Parigi: dove mangiare in aeroporto

16 Gennaio 2020

Gli aeroporti sono luoghi di passaggio. Ma a volte, a causa dei controlli di sicurezza, di un ritardo o di una coincidenza poco meditata, capita di passarci molto più tempo di quanto sarebbe necessario – e dopo la consueta visita ai duty free, l’appetito comincia a farsi sentire. Negli aeroporti di Parigi, come in quelli del resto del mondo, è facile imbattersi in tramezzini e insalate. Ma nei terminal di Roissy-Charles de Gaulle e di Orly trapela qualche goccia di identità parigina: ai bar si affiancano le boulangerie, con baguette e prodotti da forno, e a ben cercare è anche possibile trovare qualcosa in più.

  1. Al terminal 1 dell’aeroporto Charles de Gaulle, l’ideale sarebbe fare uno spuntino prima dei controlli di sicurezza. Qui si trova infatti Teppan, ristorante ideato dallo chef Thierry Marx per i viaggiatori con poco tempo a disposizione: la carta è ristretta e le pietanze si cuociono quasi tutte sulla tipica piastra giapponese (teppan), in meno di 15 minuti. La scelta principale è fra carne o pesce; a questi si possono poi affiancare ortaggi di stagione o accompagnamenti più insoliti, come il risotto di spelta e le salse al vino bianco o rosso. Disponibile anche qualche classico francese, come il croque madame e il croque monsieur.
  2. Sempre prima dei controlli, ma al terminal 2F, si trova invece la Brasserie Flo, che vuole ricordare la più nota Brasserie Floderer a Saint Denis. Il risultato è un classico bistrot francese con qualche richiamo alla cucina alsaziana, fra cui anatra confit, tartare di manzo e degustazione di formaggi.
  3. Al terminal 2E, con vista sulle piste, si scopre invece I Love Paris, ideato dallo chef stellato Guy Martin. Nel 2016 I Love Paris ha vinto un premio come miglior ristorante aeroportuale al mondo, grazie alla cura dei piatti e della location, ravvivata da spirali di lampade e poltroncine colorate. In carta si trovano classici della cucina internazionale, come l’hamburger con le patatine, ma anche specialità più raffinate come il foie gras, i filetti e i carpacci.
  4. Guy Martin è l’ideatore anche di The French Taste, all’interno del terminal 2F. Qui le proposte della cucina variano in base al tempo a disposizione dei viaggiatori: la scelta spazia comunque fra i piatti della cucina francese contemporanea, con qualche risvolto internazionale, come nel caso degli involtini primavera con foglie di shiso e del gazpacho di pomodori gialli con yogurt al cardamomo.
  5. Nel terminal 2E si possono abbinare arte e cucina. Il Café Cubiste fa infatti parte di un’installazione composta da una mostra che rimanda ai maggiori musei parigini e dal ristorante stesso, con pareti arricchite da opere di design e arte contemporanea. Il menu invece è abbastanza classico: insalate, hamburger, pasta ed entrecôte.
  6. Nei corridoi dei terminal 2A, C, E ed F si incrociano anche i banconi targati Caviar House & Prunier Seafood Bar. Come suggerito dal nome, le specialità sono tutte a base di pesce, possibilmente crudo – prima di prendere posto sugli sgabelli, conviene dare un’occhiata al banco refrigerato in cui sono esposti i freschi del giorno.
  7. Chi ama il caviale non dovrebbe inoltre dimenticare di fare un salto da Petrossian, presente in tutti i terminal dell’aeroporto Charles De Gaulle. La catena è nota per le proposte di caviale e salmone affumicato – e all’interno dell’aeroporto, le varie sedi offrono in genere uno o due tavolini a cui attardarsi per assaggiare le specialità appena acquistate.
  8. Preferite il dolce? Ai terminal 1 e 2F di Roissy è possibile fare una pausa da Ladurée, per comprare l’ultima confezione parigina di delicati macarons o per sedersi nella vicina sala da tè, dove si servono dolci e bevande calde.
  9. All’aeroporto di Orly, le dimensioni e la scelta di ristoranti sono ridotte. Ma anche qui è possibile fare una pausa dolce da Ladurée o salata da Caviar House & Prunier Seafood Bar, rispettivamente ai terminal 1 e 2.
  10. Al terminal 1 di Orly si trova anche Boco, ristorante creato in collaborazione con ben quattordici chef e pasticceri francesi. In questo locale, dall’aspetto vagamente vintage, le creazioni di ciascuno chef vengono servite in pratiche ciotoline, secondo un menu che cambia ogni pochi mesi: in questo periodo potreste trovare l’uovo in camicia con spinaci e crema di formaggio di capra di Jean-Michel Lorrain, le lasagne di polenta e champignon di Emmanuel Renaut o la torta meringata al limone di Philippe Contincini.
  11. Ambiente del tutto diverso da CUP, Cuisine Urban Parisian, al terminal 4 di Orly. Qui l’atmosfera è quella del design post-industriale, con tanto di graffiti e opere di street art alle pareti. Ma il menu è decisamente più tradizionale: croque monsier, insalate, taglieri e altri classici della cucina francese e internazionale.