Tradotto per voi: 7 cibi da NON servire mai a un matrimonio

4 Marzo 2020

L’articolo originale “Experts reveal 7 things you should never serve at a wedding” di Taylor Tobin compare su Insider. Un breve elenco di piatti da non servire mai durante un banchetto di matrimonio: l’abbiamo tradotto per voi.

Il cibo gioca un ruolo principale nella celebrazione di un matrimonio e dunque decidere cosa servire in tavola e cosa evitare può diventare una questione delicata. Abbiamo richiesto agli esperti dei pareri a riguardo, rivolgendoci a chef e wedding planner per capire quali piatti bandire per sempre dai menu nuziali. Ecco 7 piatti molto diffusi che sarebbe il caso di togliere dai vostri menu:

  1. Le insalate di verdure tenere come lattughino, rucola e valeriana, una volta condite non durano tanto. Se al ricevimento avete deciso di servire un’insalata sarete costretti a farla portare in tavola già condita. Ma visto che il servizio durerà più tempo del normale, concentratevi su vegetali più solidi che tengono nel tempo e non si afflosciano in fretta una volta conditi. Se volete servire insalata al vostro matrimonio, state lontano dal lattughino e dalla valeriana. Evitate i vegetali troppo delicati che non riescono a stare conditi per dieci o quindici minuti senza afflosciarsi”, dice lo chef Steve Fortunato, CEO e fondatore di Hospitality Collaborative, un servizio di catering attivo nell’area di Los Angeles. “Scegliete verdure dalla foglia più robusta, tipo lattuga e canasta”.
  2. I piatti formato famiglia sembrano una buona idea, ma affollano troppo i tavoli. Anche se condividere grosse quantità di cibo sembra una buona idea per un’occasione del genere, l’affollamento dei tavoli e il caos che ne risulta non ne vale la pena. “Abbiamo visto centinaia di matrimoni dove erano richieste porzioni formato famiglia e dove spendevano migliaia di dollari per gli addobbi floreali a centro tavola, e in tutte le occasioni gli ospiti sono stati costretti a spostare tutto sul pavimento perché non avevano più spazio per mangiare”, dice Fortunato. “Se volete mantenere una atmosfera familiare, basta un piccolo accorgimento, tipo impiattare individualmente i primi, per fare una differenza enorme”.
  3. L’aglio è gustoso ma crea attrito tra le coppie che poi balleranno. Anche se l’aglio aggiunge quel pizzico di coraggio e sapore vivace ai piatti, non è certo un segreto il fatto che abbia degli effetti poco piacevoli sull’alito di chi lo mangia. Per questo motivo lo chef privato Ed Brik di Los Angeles consiglia di evitarlo del tutto quando si prepara un menu nuziale. “Una volta ho fatto catering a un matrimonio dove il padre della sposa continuava a ripetere di essere appassionato di aglio”, ci ha raccontato. “Gli ho detto che l’aglio non andrebbe mai messo sul pollo, perché provoca un alito pessimo e può lasciare anche un retrogusto amarognolo. E la gente queste cose a un matrimonio di certo non le auspica”.
  4. Cibi che schizzano ovunque, come hamburger, spaghetti e costolette sono un pericolo per il guardaroba degli invitati. Se siete appassionati di barbecue, hamburger ultraconditi, sandwich a tre piani e paste al sugo, siete forse anche conoscenza della lotta per non sporcarsi mentre li si mangia. Per questo motivo, la wedding planner Whitney Cox del Vegas Wedding di Las Vegas dice che non è il caso di servirli durante il pranzo della cerimonia. “I peggiori cibi possibili sono quelli più difficili da consumare, tipo hamburger, costolette e spaghetti. Tutti i cibi che si evitano in genere a un primo appuntamento andrebbero anche evitati a un matrimonio. Tenete a mente che voi e i vostri ospiti sarete vestiti in maniera formale ed elegante e ogni tipo di cibo che possa schizzare, colare e ungere vestiti e mani sarà assai scomodo da mangiare. A meno che non abbiate organizzato una cerimonia informale, scegliete cibi facili da mangiare”.
  5. Quando dovete preparare per un mucchio di persone, la pizza non è mai una buona idea. Il vasto volume di cibo richiesto da un banchetto matrimoniale e l’impegno richiesto dal dover tenere calde e croccanti le pizze, rendono queste ultime sconsigliatissime per i contesti nuziali. “Tenere calde le pizze e restare al passo con l’appetito dei convenuti prendendo nota delle necessità dietetiche degli stessi, le rende davvero inadeguate a un banchetto di nozze”, dice Vito Gnazzo, chef in carica del Gattopardo di New York.
  6. I grandi classici dei menu nuziali, come il cordon bleu, è ora che vadano in pensione. Il cordon bleu, un petto di pollo in crosta ripieno di prosciutto e formaggio, è molto diffuso perché piace agli invitati dei banchetti, perlomeno a quanti tra loro mangiano carne. Ma comunque è un piatto pesante, e per gli ospiti è normale poi alzarsi da tavola sentendosi appesantiti dopo averlo mangiato. Lo chef Hugo Bolanos del Wolfgang Peck dell’hotel Bel Air, che si occupa esclusivamente di banchetti nuziali, vorrebbe tanto che il cordon bleu scomparisse dalla faccia della terra. “Trovo che sia una pessima idea servire cordon bleu a un banchetto. È un vero e proprio omicidio culinario. Un trancio di pollo foderato di prosciutto e coperto di formaggio? Quando lo vedo mi spavento”, ci ha confessato Bolanos.
  7. Se avete tanti invitati, evitate il pesce bianco e qualsiasi pesce magro. Se il numero dei vostri invitati supera il centinaio di persone, è importante concentrarsi su piatti che possono essere replicati con facilità e che sopportino un servizio di durata ragguardevole. Per questo motivo il pesce bianco e quello magro non può andar bene a una banchetto nuziale. “Il pesce bianco e quello magro sono una pessima idea per un matrimonio con molti invitati. Non c’è margine di errore quando li si cucina e in genere tendo a evitarli quando gli invitati sono molti. Per i piccoli matrimoni, sotto ai 50 invitati, va ancora bene”, dice Brooke Stockwell, chef in carica del K’Syrah Catering & Eventa di Santa Ynez Valley in California. “Qualsiasi cosa troppo intricata e complicata porterà al disastro quando si prepara un menu da catering. Si deve pensare alle cose che possono andare male, per essere pronti a dare sempre il meglio”.

Traduzione a cura di Paola Porciello.

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