Gastromasa 2019: la Turchia gastronomica c’è e sta molto bene

3 Dicembre 2019

La Turchia è una terra straordinariamente affascinante. L’incontro di popoli, costumi e religioni, ha regalato a queste terre profonde stratificazioni culturali che oggi hanno un riverbero fortissimo in tutta la regione, da ogni punto di vista – incluso ovviamente quello gastronomico. La capitale (ex Bisanzio, ex Costantinopoli, ex Nuova Roma) è Istanbul“Baluardo sacro per l’incrocio di razze degli uomini” cantavano i Litifiba nel 1985, intendendo proprio questo abbraccio – a volte riuscito a volte mancato – tra oriente e occidente per le strade della magnifica capitale est-europea/ovest-orientale.

A portarci tra le strade dei bazar, gli hammam, i baklava, le moschee e centinaia (non scherzo) di piatti tipici, ci ha pensato l’organizzazione di Gastromasa nella persona di Gökmen Sözen, considerato da suoi connazionali un vero e proprio ambasciatore della cucina turca. Siamo alla quinta edizione e l’attenzione non smette di crescere intorno a questo evento internazionale così importante per la divulgazione della gastronomia locale.

La cosa più bella di Gastromasa è che il congresso arriva a coronamento di un vero e proprio viaggio che Gökmen e il suo staff, ogni anno, organizzano per un gruppo folto di chef e giornalisti, portandoli in giro per la Turchia a scoprire territori, ricette, ingredienti, luoghi. Inutile dire quanto questo arricchisca di informazioni e nuove storie da raccontare e quanto cambi assaggiare un piatto che si è visto preparare o che addirittura si è contribuito personalmente a realizzare in divertenti laboratori gastronomici.

Laboratori, musei e tanto, tantissimo cibo che comunque non basta a esaurire la vastissima varietà delle ricette regionali turche. Piatti che in qualche modo hanno a che fare con la tradizione mediterranea di cui fanno parte ma, come immaginabile, presentano sempre un twist su culture per noi più lontane, orientali e mediorientali, soprattutto nell’uso delle spezie, in alcune cotture e nelle modalità di servizio dei piatti. E nell’uso spropositato di agnello, peraltro di ottima qualità.

Tutto questo, una volta visto ad Adana e Gaziantep, lo abbiamo ritrovato all’evento a Istanbul, dove espositori e bravi chef turchi lo hanno messo in bella copia in cene, ricette, racconti. Ma i veri protagonisti di Gastromasa sono sempre stati gli chef internazionali.

Quest’anno l’elenco era impressionante: Cristina Bowerman, Albert Adrià, Andoni Aduriz, Virgilio Martinez, Elena Arzak, Andreas Caminada, i Twins, Gastón Acurio e moltissimi altri. Ognuno di loro, sul palco, è intervenuto sul tema assegnato: l’ispirazione.

Per gioioso patriottismo e grande ammirazione personale, voglio accennare al piatto della Bowerman, nella foto intenta a preparare baklava a Gaziantep. Il piatto lo potete trovare, magari in versione differente, anche nel menu di Glass Hostaria a Roma. Si tratta di un risotto studiato allo scopo di esaltare il sapore del riso e restituire maggiore digeribilità alla ricetta, togliendo praticamente tutte le parti grasse. Un risotto al quadrato, dove per mantecare Cristina utilizza una crema concentrata di riso e, in questo caso, della crema di cavolfiore. Poi capperi per salare, melograno e limone per dare acidità e altri dettagli da assaggiare. Un piatto bellissimo e intelligente, davvero frutto d’ispirazione.

Gastromasa tornerà l’anno prossimo. All’evento si può partecipare anche da uditori, a pagamento, ed è una grande occasione per visitare la Turchia, la Cappadocia, Gaziantep, Adana e soprattutto Istanbul, appena assurta ai primissimi posti della mia personalissima classifica delle città più belle del mondoAllahaısmarladık!