Bistecca spaziale: la carne si stampa in 3D

27 Novembre 2019

Da un po’ di tempo a questa parte c’è una sempre più diffusa presa di coscienza dei paesi avanzati in merito ai danni e ai problemi provocati dagli allevamenti intensivi di bestiame. Le problematiche legate a questo tipo di allevamento sono tante: una nuova produzione di carne, stavolta senza macellazione partono dalla questione dei diritti degli animali fino al vero e proprio inquinamento ambientale, toccando tematiche relative alla salute del consumatore finale, causate anche dall’utilizzo sempre più massiccio di antibiotici negli allevamenti. In questo senso si sta facendo moltissima ricerca per trovare alternative alla produzione industriale di carne. Una delle ultime scoperte in merito è connessa alla produzione di carne per mezzo della stampante 3D: una stampante speciale, modificata ad hoc per la riproduzione dei tessuti della carne.

L’ultimissima novità in fatto di carne surrogata è la creazione della prima bistecca spaziale: a fine settembre è stata stampata in 3D sulla Stazione Spaziale Internazionale a partire da poche cellule di bovino. Questa carne non è quindi prodotta a partire da materiali vegetali, bensì da cellule bovine estratte direttamente dall’animale per mezzo di biopsia, ma senza macellazione. Le cellule sono aggregate in strutture tridimensionali chiamate sferoidi; questi sono combinati con fattori di crescita e sostanze compatibili con i tessuti biologici chiamate bio-inchiostri e finora utilizzate nelle stampanti 3D per ottenere organi in miniatura. Tutti questi elementi sono poi combinati durante la stampa 3D per mezzo di forze magnetiche e il risultato è un frammento di tessuto. Praticamente il processo replica i meccanismi di generazione muscolare dei muscoli della mucca, ma in condizioni artificiali.

La tecnica funziona nello spazio in modo diverso rispetto a come si procede sulla Terra: la stampa avviene in tempi più veloci grazie all’assenza di gravità e il materiale biologico che costituisce la bistecca non è a strati, ma si deposita naturalmente su tutti i lati formando una struttura tondeggiante, perché, come è noto, nello spazio e in assenza di gravità, le cellule non sono spinte verso il basso.

La carne stampata nello spazio è il risultato dell’esperimento guidato da Aleph Farm un’azienda israeliana in collaborazione con un’azienda russa e due firm americane. Assolutamente adatta al consumo umano, aleph farms vorrebbe estendere il modello sulla terra ha un duplice obiettivo: da un lato le bistecche ottenute in orbita potrebbero diventare cibo nutriente e fresco per gli astronauti impegnati in futuri viaggi; dall’altro la stessa tecnologia consentirebbe di avere sulla Terra carne a costo zero dal punto di vista ambientale. I tempi non sono certamente ancora maturi per la produzione di massa, tuttavia da Aleph Farms fanno sapere che l’intenzione dell’azienda è quella di aumentare la produzione di carne sintetica sulla terra, usando bio fattorie su larga scala. Si tratta di impianti che possono abbattere molto i costi e i tempi di produzione: possiamo considerarli come vere e proprie tipografie alimentari. Un concetto nuovo di fabbrica che potrebbe diventare molto comune in un futuro nemmeno poi così lontano.