Un’infografica per decidere la miglior cucina italiana

12 Febbraio 2020

C’è qualcosa che non va. Di solito Agrodolce non scrive queste cose così nette nel giudizio”. Giancarlo ha mangiato subito la foglia: il nostro intento era provocarvi. In un nostro post di Facebook, qualche giorno fa, abbiamo pubblicato un’infografica trovata sul web, in cui la cartina dell’Italia mostrava colori differenti – dal verde scuro al rosso – a seconda delle zone del Paese in cui si mangiava meglio.

La scala cromatica, dalla buona cucina a letteralmente cibo da ospedale mostra che soltanto regioni come il Lazio, parte della Sicilia e parte del Piemonte sarebbero i luoghi in cui si mangia meglio. Al contrario, Emilia-Romagna (sic!), la Lombardia e la Calabria sarebbero posti praticamente quasi da dimenticare.

I vostri commenti

Nei commenti ci avete confermato ciò che sospettavamo: questa mappa è completamente inattendibile. “Posso confutare questa cartina dal momento in cui in Calabria non esiste ‘se proprio hai fame’ – scrive Elisabetta – la sensazione di fame da noi si è estinta, noi mangiamo per inerzia tanta è buona e abbondante la cucina regionale”. “Io non ho mai mangiato bene come in Puglia in vita mia – chiosa Enza – e di ristoranti ne ho provati in giro, oltre che in Calabria ovviamente che è stata definita dal New York Times qualche anno fa la miglior cucina da seguire”.

L’avrà realizzata un tedesco in compagnia di un francese”, sostiene Giosuè, mentre Marco è più local: “L’ha disegnata una coppia, lei romana lui veneto, che vanno spesso in vacanza a Palermo”.  Mentre Gabriella ci offre il beneficio del dubbio – “stiamo parlando di cibo in ristorante oppure cibo prodotto dalle aziende?” – Sonia difende a spada tratta la sua regione, le Marche: “È la regione migliore a livello di cucina…come si mangia da noi, non si mangia in nessun altro posto…”.

E finalmente arriva anche Fabrizio, che da insider del settore conferma: “Faccio il cuoco: questa rientra nei primi tre posti delle più grandi c***** mai viste!”. Chiudendo con Sergio, expat a Coblenza, in Germania, che ci ricorda tra le righe di non sputare nel piatto in cui mangiamo: “Dovreste vivere all’estero come me e poi e riparliamo”. Ci dispiace che qualcuno non abbia capito subito il gioco e abbia deciso di lasciarci. Non era soltanto un post acchiappa commenti, come qualcuno ha pensato, ma anche un esperimento sociale. Un modo per mostrarvi che, nonostante tutto, della nostra cucina regionale – di qualsivoglia Regione si parli – tanto si racconta ancora a sproposito.

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