Vinitaly a Verona è stato rimandato a giugno

6 Marzo 2020

Ha resistito fino all’ultimo, al grido di quell’Italia che non si ferma, ma alla fine ha dovuto adeguarsi alle evidenti conseguenze del contagio da coronavirus. E fare necessariamente un passo indietro. gli organizzatori hanno rimandato l'evento di due mesi Ad aprile il Vinitaly non si farà. Gli organizzatori hanno infatti rimandato di ben due mesi la prossima edizione del salone internazionale del vino: si sarebbe dovuto tenere a Veronafiere dal 19 al 22 aprile, slitterà invece a giugno, dal 14 al 17. La decisione è stata piuttosto sofferta: con oltre 4mila aziende presenti, più di 40 Paesi produttori, 400 eventi in 4 giorni, Vinitaly è infatti forse la più importante manifestazione in Italia dedicata al mondo vitivinicolo. Che già da giorni, però, stava ricevendo le defezioni di molti partecipanti, tra buyer e produttori.

Come ha spiegato Giovanni Mantovani, direttore di Veronafiere, la risoluzione è stata dunque presa dopo un’attenta analisi dei dati disponibili e dell’ascolto di tutti gli operatori coinvolti, “in considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale, che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale”.

Oltre alla kermesse, agli stessi giorni sono stati rimandati anche tutti i fuori salone. “La nuova data – ha spiegato ancora Mantovani – rappresenta il periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business. Vinitaly, insieme ad OperaWine, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia“.