Come funziona la dieta a basso residuo?

17 Gennaio 2020

Con dieta a basso residuo si intende un regime alimentare povero di scorie, ossia quelle parti del cibo che l’organismo fatica o non può assimilare e che vanno a depositarsi e ad accumularsi nell’intestino, venendo poi espulse insieme alle feci. La prima regola da seguire è quindi quella di ridurre o eliminare il consumo di fibra e di alimenti che ne sono ricchi.

Quando seguirla

Quando deve essere seguita questa dieta? Esistono condizioni momentanee o permanenti che necessitano di una riduzione della fibra nell’alimentazione e quindi di una dieta a basso residuo, come ad esempio nei casi di: diarree acute, enterocoliti con diarrea, meteorismo, diverticolite e nella malattia diverticolare in fase dolorosa, malattie infiammatorie intestinali in fase attiva (morbo di Crohn e colite ulcerosa), stenosi parziali dei tratti intestinali (tumori del colon retto in fase avanzata), intolleranze e allergie in stato di acuzie, dopo interventi chirurgici sull’intestino crasso, dopo emorroidectomie; in preparazione a indagini diagnostiche endoscopiche del tratto intestinale. In generale  in tutti quegli esami diagnostici che richiedono un intestino pulito come ecografie addominali e colonscopia. Successivamente, al ripristino delle normali condizioni fisiche (se possibile), la dieta a basso residuo dovrebbe essere interrotta reintegrando la quota di fibra alimentare consigliata.

Cosa non mangiare

Le principali indicazioni per poter seguire una dieta a basso residuo sono piuttosto semplici.

Da eliminare: tutti gli alimenti con buccia; gli ortaggi e la frutta con filamenti; tutti i legumi (comprese zuppe e minestre che li contengono); tutti gli alimenti con semi visibili come il pomodoro e melanzane (da consumare solo dopo aver eliminato i semi); la maggior parte della frutta e della verdura; sono consentiti i succhi, le spremute e i centrifugati ben filtrati; tutti gli alimenti integrali (pasta, riso, pane e grissini integrali).

Da evitare: semi o frutta secca; carni con cartilagine e salumi affumicati; marmellate e conserve; carni e pesce grassi; il consumo di spezie e aromi (pepe, peperoncino, coriandolo, cumino, curcuma, curry ecc.); le bevande alcoliche (liquori, vino, birra, distillati, ecc..); le bibite edulcorate e gassate.

Consigli per seguire la dieta a basso residuo

  1. Condite con olio extravergine di oliva a crudo.
  2. Utilizzare latte scremato, se è ben tollerato, oppure tè o una bevanda vegetale a base di riso o avena.
  3. Consumate pane bianco tostato oppure gallette di riso con miele a colazione.
  4. Prediligete carne bianca e pesce magri.
  5. Preferite tra gli affettati il prosciutto crudo magro e la bresaola.
  6. Consumate succhi di frutta senza residuo, spremute centrifugati ed estratti di frutta filtrati.
  7. Bevete molta acqua, per introdurre la porzione idrica normalmente assunta con gli alimenti di origine vegetale.