Bere bene anche al supermercato: i consigli degli esperti

20 Marzo 2020

Queste settimane rimarranno a lungo impresse nella memoria degli italiani, in particolare delle nuove generazioni che mai fino a ora avevano vissuto un’esperienza così travolgente. con enoteche e wine bar chiusi, bisogna saper scegliere al supermercato Tutti a casa per contenere i contagi del virus e uscite ridotte al minimo, ad esempio per fare la spesa. In questa fase, l’essenziale è mantenere la calma e rispettare le regole, fiduciosi che la situazione, con la collaborazione di tutti, possa rientrare al più presto. Enoteche e winebar sono chiusi – così come impone il decreto del Governo – ma non per questo gli appassionati di vino dovranno rinunciare a bere bene. Già da tempo, infatti, sia supermercati che botteghe alimentari di quartiere offrono un’ampia e ricercata selezione di etichette per soddisfare anche i palati più esigenti. Abbiamo chiesto quindi ad alcuni wine lover di professione di aiutarci nella scelta tra gli scaffali dei supermarket aperti, da Milano a Palermo. Ecco le loro proposte:

MILANO

Matteo de Paoli, wine blogger di Radio Bottiglia. Oggi il reparto vino di un supermercato è sempre più simile a una vera e propria enoteca. Mi è capitato recentemente di acquistare in un Carrefour di Milano il Barbaresco di Adriano Marco e Vittorio e il Derthona di Vigneti Massa, entrambi vignaioli indipendenti (Fivi). Trovarli tra gli scaffali della grande distribuzione è una testimonianza che qualcosa sta finalmente cambiando. Ottimi i vini di Lungarotti, storica cantina umbra, che propone anche bottiglie largamente apprezzate dalla critica. Sempre a Milano, questa volta all’Esselunga, ho trovato i vini dell’Oltrepò di Tenuta Mazzolino e di Conte Vistarino, anche se in questi giorni di quarantena preferisco fare ordini online, investendo quello che sto risparmiando (niente uscite per andare nei consueti wine bar) in piccoli ordini settimanali di vino, comodamente consegnati a domicilio.

Claudio Limina, wine blogger di Biancovino. Ecco quattro etichette, dall’aperitivo al dessert, disponibili all’Esselunga. Si tratta di marchi abbastanza conosciuti ma non certamente di massa. Iniziamo con il Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG Brut di Nino Franco: color giallo paglierino brillante, bollicina fine e persistente. Al naso risulta floreale e fruttato con sentori di mela, pera e agrumi, in bocca invece regala piacevoli sensazioni di freschezza e sapidità, lasciando il palato cremoso e pulito. Ideale come aperitivo, con primi piatti leggeri o con preparazioni a base di pesce. Proseguiamo con la Falanghina del Sannio DOC di Feudi di San Gregorio, dal colore giallo paglierino tenue con riflessi verdolini. Il suo profumo è intenso e persistente con sentori di fiori bianchi e frutta. Al palato si presenta fresco ed equilibrato con un finale davvero pulito. Ideale in accompagnamento a qualsiasi tipo di antipasto: piatti a base di pesce, verdure o formaggi freschi. E poi il Rosso di Montalcino DOC di Castello Banfi, da uve sangiovese: color rubino brillante, al naso presenta un bouquet intenso e speziato con accenni di tabacco. In bocca liquirizia e aromi di frutta selvatica. Tannino affusolato grazie al passaggio in barrique e botti grandi. Ideale con la cucina del territorio toscano: fiorentina o polenta coi tordi. Chiudiamo con il Marsala Fine di Alagna: color ambra intenso, al naso ricco e armonioso con sentori di mela cotogna e buccia d’arancia. Gusto fine e delicato, mai stucchevole. Ideale a fine pasto con la pasticceria secca, cioccolato, gelato e i dessert in genere.

