Supportare Milano andando a mangiare nei suoi ristoranti

27 Febbraio 2020

Provare a selezionare le informazioni corrette, non scambiare Google per l’oracolo di Delfi, prendere precauzioni ma non lasciarsi contagiare dall’allarmismo e dalla paura, anzi dal terrore: ci pare questa la ricetta più efficace per affrontare il fenomeno del Coronavirus. moltissimi locali nel capoluogo lombardo sono deserti da giorni E aggiungiamo che sarebbe opportuno non modificare troppo la propria quotidianità e non privarsi di quei piccoli piaceri che la caratterizzano. Andare al ristorante, per esempio. Molti locali, in questi giorni, sono deserti. E se qualche ristoratore si è rassegnato, decidendo di abbassare la saracinesca, molti altri non ci stanno. Reagiscono. A Milano, lo scorso 20 febbraio, si è tenuto l’evento ribattezzato Notte delle Bacchette. Una gara di solidarietà in piena regola, che per fortuna ha riscosso grande successo in termini di partecipazione. E adesso, sempre dal capoluogo lombardo, arriva un altro segnale forte e significativo.

Nasce l’Unione dei brand della ristorazione italiana

Un nutrito gruppo di imprenditori – per il momento sono 70 – ha creato il 26 febbraio l’Unione dei brand della ristorazione italiana. Si tratta di un’associazione di carattere temporaneo che a oggi rappresenta circa mille attività per un totale di circa diecimila lavoratori sul territorio. Obiettivo: supportare la città e le istituzioni. “Siamo regolarmente aperti – fa sapere Salvatore Maresca, tra gli imprenditori dell’Unione e proprietario dei due ristoranti Muu Muzzarella – e vi aspettiamo. Le istituzioni sono con noi, non dobbiamo farci frenare dalla paura”. Maresca riferisce anche che sono state attivate delle “procedure sanitarie ancora più stringenti per i dipendenti e per quanto riguarda le pulizie; stiamo attenti a disinfettare ogni tavolo, prima e dopo il consumo”.

“Milano è una città viva”

La scelta di tenere aperti i locali è il loro modo di esprimere il senso comune nonché la loro concreta risposta all’invito del sindaco Beppe Sala. Quest’ultimo, se qualche giorno fa ha detto che era opportuno limitare la socialità, adesso ha invertito nettamente la rotta e chiesto al Governo di “poter riaprire la città meneghina”. “Milano a luci spente – ha aggiunto – non piace a nessuno. Che sia una città riaperta al più presto nel rispetto della sanità pubblica”. E la neonata Unione dei brand della ristorazione italiana è determinata a fare la sua parte fino in fondo, osteggiando in tutti i modi la psicosi collettiva e tenendo i piedi saldamente a terra. “Con i nostri colleghi – ha inoltre annunciato Maresca – abbiamo stabilito di devolvere un sostegno economico alle forze volontarie in campo, rappresentate da associazioni riconosciute, che stiamo definendo in queste ore perché Milano è una città viva. E una città viva è una città che reagisce”. Ecco l’elenco completo degli aderenti all’iniziativa, tra ristoranti, app di delivery e imprenditori.