Spesa: quando l’imballaggio nuoce ai cibi

3 Marzo 2020

Fare la spesa oggi implica un forte spirito di osservazione e richiede, sempre di più, uno spiccato senso civico, una grande attenzione alle conseguenze che l’impatto delle nostre azioni può avere sull’inquinamento e, addirittura, sul cambiamento climatico. bisogna evitare i packaging più dannosi per l'ambiente e per il cibo Non stiamo vivendo tempi semplici in questo senso, perché qualcosa cambi davvero sarà necessario uno sforzo da parte di tutti per modificare comportamenti ormai di uso comune. Un aspetto che si sta sempre meno sottovalutando è quello degli imballaggi, che producono una grandissima quantità di spazzatura, spesso non riciclabile per motivi pratici, bisogna quindi capire quali siano i peggiori tipi di packaging in circolazione e cercare di evitarli, per spingere il mercato, con azioni concrete, a muoversi nella direzione desiderata. La strada è lunga e tortuosa, ma certamente percorribile, in questo senso già c’è stato qualche cambiamento, tant’è che oggi il packaging non ha più esclusivamente una funzione attrattiva ma deve, secondo diversi studi di marketing, anche caratterizzare un prodotto in termini di sostenibilità ambientale.

Cosa sta facendo l’Italia

In questo senso, nel nostro Paese, è stato da poco varato il Decreto Clima, che prevede tra le sue azioni anche l’incentivazione di prodotti sfusi o alla spina. Passo fondamentale nella lotta agli imballaggi, purtroppo però i punti vendita di questi prodotti sono ancora troppo pochi sul territorio nazionale e nella grande distribuzione non esistono soluzioni di questo tipo. È chiaro che è lì che bisogna insistere, ma non sarà un processo veloce, nell’immediato cosa si può fare? Come è giusto comportarsi da parte di un consumatore consapevole per spostare queste leve del mercato?

Come scegliere e cosa evitare

Come già premesso, la priorità assoluta è quella di abbattere il più possibile ogni tipo di imballaggio, ma al momento, entrando in un supermercato, quali sono gli aspetti da considerare? Cosa prediligere? Cosa evitare? Ecco qualche consiglio pratico per muovervi al meglio tra gli scaffali.

  1. Evitate i packaging multi-materiale: esistono formati composti da diversi tipi di plastica o anche di materiali plastici accoppiati ad altri, come carta o alluminio. In questo modo diventa molto complicato dividerli durante la raccolta differenziata, anche i più volenterosi in questa fase si scoraggiano spesso e gran parte di questi materiali finisce nell’indifferenziata, impossibile da riciclare. Se il materiale è unico, sarà quantomeno più semplice pulirlo e differenziarlo correttamente. 
  2. Preferite imballaggi più naturali possibili: di fronte a due prodotti non estremamente dissimili tra loro per qualità, preferite sempre quello con l’imballaggio che impatta meno sull’ambiente. Un esempio: tra uno yogurt in plastica e uno in vetro, preferite il vetro. 
  3. La nuova frontiera è il packaging compostabile: in commercio anche nella grande distribuzione, oggi si sta iniziando a trovare questa nuova generazione di packaging, che è possibile smaltire come organico. Di norma, se il materiale è compostabile, lo trovate scritto sulle confezioni. Fateci caso.