Strumenti per il caffè: cos’è l’Aeropress

15 Febbraio 2020

L’Aeropress è un sistema di estrazione decisamente moderno, molto amato dalla third wave del caffè. È uno dei più semplici da usare, da trasportare, da smontare e pulire, e il risultato è un caffè aromatico e piuttosto delicato.

La storia

La società che ha brevettato questo strumento è la Aerobie (ora Aeropress Inc.) ed è stata fondata nel 1984 da Alan Adler, un docente in pensione della Stanford University. Adler dopo aver lanciato (è proprio il caso di dirlo) una sorta di frisbee fatto ad anello volante – che ha stabilito il Guinness World Record per il lancio più lungo – ha immaginato uno strumento per il caffè facile e trasportabile. Nel 2005 questo nuovo attrezzo per il brewing è presentato a una fiera, e per la coffee community è subito amore. Oggi l’Aeropress è uno dei metodi più amati, e dal 2008 vanta una competizione mondiale tutta sua.

Come funziona

È uno strumento composto di due contenitori cilindrici che scorrono uno dentro l’altro, come una siringa. Caffè e acqua, dopo essere stati a contatto per 30-50 secondi, passano attraverso un filtro di carta, di alluminio o addirittura di lattice (o meglio, un materiale plastico chiamato PEEK, usato nell’industria per la sua resistenza alle alte temperature), spinti dalla pressione esercitata dalla mano. È un sistema che sfrutta sia la pressione, sia l’infusione.

Perché è così amato

L’Aeropress è entrato nel cuore di tanti amanti del caffè filtro perché il caffè ha un gusto delicato, anche se è più presente del V60, il corpo medio-leggero e un buon equilibrio da acidità e dolcezza. È un metodo che permette un controllo accurato dei parametri fondamentali – per esempio della temperatura dell’acqua e dei tempi di estrazione – ma consente anche di dare sfogo a una buona dose di creatività.

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