Cappuccino, Latte o Flat White? Vi spieghiamo le differenze

12 Dicembre 2019

Il caffè è sempre più una cosa seria, specialmente alla luce della third wave che ormai ha preso piede anche in Italia. Per orientarci in questo mondo costellato da Latte, Cappuccino e Flat White, abbiamo chiesto lumi ad Andrea Di Mattia, esperto barista della pasticceria Ziva di Milano. Andrea è arrivato in città dopo un’esperienza a Sydney che gli ha spalancato le porte sul mondo degli aromi e della degustazione del caffè. Da Ziva Andrea utilizza sia specialty coffee (in maniera indipendente ma per lo più dall’Ecuador, dal Brasile e dall’Honduras, sia i caffè della torrefazione Cartapani di Brescia, con cui lavorano in sinergia creando miscele ad hoc.

Coffee for dummies: lo specialty coffee

Chiediamo ad Andrea che cosa si intende con specialty coffee; “È un caffè prodotto generalmente in piccole quantità perché i chicchi sono curati e raccolti a mano ed è il miglior caffè che può crescere in un certo terreno. Una volta tostati – sempre in maniera artigianale – sono assaggiati dai degustatori che assegnano un punteggio: se è sopra gli 80 punti è di eccellenza, quindi il caffè si può definire specialty. Facendola più semplice, è come un vino riserva che ottiene dei premi dai sommelier. Si differenzia dal caffè commerciale per le quantità prodotte: un caffè commerciale può essere un buon caffè se lavorato bene, ma i chicchi non possono essere raccolti a mano, uniformi, tutti integri“.

Gli specialty coffee e la third wave del caffè sono sempre più diffusi anche in Italia, nonostante il campanilismo del nostro Paese e dell’aria di superiorità che manteniamo, convinti di saper fare il caffè più buono del mondo. In realtà, tutto questo movimento arriva dai paesi anglosassoni che hanno iniziato a degustare il caffè nella sua identità e complessità. Secondo Andrea è molto importante che i giovani ragazzi che si approcciano al mondo della caffetteria e del bar seguano corsi di formazione, per avere una base scientifica e culturale forte, incentrata sul caffè, sulla geografia, sulla chimica. Serve per portare il caffè verso l’alta qualità, la degustazione, per abituare le persone che il caffè non sia solo una scusa per una pausa ma una vera e propria degustazione.

Menu della caffetteria: differenze tra cappuccino, latte e flat white

Ecco qui una mini guida per destreggiarsi nei menu delle caffetterie di influenza anglofona.

  1. Cappuccino: il caffè con latte preferito dagli italiani, con 5 porzioni di latte per una di caffè. Una bevanda in cui spesso il sapore del latte si equilibra con quello del caffè, senza coprirlo eccessivamente.
  2. Flat white: una bevanda che può ricordare il cappuccino, ma in cui il rapporto tra caffè e latte è molto equilibrato, con la doppia dose di espresso per ogni dose di latte, un rapporto 2:1. La crema di latte è tra i 5 mm e 1 cm di spessore al massimo. La misura standard del flat white è intorno alle 6 once, ossia circa 180 ml.
  3. Latte: è un flat white più grande, anche se meno bilanciato. Molto simile al cappuccino, ma più ricco di latte. Spesso è servito molto dolce, ma non è la regola.
  4. Cortado: servito in un bicchiere, è composto da un doppio espresso completato con latte caldo montato. L’espresso è quindi tagliato (da cortar, tagliare) nell’intensità e nella quantità con il latte caldo.