3 insolite mete foodie da sognare per il prossimo viaggio

23 Marzo 2020

Per ora le sogniamo dal divano di casa  ma appena sarà possibile tornare a viaggiare abbiamo scelto per voi alcune mete sorprendenti se siete appassionati di buon cibo e vino. Partiamo per ora solo con la fantasia, ma con lo stomaco già pronto.

Namibia

Perché: conosciamo tutti il Sudafrica, la sua ricchezza di paesaggi, la varietà di ingredienti, di ristoranti raffinati e gli ottimi vini. Ma anche la vicina Namibia, più rustica e in parte desertica, va tenuta d’occhio.  Un viaggio in Namibia è caratterizzato soprattutto da panorami maestosi, strade sterrate ma ben tenute, un mix di cultura europea e africana, perfetto per un fly & drive in sicurezza. Qui non possiamo parlare di  una cucina gourmet diffusa, ma gli indirizzi di qualità che ci provano non mancano e le materie prime buone neppure.

Cosa provare: soprattutto la carne di cacciagione, la cui scelta in Namibia è più ampia e variegata di quella che si trova in Sudafrica, in quanto c’è una tradizione consolidata di allevamenti estensivi di gazzelle nelle fattorie. La cottura su barbecue qui è una religione e naturalmente la carne è disponibile anche in versione essiccata, nel classico biltong. È una meta dunque da consigliare ai carnivori. Sulla drammatica Skeleton Coast si possono provare le ottime ostriche namibiane, una vera chicca dall’Atlantico più profondo.

The Jewel

Gli indirizzi must: tralasciamo la buona cucina di alcuni lodge privati dove si va per gli splendidi safari fotografici, per concentrarci sugli indirizzi per tutti. Nella moderna capitale Windhoek, città in crescita ma ancora a misura d’uomo, il Namibian Craft Center – centro d’arte e artigianato – ha un bel caffè, dove si scoprono alcuni interessanti prodotti namibiani: provate un calice di vino della Erongo Mountains Winery, unica zona di produzione vitivinicola del paese. L’azienda è visitabile, se siete in zona (a 2 ore e mezzo di macchina dalla capitale) e ha un piacevole ristorante gourmet, The Jewel. Lo chef Frederic Lutz vi può preparare una perfetta bistecca di cacciagione sfumata con il cognac della casa.

Joe’s Beerhouse

Sempre a Windhoek, una vera istituzione più per la compagnia e l’atmosfera, è Joe’s Beerhouse. Eclettico e funky, ha un menù altrettanto curioso. Provate i bushman sosatie, tipici spiedini di carne, e la croccante schnitzel di orice (un tipo di gazzella). La Namibia è stata colonia tedesca e ancora se ne trovano tracce nell’architettura e, appunto, nella cucina. Per i più temerari c’è anche il filetto di zebra e quello di coccodrillo (ma solo in stagione).

Infine un accenno ai caffè nel deserto. Se siete dei viaggiatori on the road, fermatevi ai cartelli: vi porteranno in deliziosi empori che profumano di torte appena fatte, al centro di fattorie che sembrano uscite dal Mago di Oz. Se hanno il biltong fatto in casa, la classica carne essiccata spesso di cacciagione, compratela. Difficile sbagliarsi: i namibiani ne fanno una questione di orgoglio personale. Uno dei caffè più noti del paese è certamente la famosa bakery di Solitaire, paesino sperduto al limitare del Parco Nazionale del deserto del Namib. Qui si fermano tutti, persino alcune celebrities, per assaggiare la loro famosa apple pie. Sinceramente buonissima e sempre fresca.

Bulgaria

Perché: a farla conoscere c’è voluta Matera. Quando la splendida città d’arte lucana è stata scelta come Capitale Europea della Cultura non era da sola, l’altra era Plovdiv, bella cittadina bulgara con una lunga storia e un antico teatro romano ancora perfettamente conservato. Da Plovdiv a Sofia perché no? Il Paese si gira bene in macchina, ha tesori archeologici antichi, costa poco, c’è accoglienza e tanta tradizione. L’alta cucina ancora deve crescere, ma ci sono già chef che ci stanno lavorando con attenzione, e il vino è una vera sorpresa: vitigni autoctoni di alto livello e un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Cosa provare: l’impronta in cucina è quella balcanica, negli ingredienti come nelle preparazioni di zuppe e stufati. Formaggi e yogurt sono molto amati e protagonisti quasi di ogni pasto bulgaro che si rispetti. Ci sono diversi negozi specializzati e non sarete mai delusi. Come in tutta l’area anche qui ogni pranzo o cena inizia con una insalata shopska, inondata dall’ottimo formaggio sirene. A base di yogurt (e persino servita con ghiaccio d’estate) è la tarator, zuppa fredda con cetrioli, aneto, aglio e noci. Il vitigno auctono Mavrud è il vero tesoro da conoscere in un viaggio foodie da queste parti. Bel corpo, frutto maturo, perfetto per i piatti di carne. Quasi tutte le cantine organizzano spedizioni in Italia.

