Il vino ideale per ogni momento delle feste: i consigli degli esperti

23 Dicembre 2019

Durante le festività natalizie le occasioni per brindare sono tantissime: rimpatriate tra amici, aperitivi aziendali, cenoni e pranzi in famiglia, oltre ovviamente all’atteso conto alla rovescia di Capodanno. Gli esperti sapranno già quali bottiglie acquistare e tenere in fresco. Per facilitare il compito anche a chi non se ne intende, abbiamo chiesto consiglio a 6 professionisti del settore che ci hanno indicato i vini adatti ad alcuni dei momenti più tipici delle feste.

  1. Pranzo di NataleAl di là dell’aspetto religioso, il Natale è un’occasione per stare con la famiglia. Per il pranzo del 25 dicembre, o la cena della vigilia, Patrizia Cappellaro, sommelier del ristorante Larossa di Alba (una stella Michelin), consiglia il Dogliani DOCG Papà Celso: “Il Dolcetto, nella nostra zona è da sempre il vino della casa. Inoltre il 2019 è stato proprio l’anno del Dolcetto. Questa è una etichetta che Marziano Abbona, il produttore, ha dedicato a suo padre Celso, quando ha preso le  redini dell’azienda. Un vino ricco di tradizione ma soprattutto fatto con passione e amore, perché come dicono gli Abbona: ogni vino che sa emozionare, deve saper raccontare una storia, la propria storia”.
  2. Rimpatriata con gli amiciI giorni che precedono e seguono il Natale sono particolarmente propizi per piacevoli rimpatriate con amici, soprattutto se questi vivono lontano. Secondo Federico De Cesare Viola, direttore editoriale di Food&Wine Italia, i sentimenti nobili che resistono nel tempo devono essere celebrati con un vino dal valore anche simbolico, come il Ribolla Gialla 2011 di Joško Gravner: “Le cose buone hanno bisogno di pazienza e un vino, come un’amicizia, lo giudichi solo sulla lunghezza. Ecco perché per una rimpatriata tra amici scelgo una magnum (oltre che per la stazza utile alla condivisione, anche perché, com’è noto, preserva mediamente meglio il contenuto) di Ribolla Gialla 2011 di Joško Gravner: maestoso, puro, dinamico, ha un profilo olfattivo ricco e stratificato, con note di erbe aromatiche, resina, albicocca e agrumi canditi, ed è dotato di freschezza e profondità al palato. È un vino del Collio Goriziano che non solo non teme il tempo ma che piuttosto ne ha bisogno: matura sette anni per poi esprimere le caratteristiche di questo vitigno che Gravner, filosofo della sottrazione, sa interpretare in modo magistrale, oltre le convenzioni”. 
  3. Tombolata o partita a carteGianni Ruggiero, ex sommelier di grandi ristoranti, da qualche anno ha aperto Sogno Autarchico, un piccolo rifugio enogastronomico a sua immagine e somiglianza a due passi dal Vaticano. Altra sua grande passione è il gioco e non potevamo che chiedere a lui quale fosse il vino più adatto a una partita a carte o una tombolata: ha scelto il Pineau de Charentes. “Di solito si gioca dopo cena, penserei quindi ad un vino da meditazione, come il Pineau de Charentes, che si abbina piacevolmente al cioccolato. E cosa c’è di più straordinario che giocare a sette e mezzo o tombola mentre si assapora del cioccolato fondente? È un vino che conoscono in pochi, assomiglia al porto ma è più speziato. Leggenda vuole che un vignaiolo avesse pigiato uve di Montils versando il mosto in una botte pregna di cognac. La fermentazione si bloccò e il vignaiolo, un tantino seccato, abbandonò botte e contenuto al proprio destino. Era il 1589, anno in cui Enrico IV divenne Re di Francia”.
  4. Festa aziendaleNella megaditta dove era impiegato il ragionier Fantozzi, il genio di Paolo Villaggio immaginava i megadirettori scambiarsi auguri e regali di Natale, bevendo Champagne Riserva 1612! Fortunatamente, Paolo Zaccaria, docente alle scuole del Gambero Rosso, suggerisce qualcosa di decisamente più accessibile, Lambrusco di Sorbara Leclisse di Paltrinieri: “Per un evento aziendale sceglierei un Lambrusco di Sorbara Leclisse perché è un vino festaiolo. E poi stupisce: si è portati a pensare che il Lambrusco sia estremamente popular, questo invece sembra quasi uno Champagne Rosé, non solo per il colore, ma anche per la finezza del perlage. Inoltre si abbina davvero un po’ a tutto e quindi reputo che sia davvero un’ottima soluzione per una festa tra colleghi”.
  5. In abbinamento con il panettoneNon potevamo certo esimerci dal fornire una risposta anche alla più classica delle domande: qual è il migliore abbinamento con il panettone tradizionale? Per cercare una chiave originale abbiamo chiesto il parere non a un sommelier bensì a uno dei più grandi lievitisti italiani: Vincenzo Tiri. Tuttavia, invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia. Nessuna sorpresa, la sentenza è netta: Moscato. “Un buon Moscato, sicuramente. L’unica alternativa che prenderei in considerazione è un passito ma il matrimonio con il Moscato è a mio avviso inarrivabile. Sono talmente convinto che, in alcune versioni dei miei panettoni, ho usato questi vini anche nella ricetta, per macerare l’uva passa: in cottura l’alcol evapora e si sprigionano aromi indescrivibili”, dice Vincenzo.
  6. Brindisi di CapodannoL’arrivo del nuovo anno tradizionalmente è salutato da tappi che saltano. Fabrizio Pagliardi si divide tra il bancone di Barnaba e quello di Remigio, locali di culto per gli amanti delle bollicine (e non solo). Per lui non ci sono regole fisse: “Puoi bere quello che ti va! Il brindisi di mezzanotte è un momento in cui non si hanno condizionamenti dati dal cibo. Io berrò probabilmente un Beaufort 1996 di Ambonnay ma per chi vuole spendere meno, è interessante un Marguet Shaman bianco. Se invece si vuol abbinare qualcosa al cotechino con le lenticchie a quel punto meglio un rosé”.