Itinerari gastronomici: alla scoperta delle Langhe

18 Novembre 2019

Se decidete di visitare le Langhe, il tesoro che vi attende è un mare di colline Patrimonio Unesco, con vigneti, noccioleti e borghi ricchi di arte. Il nostro itinerario parte da Alba, patria di Publio Elvio Pertinace, chiamata anche città delle cento torri e dove ogni anno si tiene la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba. Lasciata Alba, non perdetevi la torre di Barbaresco, il borgo di Monforte e il suo auditorium all’aperto e il castello di Grinzane Cavour, sede della prima Enoteca Regionale Piemontese e bene Unesco. Visitate Serralunga d’Alba e il suo originale castello, Barolo e il  Museo del Vino, mentre a La Morra affacciatevi dal belvedere per ammirare il mare dei vigneti di Langa e poi andate alla scoperta della Cappella della Madonna delle Grazie, opera contemporanea di Sol Lewitt e David Tremlett.

Le Langhe sono una terra di eccellenze con i formaggi del calibro del Murazzano Dop,  nocciole e il rinomato Tartufo Bianco d’Alba. I piatti che vanno assolutamente provati sono il brasato al Barolo, il risotto al Barolo oppure il risotto con fave, fontina e Dolcetto, ma anche il vitello tonnato, il bollito misto alla piemontese e i tajarin al tartufo. Tra i dolci non perdetevi i Lamorresi al Barolo e i biscotti alle nocciole di Giovanni Cogno a La Morra. E da bere? Questa è una terra di vini illustri come il Barolo, il Barbaresco e il 2019 è stato proclamato anno del Dolcetto.

Alba

Ristorante Larossa (via Don Giacomo Alberione, 10/d). Ad Alba troviamo Andrea Larossa nel suo buon ritiro. Nel ristorante con una stella Michelin, gli ingredienti del luogo si assemblano a quelli forestieri dando vita a piatti unici e ricercati come il Coniglio con mostarda di pere e salsa al tabasco, il Raviolo di zucca, Raschera, senape e burro al timo oppure il Petto di piccione, amarene, wasabi e shiso rosso.

Piazza Duomo (piazza Risorgimento, 4). In pieno centro ad Alba si trova uno dei ristoranti italiani che vanta ben 3 stelle Michelin, il Piazza Duomo, regno incontrastato dello chef Enrico Crippa. Dal suo orto e dal territorio lo chef prende i migliori ingredienti per dar vita a piatti di spessore che non hanno bisogno di presentazioni, come l’Insalata 21, 31, 41, che è diventata ormai un’icona del gusto.

Serralunga d’Alba

Trattoria Cascina Schiavenza (via Mazzini, 4). Una trattoria a gestione familiare, costola della Cantina Schiavenza: una cucina semplice e ben fatta che offre ravioli del plin al burro e salvia e tajarin al ragù, la faraona alle erbe, involtini di peperoni e gran finale con le pesche ripiene alla piemontese, un dolce della tradizione fatto come si deve. Il bonus? Quando il tempo lo permette, mangiate in terrazza: la vista sarà appagata quanto il il palato.

Grinzane Cavour

Marc Lanteri al Castello (via Castello, 5). Al centro delle Langhe a Grinzane Cavour, storica dimora del Conte Camillo Benso, c’è il ristorante stellato dove in cucina troviamo Marc Lanteri, cuoco di frontiera che unisce le sue origini francesi alla formazione prevalentemente italiana. Lanteri sceglie di interpretare il Tartufo Bianco d’Alba e la tradizione langarola, ispirandosi alla Ville Lumière, emblema di Francia. Nel suo menu dedicato al tartufo bianco, si assaporano Gnocchi alla parigina con una fonduta di Raschera d’Alpeggio e scaglie di Tartufo Bianco d’Alba e una dolce sorpresa stinky & sweet nella piccola pasticceria: il Macaron farcito con ganache al Tartufo Bianco d’Alba e nocciola piemontese IGP.

Barolo

La Vite Turchese (via Alba, 5). A Barolo c’è questo  posticino dove sentirsi davvero coccolati, gestito da Stefano, Elisabetta e Susanna. La filosofia del locale è che ci sono nuovi modi per degustare il vino, fatti con percorsi sensoriali personalizzati ed etichette di carattere da affiancare a linee degustative, precedute da lezioni in cui si spiegano la produzione, le caratteristiche, le differenze e le curiosità dei vini in assaggio. In abbinamento al vino potete gustare salumi e formaggi ricercati: battuta di carne cruda, pancetta cotta, tartare con caviale di tartufo, Murazzano Dop e altre bontà.

Barbaresco

Tastè (strada Nicolini Alto, 10). In località Tre Stelle, c’è questa osteria la cui norma di vita fa fede a una cucina di tradizione e alla stagionalità: fonduta al tartufo, ravioli ai cardi, cipolle ripiene, vitello tonnato e tajarin ai funghi, vi faranno apprezzare questa terra.

Monforte d’Alba

Trattoria della Posta (località Sant’Anna). Un antico casolare, dove la cucina tradizionale la fa da padrona. È una delle trattorie storiche italiane, gestita da sempre dalla famiglia Massolino, con ricette tramandate di generazione in generazione: il rotondino di vitello cotto al forno con la salsa tonnata all’antica maniera e il peperone cotto al forno con crema di tonno, acciughe e uovo, sono dei capisaldi tra gli antipasti. I tajarin ai 30 rossi d’uovo tagliati al coltello al ragù di carne, gli agnolotti del plin con burro di montagna, il filetto di fassona piemontese con fonduta di Bra tenero e funghi porcini, sono piatti intramontabili, come il dolce di nonna Tilde, composto da bunet, torta di nocciole, gelato al caffè e pera Madernassa cotta nel vino.

Fre (località San Sebastiano, 68). Ristorante fresco di stella Michelin, all’interno del Réva, un wine resort di charme. Qui si gusta una cucina piemontese con un guizzo creativo, quella di Bruno Melatti, che non ha un menu composto da piatti ma da ingredienti, che il cliente sceglie in base ai propri gusti, lasciando poi la composizione alla creatività dello chef.

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