Appropriazione indebita: 9 ricette che sembrano americane ma non lo sono

11 Marzo 2020

Storicamente, una delle più grandi capacità degli Stati Uniti è stata quella di accogliere. Dalle tredici colonie ai Dreamers degli anni Duemila, gli Stati Uniti d’America sono stati in grado di accogliere e far proprie le persone come le idee, trasformandole in grandi successi americani. È accaduto per la letteratura, per il cinema e ovviamente per il cibo: dei piatti che rendono iconica la cucina americana, ben pochi sono stati inventati negli USA.

  1. Hamburger. L’origine è tradita già dal nome, che vuol dire letteralmente di Amburgo. Nel Diciannovesimo secolo, dalla città portuale della Germania partivano infatti molte delle navi che raggiungevano gli Stati Uniti: proprio qui, nei locali del porto, potrebbe essere stata inventata la più famosa specialità americana. La prima citazione di una Hamburgh sausage compare in realtà in un libro di cucina britannico, nel 1758. Ma il collegamento con l’hamburger statunitense appare labile: più probabile che si trattasse di un panino servito nei locali del porto di Amburgo e tanto apprezzato da passeggeri e marinai da seguirli fino allo sbarco nel nuovo mondo. Certo è che nel 1847 entrò in attività la Hamburg America Line, compagnia di navigazione che decise di servire hamburger durante le traversate dell’Atlantico.

  2. Pastrami. L’affettato di manzo servito nei più famosi deli di New York ha in realtà origini rumene. In Romania il suo nome, pastramă, rimanda all’azione di conservare la carne: negli Stati Uniti sarebbe stato modificato in pastrami per assonanza con l’italo-americano salami. Il primo sandwich con il pastrami in terra statunitense è stato quasi sicuramente servito nel 1887, a New York, nel locale di Sussman Volk. Volk sosteneva di aver ottenuto la ricetta da un amico rumeno, come ringraziamento per avergli conservato i bagagli durante un viaggio di ritorno in madrepatria.

  3. Bagel. Come il pastrami, anche i bagel arrivano dall’Europa orientale, precisamente dalla Polonia. Si trattava del pane tipico della comunità ebraica aschenazita: l’impasto, modellato a forma di ciambella, veniva prima bollito e poi cotto in forno. Furono proprio gli ebrei polacchi a portare la specialità a New York: ne conservarono l’esclusiva fino agli Settanta del Novecento, quando venne la preparazione manuale venne sostituita da quella industriale e i bagel conobbero un boom nei locali di Manhattan.

  4. Pollo fritto. È ritenuto un soul food degli Stati Uniti meridionali, ma ha origini molto più antiche: si ritiene che la ricetta di Apicio per il Pollo Frontonianum, scritta a Roma nel primo secolo avanti Cristo, parli proprio di pollo fritto. Ma negli Stati Uniti il pollo fritto è arrivato dalla Scozia e dall’Africa: la tecnica di frittura scozzese venne qui abbinata ai forti aromi africani, portati con sé dagli schiavi impiegati nelle piantagioni di cotone.

  5. Pizza. Sembrerebbero non esserci dubbi: la pizza è italiana. Eppure gli Stati Uniti sono riusciti a renderla un piatto nazionale: tredici statunitensi su cento dichiarano di mangiare pizza tutti i giorni, e nel Paese esistono decine di varianti locali, che a volte ricordano solo da lontano l’originale italiano. È il caso della Chicago-style deep-dish pizza: alta, profonda, più simile nell’aspetto a una crostata che a una pizza margherita.

  6. Mac & cheese. I maccheroni con il formaggio sono un comfort food per milioni di statunitensi, e la loro origine non così lineare come potrebbe sembrare. Se infatti la prima ricetta di pasta con il formaggio risale alla corte angioina di Napoli, i mac & cheese sono più probabilmente arrivati negli Stati Uniti con un tramite inglese. Già dal 1700 in Inghilterra si mangiava pasta di grano tenero cotta in casseruola con formaggio e besciamella: leggenda vuole che sia stato il terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, a portare la specialità oltreoceano.

  7. Donuts. Anche le tipiche ciambelle americane hanno origine europea: arrivarono nella città di Nuova Amsterdam (in seguito chiamata New York) direttamente dall’Olanda. I fondatori della città portarono infatti con sé la ricetta degli olykoek, letteralmente dolci fritti: all’epoca però mancavano ancora la tipica forma a ciambella e le glasse colorate. A entrambi pensarono gli americani, che ribattezzarono i dolcetti doughnut, cioè pasta rotonda.

  8. Marshmallow. Il nome dei dolcissimi batuffoli da arrostire sul fuoco deriva da alcune piante medicinali conosciute e consumate sin dai tempi degli antichi Egizi. Il merito di aver trasformato le piante in dolci è della Francia: nel Diciannovesimo secolo i pasticcieri francesi scoprirono infatti come trasformarne la polpa in un soffice dessert. Il procedimento doveva però essere eseguito a mano e poteva richiedere anche due giorni. Gli statunitensi scoprirono come meccanizzarlo e resero i marshmallow un successo nazionale e mondiale.

  9. Apple pie. Negli Stati Uniti esiste un detto: “to be as American as apple pie”, essere americano quanto la torta di mele. Ovviamente, neanche la torta di mele è americana ­– nel continente nordamericano, prima delle importazioni europee, non esistevano mele commestibili. La ricetta della apple pie è probabilmente sbarcata insieme agli immigrati olandesi, svedesi e inglesi: proprio come loro, nel giro di un paio di generazioni è diventata statunitense al cento per cento.

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