Mangiare in hotel: The Ritz-Carlton Hong Kong

4 Dicembre 2019

Il marchio Ritz-Carlton è nato nel 1905 a bordo dei transatlantici, per merito dell’imprenditore César Ritz e dello chef Auguste Escoffier – da allora ha percorso tanta strada da comprendere oltre cento hotel e resorts di lusso, incluso l’hotel più alto del mondo. il ritz-carlton di hong kong è l'hotel più alto al mondo Dal 2011 un hotel Ritz-Carlton occupa infatti gli ultimi piani dell’International Commerce Center di Hong Kong: la lobby, le camere, la piscina e la spa si trovano ai piani dal 102 al 118, da circa 420 a oltre 480 metri di altezza. Ovviamente non mancano i caffè e i ristoranti: sono il Café 103, il The Lounge & Bar, il Caviar Bar, l’Ozone e i ristoranti Tin Lung Heen e Tosca di Angelo, specializzati in dim sum, in cucina cantonese o italiana, nei cocktail o nel caviale – per un totale di tre stelle Michelin con vista spettacolare sui grattacieli e sulla baia della ex città-stato.

Due stelle sono per il ristorante cantonese Tin Lung Heen, guidato dallo chef Paul Lau. Il nome vuol dire drago nel cielo: un’immagine che ben si adatta al lusso e ai colori vivaci sospesi al 102° piano del grattacielo. La degustazione comprende piatti come la Zuppa di pollo con vescica di pesce in una noce di cocco e il Riso con abalone, anatra e gamberi in una foglia di loto: sapori tradizionali in una veste poco conosciuta. Secondo lo chef Lau, infatti, “la presentazione può essere innovativa, ma bisogna sempre rispettare i metodi di cottura e le tecniche tradizionali”. Per avere qualche occasione di assaggio in più, il sabato e la domenica si può ordinare dal menu dei dim sum.

La tradizione è rispettata anche nel ristorante Tosca di Angelo, sotto la direzione dello chef Angelo Aglianó. Le vaste vetrate della sala si affacciano sul Victoria Harbour, una cucina che mantiene l'autenticità con l'eleganza di un ristorante di livello mentre nella cucina a vista si preparano proposte classiche (il risotto alla zucca con taleggio, i tagliolini agli scampi, il carpaccio di fassona con mostarda e carciofi romani) o con una sfumatura fusion, come nel caso delle busiate trapanesi ai ricci di Hokkaido con wasabi e cime di rapa. “Preparare piatti semplici è molto più difficile che prepararne di complicati” dichiara lo chef, cresciuto in Sicilia con il padre pescatore ed educato da Joël Robuchon alla più alta cucina, “la mia filosofia è di mantenere l’autenticità dei sapori e delle ricette tradizionali, trasportandoli nell’eleganza di un ristorante di alto livello”. I dettagli e gli ingredienti (quando necessario importati dall’Italia), sono il suo punto di forza – tanto che a colpire gli ispettori della celebre guida rossa è stata una semplice cotoletta alla milanese con insalata e patate al forno.

Al 118° piano si trova invece il bar più alto del mondo: Ozone. Gli interni sono stati ideati dal designer Masamichi Katayama e regalano una sensazione marina, pur trovandosi a 484 metri di altezza. L’acqua è un ingrediente fondamentale anche nella carta dei cocktail, curati dal bar manager Oscar Mena e basati su 5 elementi: acqua, fuoco, terra, legno e metallo. Per esplorare ciascuno di essi sono sfruttati odori e sapori: l’acqua del mare è richiamata dall’utilizzo dei gusci d’ostrica, ricchi di umami; il legno dal mezcal invecchiato in botti; la terra dai funghi shiitake; il metallo dalla freschezza del kombucha e del limone; il fuoco dal chili thailandese. Manca solo l’aria: ma quella già circonda il bar e la terrazza, molto al di sopra della città affollata e frenetica.