Gustamundo: la solidarietà vien mangiando

4 Febbraio 2020

Rendere un’esperienza vitale e quotidiana come quella del mangiare, un atto coraggioso, consapevole, ma soprattutto di integrazione. È quello che avviene nel piccolo porto di mare chiamato Gustamundo, situato in Via Giacinto de Vecchi Pieralice, 38, nel quartiere di Valle Aurelia vicino al Vaticano. Nato a Roma nel 2017 da un’idea di Pasquale Compagnone, questo progetto propone l’integrazione economica e sociale di rifugiati politici e migranti coinvolgendoli in cucina con diversi ruoli e mansioni.

Insomma, un microcosmo che ruota attorno all’arte della gastronomia e che vede come protagonisti chef, capisala e camerieri. Le opportunità lavorative che Gustamundo ha offerto e sta continuando a offrire sono indirizzate a uomini e donne in condizioni di fragilità sociale ed economica, che hanno già maturato una certa esperienza come cuochi o ristoratori nel loro paese di origine: il risultato è quello di dar vita ad un ristorante sì etnico, ma ancor di più etico, dove integrazione fa rima con arricchimento e sviluppo professionale. Motivo per cui, nel corso dei primi due anni di attività sono state attivate numerose collaborazioni con importanti partner strategici, tra cui: i CAS e gli SPRAR di Roma, la Caritas Italiana, la Croce Rossa Italiana e la Comunità di S. Egidio. Ed è proprio grazie all’aiuto di quest’ultima che il 10 febbraio si terrà una cena solidale incentrata sui sapori della cucina palestinese e che avrà come protagonista la storia di Rasha: una donna che ha perso la vista per salvare suo figlio durante un bombardamento.

La cucina

L’offerta culinaria di Gustamundo non è riassumibile in un’unica definizione: è speziata, varia, etnica, originale, accogliente e sorprendente. Troverete piatti legati alla memoria e alle origini di chi le prepara: dalla ricetta del babaganoush di melanzane e pomodori fritti in versione siriana, al pakistano chicken karai a base di riso e pollo cucinati con pomodori, zenzero e cipolla, passando per i piatti tipici eritrei, come lo zighinì. Niente rivisitazioni, dunque, ma solo ricette originali rispettose degli ingredienti della tradizione e dei passaggi fondamentali. L’offerta, poi, si arricchisce estendendosi dal classico menu alla carta a un servizio di catering migrante, etnico e solidale – nominato “In cammino” – scelto recentemente da una giovane coppia per il loro matrimonio.

La voce dei protagonisti

È il punto di riferimento per la preparazione di dolci e dessert: Zaynab, nata a Vicenza ma di origine tunisina, ha 24 anni e collabora con Gustamundo da maggio 2018. Dopo un periodo di soggiorno forzato in Libia, Zaynab è riuscita a fuggire e a tornare in Italia a bordo di un barcone nel 2016. Da quel momento, la sua passione per la cucina tunisina e marocchina è diventata realtà: dopo aver concluso nel 2019 un corso per diventare aiuto-cuoca, decide di specializzarsi nei dolci, dando vita a delizie, come: il baklava, un dessert di pasta sfoglia con mandorle o pistacchio e miele, e i fekkas, biscotti tradizionali marocchini, insaporiti da uvetta, anice e finocchio, solitamente serviti con tè, latte o caffè.

Pasquale Compagnone e Mohammad Ilyas

Ad entrare poi nella grande famiglia di Gustamondo è stato il ventiduenne iracheno Jàfar, grazie al coinvolgimento della madre, già cuoca del progetto. Jàfar ci parla dell’Italia come di un luogo che piano piano sta diventando casa, creando continui collegamenti e similitudini con l’Iraq. E lo si capisce ancora di più dal suo italiano perfetto grazie al quale riesce a spiegare l’anima del progetto coinvolgimento un gran numero di clienti, con un occhio di riguardo ai turisti. Queste sono solo alcune delle voci che continuano a diffondere il messaggio di Gustamundo. Del resto, come racconta Pasquale Compagnone, fondatore e responsabile di Gustamundo: «Non è stato sempre facile, soprattutto all’inizio: abbiamo dovuto lavorare con determinazione per superare le barriere linguistiche fra i fornelli, e trasformare le diversità culturali in valore. Oggi però siamo una vera e propria squadra in cucina».