ROMA

Valentina Vitale – agenzia Kitchen Strategy. La quarantena da Coronavirus ci rende tutti più beoni, tra aperitivi virtuali e beata solitudo il vino diventa protagonista della mia tavola.  Vivo a Roma dove la cultura del buon bere è molto diffusa. In questi giorni, non potendo andare nei soliti punti di riferimento, trovo interessanti le enoteche dei supermercati Natura Sì, con una discreta selezione di etichette di produttori che operano in regime biologico e biodinamico. Solo per fare qualche esempio: Franciacorta extra brut Corte Bianca, Nebbiolo delle Langhe DOC La Raia, Pinot grigio senza solfiti aggiunti Venezia DOC Le Carline, Malvasia bianco Frascati DOC “Terre Laviche” Casale Mattia e Brunello di Montalcino DOCG La Serena.

NAPOLI

Adele Granieri – coordinatrice guida Slow Wine Campania e Basilicata. La mia quarantena è abbastanza fortunata perché dalla mia casa di Napoli posso contemplare il mare. Ho sempre una scorta abbondante di vini buoni per la sopravvivenza ma in caso di approvvigionamento vado al Simply Market in via Orazio, dotato di una piccola enoteca ben fornita. Mi piace constatare che, anche in questi giorni di difficoltà, chi va a fare la spesa non rinuncia a una bottiglia di vino, come conforto per queste serate tra le mura domestiche. A dispensare consigli c’è la brava e solare sommelier Lucia Peranio. Se dovessi portare a casa cinque bottiglie dagli scaffali sceglierei le seguenti: Vesuvio Rosso “Vipt” di Cantine Olivella, un Piedirosso in purezza dai profumi di frutti di bosco e geranio, con una profonda nota di cera d’api. Un vino essenziale, dal sorso leggiadro, succoso e saporito. Il Fiano di Avellino di Guido Marsella, vino di grande levatura in cui le note agrumate si fondono ai richiami di nocciola e agli accenni di zenzero candito, che si ritrovano al sorso, verticale, profondo, materico. E ancora il Kleos di Luigi Maffini, un Aglianico cilentano che sa di mora matura e scorza d’arancia, con soffusi sentori balsamici e una delicata speziatura che fanno da corredo al sorso equilibrato e rassicurante. La Sibilla, una Falanghina dei Campi Flegrei che nasce guardando il mare e profuma di scorza di limone, mentuccia ed erbe mediterranee, con una decisa nota salmastra e iodata di sottofondo che fa da preludio al sorso fresco e salino. Fuori dalla Campania, il Gattinara di Travaglini è una delle etichette più mainstream dell’azienda piemontese ma rappresenta sicuramente una declinazione di Nebbiolo estremamente valida. Un vino dai profumi di ciliegia e arancia rossa, note di fiori appassiti e una soffusa spaziatura, dal sorso vigoroso e di buon corpo, con una trama tannica ben tessuta. E per i momenti di maggiore sconforto c’è il Gin Hendrick’s.

PALERMO

Maria Antonietta Pioppo – executive wine master. Nel capoluogo siciliano la catena di supermercati di qualità Prezzemolo&Vitale vanta ben 7 punti vendita e un efficiente servizio online che, in questi giorni, sta egregiamente fronteggiando la situazione di emergenza per aiutare il più possibile le persone a rimanere a casa. Tra i punti di forza del gruppo un’ampia gamma di vini, compresi quelli naturali e biodinamici. Tra le etichette siciliane, alcune chicche come l’originalissima Inzolia prodotta dalla cantina Marino Abate di Marsala, un vino tutto da scoprire, piacevolissimo per l’aperitivo e perfetto con fritti di formaggi e paranza. E ancora il Dama Rosa di Terre di Gratia, un rosato da Perricone di rara piacevolezza, buono da abbinare alle carni bianche o ai primi a base di crostacei. Tra i rossi invece un fuoriclasse come il Vrucara di Feudo Montoni, un Nero d’Avola prefillossera che ben si abbina alle tagliate di carne. E infine il Les jeux son faits Dei Principi di Spadafora, un Syrah dal cuore nobile siciliano.

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