Basta spreco: la doggy bag deve diventare obbligatoria

6 Febbraio 2020

Nel nostro Paese pochissimi clienti di ristoranti, fiere, mense richiedono un contenitore per portare a casa gli avanzi del cibo che hanno pagato. Che vanno così sprecati. Ora una petizione chiede che diventi obbligatorio l’uso della food bag, la scatola che ogni ristoratore dovrebbe consegnare i clienti per portare a casa il cibo non consumato. A lanciarla, sulla piattaforma Change.org, una petizione perché la doggy bag diventi obbligatoria per combattere lo spreco è il Festival del Giornalismo Alimentare, in programma al Centro Congressi Lingotto di Torino dal 20 al 22 febbraio. “Vogliamo spingere per una vera proposta di legge del Parlamento – si legge sul sito – che introduca in tutta la ristorazione l’obbligo di consegnare al cliente una food bag realizzata con materiali adeguati al contatto con gli alimenti e al trasporto. Una bag che mostri, stampato, un decalogo per la corretta conservazione del cibo. Il decalogo vuole essere anche un forte richiamo all’educazione antispreco e alla sicurezza alimentare“.

In Italia, spiegano ancora dal Festival, lo spreco degli alimenti vale ogni anno dai 300 ai 400 euro per famiglia. Ed ecco perché, per questa nuova edizione, tra gli obiettivi principali della manifestazione c’è l’intento di contribuire alla sensibilizzazione. Ed ecco perché a ogni partecipante sarà consegnata una proprio una food bag da assemblare. “Come Festival del Giornalismo Alimentare – chiariscono ancora – pensiamo che dovremmo tutti convincerci di quanto sia utile. Lo spreco di cibo nei ristoranti è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati. Ma c’è ancora troppa timidezza, pudore, e talvolta perfino vergogna, nell’uso della doggy bag. Pensate il 25 per cento degli italiani la considera volgare, da maleducati“.  La soluzione, dicono ancora, potrebbe essere un incentivo in più ai ristoratori, introducendo uno sgravio fiscale per chi la usa con regolarità. O, ancora, accompagnare gli sgravi a un concomitante obbligo di consegnarne una al cliente.

Oltre allo spreco alimentare, nei tre giorni di festival saranno molti altri gli appuntamenti, cui parteciperanno circa 170 esperti tra giornalisti, istituzioni, imprenditori, foodblogger, cuochi e professionisti della sicurezza alimentare. Si parlerà anche di etichette nutrizionali, food delivery, pratiche commerciali sleali e approfondimenti saranno dedicati alla dieta mediterranea, così come ai prodotti IGP e DOP e alle ultime frontiere del made in Italy. Ci sarà spazio anche per gli incontri con alcune figure chiave della comunicazione enogastronomica, per i laboratori e per i momenti b2b. Infine, 6 eventi off, riservati soltanto a giornalisti e blogger (a numero chiuso).

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