasformazione del laboratorio di via Galliera in uno spazio di ricerca, sviluppo e formazione; l’apertura (prevista per il 2020) di un nuovo punto vendita in zona Bolognina, un’area metropolitana con ancora tanto potenziale da esprimere, e di addirittura uno a Firenze. Per completare la filiera, per l’apertura di un mulino e una microroastery così come di un orto urbano che soddisfi il fabbisogno annuale di frutta e verdura di store e clienti. Infine, ultimo ma non meno importante, con l’aumento degli ettari di terreno coltivato in biodinamica (ora sono 69 gli ettari del campo di Nocciano, in Abruzzo) per avere la possibilità di coinvolgere nel progetto Brisa sempre più produttori che lavorano rispettando il territorio e portare così sulle tavole pane sempre più buono e sostenibile.