48 ore a Lisbona: i locali imperdibili

19 Dicembre 2019

Una bella visione da sogno, stagliata contro un cielo azzurro splendente che il sole allieta con il suo oro”. Così il grande scrittore Fernando Pessoa ha descritto Lisbona. E così appare, non solo dal mare, a chi visita questa splendida città dal fascino d’altri tempi. rilassata, gaudente, un po' malinconia ma elegante, è lisbona Rilassata, gaudente, un po’ malinconica come il suo fado, è di una eleganza un po’ fanè, dall’architettura alla cultura e persino per quanto riguarda la cucina. Tra le strade acciottolate del centro si incontrano antico e moderno, tradizione e innovazione, azulejos coloratissimi e design contemporaneo. Per esplorarla in un weekend, basta partire dal mare e dalla scenografica Praça do Comércio con i suoi bei porticati gialli e bianchi. Sotto l’Arco parte una delle vie centrali, la lunga Rua Augusta, che conduce fino alle due piazze Praça da Figueira e Praça Dom Pedro IV. Ma è dall’alto del Castelo de São Jorge e lo splendido giardino panoramico che si osserva la bellezza e l’estensione della città, con i suoi tetti rossi, i vicoli e le case arrampicati sulle colline, in un dedalo di scale e passaggi attraversati da tram sferraglianti: un saliscendi continuo che accompagna i visitatori alla scoperta dei tanti angoli nascosti della capitale portoghese.

Dietro alla Cattedrale prendete il tram 28 per salire all’Alfama ed esplorare così uno dei quartieri caratteristici della città, ben noti per bistrot e locali di fado. Dall’altra parte invece, il Chiado è uno dei quartieri più tradizionali e belli di Lisbona. Si trova tra il Bairro Alto e la Baixa e si sviluppa attorno alla sua piazza principale il Largo do Chiado. Qui ci sono anche alcuni dei ristoranti migliori della città.

Cosa si mangia e si beve

La trattoria tradizionale, il bistrot hipster, il ristorante stellato e il locale off dove lo chef di tendenza cucina piatti straordinari. Lisbona offre tanto e per tutte le tasche. Da un punto di vista gastronomico, la città è solo apparentemente oziosa. Negli ultimi anni si è saputa imporre nelle mappe gourmet grazie alla creatività dirompente di giovani chef che hanno fatto parlare di sé, svelando l’anima rock che si nasconde dietro i ritmi lenti portoghesi. Basta guardare i talks che ogni anno animano il palco del simposio Sangue Na Guelra che dal 2013 riunisce i migliori talenti del paese. Protagonista a tavola naturalmente è il bacalhau, come in tutta la cucina portoghese, che troverete in mille versioni diverse (provatelo nel pasteis).

Assaggiate anche la sardina in scatola, protagonista di un revival pop di questa lavorazione tradizionale, che ha trasformato le tipiche scatolette in oggetti di design e i negozi che le vendono in piccole gioiellerie del gusto sparse in tutta la città. Come snack ve le servono sul pane, naturalmente accompagnate da un buon vino dalla valle del Douro, l’area di produzione più nota del paese. le sardine in scatola stanno vivendo un revival pop Non mancano le zuppe di pesce ma anche di verdure e carne come nell’amatissima sopa caldo verde, preparata con patate e cavolo verde e arricchite con pezzetti di carne e di salsiccia. Cozze e vongole sono preparate nella tipica pentola cataplana e lì saltate con abbondante coriandolo (occhio a chi non piace, perché se ne fa grande uso in Portogallo). Le vongole sono anche, a sorpresa, abbinate al maiale, nel tradizionale maiale all’alentejana. Infine una nota dolce. Assaggiate nelle pasticcerie i pasteis de nata, e la loro versione più famosa al mondo, i pasteis di Belém, piccolo centro un tempo appena fuori e ormai parte di Lisbona, dove accanto allo straordinario monastero, si trova una delle pasticcerie più note della capitale e certamente del paese. Non vi potete sbagliare: seguite il profumo e la fila, a tutte le ore del giorno, ma ne vale la pena.

Colazione

Confeitaria Nacional (Praça Dom Pedro IV 18/b). La pasticceria da forno portoghese è davvero buona. Sempre fresca e profumata. Però i veri protagonisti sono indubbiamente i pasteis de nata, i tipici dolci di crema che dal mattino sono sfornati un po’ ovunque in città. Tra i migliori indirizzi del centro la storica.

