New York vieta il foie gras

19 Novembre 2019

Una notizia che sicuramente farà discutere ma che si pone come nuovo modo di intendere l’alimentazione e i diritti degli animali: a partire dal 2022, lo stato di New York ha definitivamente vietato la produzione e il commercio del foie gras. dal 2022 niente più foie gras nello stato di new york Pena per chi non rispetta il divieto saranno multe salate, fino a 2000 dollari, ma niente carcere, come invece si prospettava in un primo momento. Il divieto suscita scalpore perché riguarda New York, una delle città simbolo del consumismo e della gastronomia internazionale: vietare qui un prodotto è sicuramente un gesto simbolico molto importante. In molti auspicano che una città così importante possa fare da traino ad altre, magari andando anche fuori dagli Stati Uniti, nell’ottica futura (certamente molto futura) di rivedere la produzione intensiva di carne.

Il foie gras, letteralmente, è il fegato grasso: per ottenere questo risultato i produttori alimentano a forza gli animali per mezzo di un tubo gastrico, il quale è introdotto nella trachea dell’animale. New York non è il primo stato americano che mette al bando il foie gras, ma si aggiunge a una lista di amministrazioni americane che ne hanno già proibito la vendita nei loro negozi. La prima è stata nel 2012 la California.

Chiaramente in rivolta parte dei ristoratori e produttori dello stato, che accusano le autorità di scelte radicali e troppo eccessive. La rabbia è forte soprattutto nei tanti ristoranti francesi della città, già duramente colpiti dai dazi introdotti da Donald Trump sui vini. Chi però ha molta più paura sono le due aziende di New York produttrici di foie gras, i due maggiori produttori degli Stati Uniti, per i quali la Grande Mela è il maggior mercato.

Il foie gras in Italia

Per quanto riguarda il nostro Paese ne è già vietata la produzione, mentre non l’importazione e il commercio. L’associazione Slow Food, molto attiva sul discorso del benessere animale, si è già dichiarata da diversi anni nettamente contraria a questa pratica, ritenuta davvero troppo crudele, paragonandola a tutta la produzione industriale di carne. da anni slow food si è dichiarata contraria alla pratica ue di vietare la produzione ma permettere il commercio L’associazione aveva dichiarato nel 2012, rispetto alla messa al bando del foie gras in California: “La California ha avuto un coraggio enorme: vietare in modo ufficiale un prodotto senza motivi di salute e sicurezza alimentare è un fatto senza precedenti. In questo caso il volere dei consumatori (vedi associazioni animaliste) ha prevalso sulle logiche dei produttori, anche se per adesso riteniamo il caso difficilmente esportabile, sia in termini geografici che di prodotto“. E ancora: “Bisognerebbe uscire dall’ipocrisia di vietare la produzione, ma consentirne la vendita. È quello che succede nell’Ue, dove è vietato produrre foie gras in quasi tutti i Paesi, ma la vendita è consentita ovunque e in Francia si avvale del marchio Igp. Questo ragionamento si collega al processo di rimozione da parte dei consumatori in cui si fa finta di non vedere (a volte proprio non si sa) le conseguenze del metodo di allevamento industriale per produrre carne, uova, latte ecc. Se tutti i consumatori toccassero con mano e con i loro occhi gli allevamenti intensivi, siamo sicuri che ben pochi di essi continuerebbero a consumare quei prodotti. Possiamo dire che attualmente la sensibilità comune ignora i metodi intensivi di allevamento e di macellazione, facilitando il consumo di carne e altri prodotti derivati“.