Perché Burger King pubblicizza un panino ammuffito?

24 Febbraio 2020

Il bello del cibo vero è che diventa brutto”. Con questo claim, decisamente molto riuscito, Burger King ha lanciato la sua ultima campagna per il raggiungimento di un traguardo significativo: la rimozione dei conservanti, dei coloranti e degli aromi artificiali dai suoi panini. In un video time-lapse della durata di poco meno di un minuto, diffuso sui social network e intitolato The Moldy Whopper, la catena di fast food mostra, su sfondo nero e con in sottofondo la canzone “What a difference a day makes” di Dinah Washington, prima la composizione di un suo classico panino, poi la sua decomposizione e la muffa apparsa nei 34 giorni successivi al momento della produzione.

Con questa operazione di marketing, affiancata poi da cartelloni pubblicitari, Burger King ha così chiarito che i panini senza conservanti saranno disponibili in molti Paesi europei e oltreoceano entro la fine del 2020. Negli Stati Uniti sono già presenti in circa 400 punti vendita.

Nonostante resti ancora sconosciuta la lista dei conservanti esclusi, tra le intenzioni dell’azienda sembra essere sempre più forte quella di inserirsi nel filone salutistico e bio, un passaggio già iniziato con l’ingresso in menu degli Impossible Whopper. E ai clienti più attenti  non sarà sfuggito come, con questa campagna, Burger King abbia messo ulteriore distanza tra sé e il suo diretto competitor, ponendosi su un piano diametralmente opposto. Chi ha memoria lunga, infatti, ricorderà certamente un particolare esperimento in cui un normalissimo panino lasciato a se stesso era rimasto intonso per anni.

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