Pasteis de Belém (R. de Belém 84 92). C’è un luogo dove questo tipo di pasteis è diventato leggenda: Belém e la tradizionale pasticceria proprio accanto al famoso Monastero dos Jerónimos. Merito di una ricetta in parte segreta, custodita gelosamente da generazioni di maestri pasticcieri che firmano un accordo vincolante per non rivelarla. Il risultato? Uno dei migliori pasteis de nata del mondo, amatissimo orgoglio nazionale e non solo dei turisti. La fila fuori gira l’angolo, ma c’è il trucco. Se chiedete di consumare al tavolo l’attesa si accorcia. Certo, per chi resiste, c’è la meraviglia di addentare la preziosa sfoglia seduti fronte fiume Tago. A voi la scelta.

Pranzo

Feitoria (Doca do Bom Sucesso). Restate a Belém e dopo la visita al convento e alla Torre andate a pranzo da Feitoria, una stella Michelin, chef João Rodrigues ai fornelli. Si trova all’interno dell’hotel di design Altis Belem, affacciato sul Tago. La cucina di Joao punta tutto sulla eccellenza della materia prima locale e rinnova la tradizione con piatti di verdura, a cui è dedicato il menu Terra, mentre i menu Materia da 4 e 6 portate offrono il meglio di pesce e frutti di mare dal vicino oceano e di carne dall’interno del paese.

Tasca da Esquina (R. Domingos Sequeira 41/c). Se volete provare le petiscos, cioè la tapas portoghesi, state nel centralissimo e trendy quartiere di Campo de Ourique, fate un giro al mercato e poi sedetevi al tavolo de la Tasca da Esquina. È il regno di chef Vítor Sobral considerato da molti il padre della moderna cucina portoghese. Qui i piattini sono straordinari. Non fatevi sfuggire il polpo e il bacalhau.

Aperitivo

Andate verso il Mercado da Ribeira (Av. 24 de Julho 49). Trasformato anni fa da Time Out in un food market contemporaneo è diventato un punto di riferimento gourmet della città. Tra i banchi di quello che è stato il più antico mercato cittadino, ordinate petiscos da accompagnare con etichette locali di vino.  Comprate una bottiglia nell’ottima enoteca Garrafeira Nacional e fate incetta di sardine in scatola da regalare, dalla storica Conserveira de Lisboa. E soprattutto, provate i bistrot firmati dai migliori chef del paese. Alcuni banchi infatti ospitano i side project dei talenti culinari portoghesi. E così con pochi euro in tasca, potrete assaggiare i piatti di Vitor Sobral, João Rodrigues, Miguel Castro e Silva, Alexandre Silva, Henrique Sa Pessoa e Marlene Vieira, per citarne alcuni. Se invece siete in giro e avete un po’ di fame, anche a tarda notte,  fermatevi in un bar o un baracchino che li fa e assaggiate il tosta mista, un toast farcito e grigliato con burro, sale e origano. Croccante e aromatico.

Ginjinha Espinheira (largo de São Domingos 8). Se proprio non resistete accompagnatelo con un bicchiere di ginjinha o ginja, il famoso liquore alle amarene. Il posto più antico e famoso in città è Ginjinha Espinheira, dietro la metro Rossio.

Cena

Loco (R. Navegantes 53). 25 posti e un menu degustazione da 17 portate che sperimenta con la tradizione portoghese. Se volete fare una esperienza andate da Loco, dove lo chef Alexandre Silva propone piatti unici con alcuni dei migliori e meno conosciuti ingredienti locali e di micro-stagione, come ci tiene a sottolineare lo chef. La filosofia è quella zero sprechi e il prezzo è raggiungibile, a 113 euro.

Belcanto (R. Serpa Pinto 10/a). E infine, non si può lasciare Lisbona senza concedersi una cena da Josè Avillez e nel suo due stelle Michelin, Belcanto. Lo chef, ormai alla guida di un piccolo impero di locali in città, propone nel suo gourmet due percorsi degustazione, uno dei classici e il più contemporaneo Evolution (185 euro), fatto di memorie emotive tra passato e futuro della gastronomia portoghese. Come nel piatto Sardina del 21° secolo, con sardine grigliate, melanzane, peperoni e pomodori, o nella Brioche di fegato di baccalà affumicato, con uova di trota e petali di fiori.

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