André

Gli indirizzi must: Sofia è una piccola Istanbul. Per la sua storia è un mix di stili e culture e in cucina questo si sente. Tra le stradine del centro, in una elegante villa bianca, il celebrity chef André Tokev propone nel suo ristorante André una cucina gourmet molto curata e ben pensata che vuole rinnovare la tradizione. Il menu degustazione Earth and Water si ispira agli antichi Traci. Tra i piatti migliori, la Trota marinata in brodo di caviale, guarnita con caviale di carpa bianca impanata su mousse di cavolfiore e uovo di quaglia.

Sempre a Sofia il più hipster The Little Things raccoglie una folla giovane e alla moda, tra i tavoli disposti lungo i tre piani di questa casina blu. Provate le zuppe e gli spiedini kebapche. Il nome vi ricorda qualcosa? Si tratta del classico spiedino balcanico.

A due ore di auto da Sofia, Chateau Copsa è un castello con cantina e hotel. Nel piacevole ristorante all’aperto si servono piatti tradizionali ben fatti e contemporanei nella presentazione.

Georgia

Perché: ne avrete sentito parlare per la sua natura, le spettacolari chiese a torre e soprattutto per l’ottimo vino in anfora (qvevri) prodotto come millenni fa. La Georgia è una terra che sembra uscita da una antica fiaba, nel cuore del Caucaso, dove Asia ed Europa si incontrano da sempre. Da un lato alte montagne, da un altro pascoli a perdita d’occhio, storia e cultura. Le strade sono discrete e si percorrono in autonomia in macchina. La cucina è un incredibile melting pot in cui non mancano i déjà vu. Nella dinamica capitale Tbilisi ci sono bravi chef che stanno lavorando su antiche ricette e prodotti di grande qualità con l’energia di veri esploratori del gusto. Sul fronte del vino in anfora, alcune cantine valgono da sole il viaggio per chi è appassionato di orange wine.

Cosa provare: il khachapuri vi conquisterà. Si tratta di un pane focaccia ripieno di cui esistono decine di varianti. È praticamente ovunque, nei chioschi agli angoli delle strade e nei piccoli caffè ed è sempre freschissimo. Si cuoce anche nel tandoori. Un altro piatto nazionale servito in ristoranti specializzati sono i khinkali, dumpling di pasta ripiena di carne e spezie ma anche di verdure. Le noci e la salsa di noci sono molto presenti nella cucina, nei famosi involtini di melanzane badrijani per esempio, ma anche nei pkhali. Il concetto è quello delle mezze mediorientali ma si tratta di paté di verdure con salsa di noci e spezie (non si usa tahina per amalgamare). Ne esistono infinite varianti. Per i georgiani la tavola è condivisione e festa. Il concetto ha anche un nome, supra, e prevede brindisi secondo un preciso ordine, deciso dal maestro di cerimonie, il tamada.

cafè littera

Gli indirizzi must: a Tbilisi, intorno a Machabeli Street, il Cafe Littera è diventato in pochi anni una meta gourmet. Qui la nota chef Tekuna Gachechiladze – nel magnifico giardino e all’interno di quella che un tempo era la Casa degli Scrittori – propone una cucina georgiana raffinata e innovativa. La chef ha anche una scuola di cucina, Culinarium, e il bistrot Kasheria. Recentemente ha aperto lo spazio diner Republic 24. Il marito Irakli Bluishvili produce dell’ottimo vino in anfora con l’etichetta Blui’s Wine.

Nella via pedonale Tabidze, Sakhli #11 è un ristorante familiare elegante e ben organizzato. La sua ampia lista dei vini permette di provare diverse ottime cantine, alcune di nicchia. Dal menu ordinate shkmeruli, il tradizionale pollo in salsa di crema all’aglio, oppure abhkhazura, polpette di carne speziate.

Non lontano da Tbilisi, appena fuori l’abitato di Mtskheta, prenotate un pranzo con degustazione da Iago’s Winery: Iago Bitarishvili con la sua famiglia è un pioniere della produzione contemporanea di vino georgiano in anfora, con risultati di alto livello, riconosciuti in tutto il mondo. A 130 km dalla capitale nello sperduto paesino di Phoka un piccolo monastero di operose monache è diventato da anni meta di pellegrinaggio degli amanti del formaggio. Alcuni dicono sia il migliore del Paese.

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