Mangi poche verdure? È colpa di un gene

25 Novembre 2019

L’inverno è tempo di zuppe e di verdure calde, ma non è detto che tutti godano di questi comfort food a base di vegetali. Se siete tra quelli che mangiano poche verdure, però, non sentitevi troppo in colpa: il dna influenza il modo in cui percepiamo il gusto a causare la vostra defezione sarebbe un gene, in grado di rendere meno appetibili i vegetali, perché capace di aumentare la sensibilità al gusto amaro di alcune sostanze in essi contenute. A rivelarlo è uno studio dell’American Heart Association di Philadelphia, che ha scoperto come proprio il DNA influenzi il modo in cui sentiamo il gusto, uno dei fattori più importanti nella scelta dei cibi. Il gene in questione è identificato dal codice  TAS2R38, che ci aiuta a percepire il gusto amaro e di cui esistono due versioni, classificate come PAV e AVI. Chi nel proprio DNA presenta 2 copie di PAV è molto sensibile all’amaro di certe sostanze, contenute per esempio in verdure come i broccoli o anche negli antiossidanti del cioccolato fondente o del caffè. Chi, invece, ha 2 copie della versione AVI sente pochissimo questo gusto, mentre chi, infine, possiede una copia di ciascuna versione, ha una percezione dell’amaro più equilibrata e mediana.

Nello studio gli esperti hanno confrontato il diario alimentare di 175 adulti, divisi in base a quantità e varietà di verdure consumate abitualmente. Ne hanno analizzato il DNA, per verificare quale delle due versioni del gene presentassero. I risultati hanno attestato che i portatori di 2 copie di PAV, più sensibili all’amaro, figuravano 3 volte tanto nel gruppo di persone con scarso consumo di verdure.

Ciò spiegherebbe, dicono gli studiosi, le scelte alimentari individuali, più o meno sane che siano. Questa influenza, infatti, potrebbe dissuadere alcuni dal consumo di verdure che fanno bene al cuore. “Speriamo di usare l’informazione genetica – conclude Jennifer Smith, autrice dello studio – per scoprire le verdure più accettabili per il gusto delle diverse persone e anche per individuare le spezie in grado di mascherare il gusto amaro e rendere le verdure accettabili a tutti i palati“.