Michelin e TripAdvisor si uniscono per dominare il business delle prenotazioni

10 Dicembre 2019

Fino a qualche anno fa sembrava impossibile che due realtà così diverse, una blasonata e fatta da critici professionisti (Michelin) e l’altra, una piattaforma di contenuti generati dagli utenti (TripAdvisor), a volte fake e discutibili, potessero allearsi. L’annuncio di qualche giorno fa ha colto molti di sorpresa. Ma è davvero così strana questa nuova coppia di fatto? A quanto pare no, se si guarda all’attuale mercato.

Gli utenti

Partiamo dai numeri. TripAdvisor è consultato da quasi 460 milioni di viaggiatori ogni mese, conta 830 milioni di recensioni e opinioni di 8,6 milioni di alloggi, ristoranti, esperienze, compagnie aeree e crociere. TheFork conta oltre 80.000 ristoranti prenotabili e oltre 30 milioni di visite mensili. Se qualcuno ancora si chiedesse cosa abbia spinto la blasonata guida Michelin a stringere una partnership con TripAdvisor, la risposta è una sola: l’attuale mercato. Nel dettaglio, l’alleanza tra il Gufo e la Rossa prevede che tutti i 14.000 ristoranti selezionati dagli ispettori della Guida Michelin in tutto il mondo saranno identificati sulla piattaforma con le loro classificazioni Stelle, Bib Gourmand e Piatto. Non solo.

Il business delle prenotazioni

Grazie a questo accordo, circa 4.000 ristoranti in tutta Europa saranno accessibili e prenotabili su TheFork e sulla piattaforma digitale della Guida Michelin. Inoltre, parte dell’accordo prevede la cessione a TheFork di Bookatable. fondamentali sono ormai le prenotazioni online I 14.000 ristoranti della piattaforma UK, di proprietà Michelin, entreranno quindi nel portfolio TheFork con altre 67.000 insegne: si tratta della più grande piattaforma al mondo di prenotazioni online. Il business vero di tutta questa operazione sta proprio qui: nell’aver creato il più importante colosso del booking di ristoranti con una presenza in 22 paesi. E Michelin è dentro. Unite insieme, secondo uno studio realizzato da Strategy &, membro della rete PwC, nel 2018 Guida Michelin e TripAdvisor hanno totalizzato quasi 8 miliardi di dollari di indotto in entrate nei sei mercati analizzati (Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito), con oltre 320 milioni di pasti previsti nei ristoranti.

Michelin si mette al passo

In molti si chiedono se non si tratti di un passo indietro per Michelin, che perderebbe così il proprio status distintivo, ma Michelin da tempo vuole rinnovare la propria immagine. il sito di michelin, per quanto valido nei contenuti, non è facile da usare Il suo sito, diciamolo, pecca di usability anche se valido nei contenuti. A differenza di altre guide, come Slow Food in Italia, le cui recensioni della guida non sono presenti online, Michelin è online e da un po’ di tempo, ma non ha mai raggiunto i numeri importanti di altre realtà. TripAdvisor, ormai è diventato il sito (o l’app) che la maggioranza degli utenti consulta per sapere dove cenare. Era una alleanza in qualche modo necessaria, soprattutto per l’aspetto commerciale: aumentare la visibilità dei propri ristoranti e far crescere le prenotazioni, aprendo a nuovi utenti. E mica solo a vantaggio degli stellati. Qui c’è in gioco la visibilità della maggioranza silenziosa dei Bib Gourmand e dei Piatti. Inoltre, il marchio Michelin, stando all’accordo, sarà ben evidenziato su TripAdvisor, aiutando così a fare un po’ d’ordine, mettendo in evidenza per l’utente i ristoranti selezionati dalla Rossa, per la loro indiscussa qualità.

Anche TripAdvisor si rinnova

L’accordo arriva in un momento di svolta per TripAdvisor. Di fronte alla piaga delle recensioni fake, l’azienda non è rimasta a guardare in questi anni. A settembre ha pubblicato il primo report sulla trasparenza delle recensioni, un documento di 29 pagine relativo al 2018 in cui la compagnia rivela di aver bloccato più di un milione di recensioni false, tripadvisor si è attivato in diversi modi per contrastare le recensioni false che non hanno quindi mai raggiunto la piattaforma (circa il 2.1% di tutte le recensioni inviate). Nel report si legge che 66 milioni di recensioni sono state inviate a TripAdvisor nel 2018 e ognuna è stata analizzata, utilizzando una tecnologia avanzata di individuazione frodi e 2.7 milioni di recensioni sono state soggette a un’ulteriore valutazione umana da parte dei moderatori dei contenuti. Il report sottolinea che il 4.7% di tutte le recensioni è stato respinto o rimosso dalla tecnologia di analisi di TripAdvisor oppure manualmente dal team di moderazione. Invece meno dell’1% delle recensioni è stato segnalato dagli utenti o dai business per potenziale violazione delle linee guida.

Infine 34.643 business sono stati soggetti a penalizzazioni in classifica. Sulle recensioni si inizia a muovere anche la legge, che nel 2018 ha visto anche la prima condanna, a 9 mesi di carcere, sentenza del Tribunale Penale di Lecce. Si va dunque verso una fase di trasparenza da parte del colosso delle recensioni, che prende chiaramente le distanze dalle pratiche scorrette dei propri utenti e cerca di correre ai ripari. Ora sta ai ristoratori e alla industry non demonizzare ma continuare a vigilare e favorire questo trend. D’altra parte in questo momento, c’è forse un’alternativa?

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