Alchemist, il ristorante di Copenaghen costato 15 milioni di euro

28 Febbraio 2020

Già il nome è tutto un programma: Alchemist. Di certo accende curiosità e suscita suggestioni. Vi sembra anche che preannunci qualcosa di particolare? Avete azzeccato in pieno. Sì, perché Alchemist è il nome di un ristorante di Copenaghen costato ben 15 milioni di euro, pensato per chi non si accontenta più dei semplici locali lussuosi ma è pronto a non badare a spese pur di essere nutrito con effetti speciali.

Il progetto

Alchemist è la seconda release di una sorta di sperimentazione iniziata circa 2 anni fa in quel di Arhusgade dal giovane, ambizioso e intraprendente chef Rasmus Munk. Il ristorante di Copenaghen è molto più ampio dell’altro, copre una superficie di quasi 1.860 mq; per l’esattezza è stato realizzato all’interno dell’ex complesso del Royal Danish Theatre. Chi ha investito l’incredibile cifra di cui sopra? Il magnate Lars Seier Christiensen, che ha arruolato fior di maestranze fra cui il designer italiano Enzo Catellani. L’obiettivo è stato dichiarato fin da subito: coinvolgere i clienti in un percorso sensoriale travolgente e indimenticabile, staccandoli sia pur momentaneamente dalla realtà. Capito il nesso con gli alchimisti?

Il locale

Una volta superate le massicce porte di bronzo ci si trova in un’ampia e scenografica sala arredata in stile futuristico. La cena spettacolo entra però nel vivo al secondo livello, che coincide con una cupola planetaria alta 17 metri: là sono proiettati video di aurore boreali, meduse che fluttuano fra sacchetti di plastica e altre immagini molto forti, legate comunque al mondo naturale e scelte anche con un certo spirito provocatorio. Sotto i maxi schermi si trova la cucina a vista, ma attenzione: a un certo punto gli ospiti – seduti intorno a tavoli di cemento – vengono bendati. Non restano così per il tutto il tempo: questa è una trovata che riguarda specifiche portate. Il percorso dura 4-5 ore, prevede anche performance teatrali – in sala è presente una compagnia di attori – e si conclude con la tradizionale cerimonia cinese del tè, che avviene sotto un cielo dorato creato proprio da Enzo Catellani. In totale sono cinque atti.

Il menu

Ma cosa si mangia da Alchemist? Innanzitutto, all’opera ci sono ben 30 cuochi che cucinano per massimo 40 ospiti a sera. Il numero delle pietanze è pari a 50, ma a dirla tutta si tratta di piccole porzioni. Si spendono 340 euro a persona, però aggiungendo vino e alcolici la cifra lievita ulteriormente. E torniamo al menu: non possiamo svelarlo tutto, deve restare la sorpresa. le pietanze servite, in piccole porzioni, sono circa 50 Tuttavia vogliamo anticiparvi qualcosa. Se siete tradizionalisti, lasciate perdere. Se amate avventurarvi in territori sconosciuti e osare col cibo, raccogliendo le più imprevedibili e folli sfide, andate. Vi porteranno Cervello di agnello con glassa a base di ciliegie, Foie gras servito dentro un finto teschio, Toast di cellulosa vegetale aerata, saltata in burro nocciola e poi finita con una crema di mandorle e caviale Oscietra. Manderete giù la Snowball, una palla preparata con acqua di pomodoro e pomodori fermentati ridotti in succo, distillati a freddo e ghiacciati e poi intinta nell’olio di oliva della nostrana Azienda agricola Terraliva. Ci sono anche insetti e testicoli? Non vi rispondiamo.

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