Gli chef romani cucinano per i medici dello Spallanzani

20 Marzo 2020

Per il primo giorno hanno messo nel menu pasta all’amatriciana e cacio e pepe. Oggi, invece, mezze maniche al ragù di mare, carciofi e pecorino, ragù di carne e funghi. A preparare oltre 400 porzioni al giorno, da consegnare a medici, infermieri e personale nei vari reparti dell’ospedale Spallanzani di Roma, sono chef come Nabil Hadj Hassen di Roscioli, Alessandro Roscioli stesso, Walter Regolanti di Romolo al Porto, Arcangelo Dandini de L’Arcangelo, Mario Sansone di Marzapane, Giuseppe Lo Iudice di Retrobottega, in collaborazione con Luigi Cremona.

Tutti loro, insieme ad altri ristoratori romani, hanno allestito una vera e propria cucina da campo, in cui alternarsi con altri colleghi, come quelli di Retrobottega, Pipero e altri, per mettere la propria professionalità al servizio dei sanitari. I piatti, serviti caldi e incartati accuratamente per rispondere alle stringenti normative igieniche indicate dalle direttive del nosocomio, escono senza sosta, in tempi strettissimi, una volta approntati nel piazzale dell’ospedale.

Un gesto naturale, per i cuochi, che hanno voluto così omaggiare tutti coloro che, da settimane, lavorano senza sosta per contrastare la diffusione del virus.