Asia’s 50 Best 2020 a porte chiuse: Odette ancora primo

25 Marzo 2020

Carissimi amici, colleghi italiani,
ieri a Tokyo c’è stata la proiezione degli Asia 50 Best Award in tempo reale, perché gli award dovevano svolgersi nella Prefettura di Saga, ma sono stati cancellati per il COVID-19. Per questa proiezione, noi giornalisti e chef giapponesi / italiani abbiamo deciso di dimostrare la solidarietà con l’Italia“.

Abbiamo ricevuto questo messaggio da un giornalista e collega giapponese, Masakatzu Ikeda. Un segnale di solidarietà davvero commovente da parte degli chef e dei giornalisti nipponici e italiani che lavorano in Giappone.

La redazione di Agrodolce

Non è una festa ma un riconoscimento a tutta l’industria in uno dei momenti più difficili per la ristorazione. Un segnale di supporto, di comunità e di rispetto reciproco”. Così William Drew, Director of Content 50 Best, introduce la premiazione di quest’anno. un'edizione dimessa, trasmessa in streaming, senza premiati né pubblico Un’edizione dimessa questa degli Asia 50 Best Restaurant’s 2020 – che doveva tenersi a Saga in Giappone, regione conosciuta per le tradizioni e la cultura rurale – e che invece, travolta dalla prima ondata del Covid-19, era già stata annunciata a fine febbraio a porte chiuse, trasmessa in streaming e registrata in uno studio, senza pubblico, senza premiati e ospiti. Il video è inoltre stato realizzato due settimane fa, prima che l’emergenza diventasse davvero globale. Gli sviluppi drammatici di queste due settimane sono tutti nel volto e nelle parole di Drew: “Abbiamo preso la decisione di fare comunque l’annuncio della lista dopo esserci consultati con tanti chef in Asia e dopo averne parlato con figure influenti di riferimento per l’industria. L’evento di oggi è in supporto all’Asia. Teniamo la nostra comunità globale connessa, unita e preparata per la ripresa che ci auguriamo arrivi presto” dice ancora. E non sono mancate in questi giorni le iniziative messe in campo dal mondo 50 Best in supporto alle singole azioni degli chef (e dei bartender), per diffonderle, farle conoscere, coinvolgere l’ampio pubblico che da anni segue la lista. Resta ora l’incognita sui World’s 50 Best Restaurants, la cui cerimonia è prevista il 2 giugno ad Anversa, nelle Fiandre.

Odette ancora primo in Asia

Guardando la classifica sono poche le emozioni ma non sono mancate alcune sorprese. Odette si riconferma primo nella lista. A Singapore nella iconica National Gallery, odette si riconferma primo; seguono the chairman di hong kong e den a tokyo il ristorante francese con influenze asiatiche dello chef e proprietario Julien Royer, convince dunque per il secondo anno di seguito. Den, candidato a sostituirlo, si ritrova invece di nuovo terzo. Guidato dal carismatico chef Zaiyu Hasegawa, questo piccolo locale a Tokyo è Best Restaurant in Japan. Secondo, a sorpresa, è The Chairman di Hong Kong, al n° 11 lo scorso anno, che cresce grazie alla sua cucina cantonese contemporanea. Merito di chef Kwok Keung Tung e del proprietario Danny Yip, tornato nella sua Hong Kong dopo anni in Australia (il Flower Crab al vapore vale il viaggio). Nell’edizione 2019 al secondo gradino c’era Gaggan che come sappiamo ha chiuso per aprire il nuovo Gaggan Anand, sempre a Bangkok. Vedremo il prossimo anno come e se tornerà in classifica. In generale, sette le new entry e una re-entry, mentre il Giappone con 12 insegne si conferma il paese più rappresentato in lista.

Gli italiani in classifica

Sale di una posizione al n° 17 il Ristorante Luca Fantin al Bulgari a Tokyo. Un passo in più di cui lo chef è soddisfatto ma non senza un velo di tristezza per via delle circostanze: il ristorante di fantin sale di una posizione; bombana passa alla 32esimaQuesto risultato avviene in un momento davvero particolare per noi tutti. Sarebbe stato bello poter festeggiare. Ma l’umore in questi giorni segue gli eventi ancora incerti ovunque,  anche qui a Tokyo. In un futuro spero breve, quando tutto sarà risolto, penseremo positivo e faremo festa” ci racconta Fantin dalla metropoli giapponese. Cresce anche un altro italiano: al n° 21 dal 32 dello scorso anno c’è Jaan by Kirk Westaway. Lo chef è del Regno Unito e così la cucina New British, ma il manager è italiano al 100%, Simone Macri. L’altro italiano nella lista, 8 ½ Otto e mezzo Bombana di Umberto Bombana, nel cuore di Hong Kong scende dal n° 12 al 32.

Gli altri ristoranti da tenere d’occhio

Tra le prime dieci posizioni, al quarto posto sale Belon di Hong Kong (era n. 15 nel 2019) e si assesta al quinto posto Burnt Ends di Singapore. Sesti i gemelli Sühring di Bangkok, per la prima volta Best Restaurant in Thailand. Entra nella top ten Le Du, del giovane chef thailandese Thitid Ton Tassanakajohn, di Bangkok, che ripensa la cucina locale a cominciare dal gusto piccante: non tutti i piatti sono speziati e anzi, predilige l’esaltazione semplice della materia prima freschissima.

È notevole la salita al n° 12 di Vea a Hong Kong dell’ambizioso chef Vicky Cheng. E al 16 come Highest Climber, scalando 32 posizioni, c’è Sorn di Bangkok. Tra i diversi premi e riconoscimenti: Masque di Mumbai, ha vinto il prestigioso Miele One To Watch Award. Dopo 4 anni dall’apertura, il talento di Prateek Sadhu fa brillare la cucina indiana in modo innovativo e c’è da credere che il prossimo anno Masque crescerà in classifica, come è successo agli altri vincitori del premio. Ad esempio JL Studio a Taiwan, vincitore del premio lo scorso anno, nel 2020 è entrato nella posizione 26. La new entry più alta in classifica è il Sichuan Moon di Andrè Chiang. L’amato chef di Taiwan che aveva chiuso il suo ristorante a Singapore nel 2018, conta così ben due locali in classifica, questo e il Raw, a Taipei, quest’anno però al n. 36.

Gli altri premi

Come Best Sustainable Restaurant al n° 31 c’è Amber di Hong Kong, riaperto a metà 2019, dopo un attento lavoro di rinnovo degli interni, nello splendido hotel The Landmark Mandarin Oriental. Ma soprattutto riaperto dopo una rivoluzione della cucina. Nel nuovo concept, chef Richard Ekkebus punta tutto sulla sostenibilità degli ingredienti e sulla tecnica.

Tra gli altri premi, Best Female Chef è la coreana Cho Hee-sook, una vera autorità della tradizione e chef proprietaria dell’Hansikgonggan a Seul. Il premio Gin Mare Art of Hospitality è invece andato al ristorante francese Les Amis a Singapore. Mentre Yusuke Takada de La Cime a Osaka, ha ricevuto l’Inedit Damm Chefs’ Choice Award, votato dai colleghi chef in tutta l’Asia.

Natsuko Shoji di Été a Tokyo è la vincitrice dell’Asia’s Best Pastry Chef Award, sponsorizzato da Valrhona. Infine, il premio American Express come Icona dell’Industria è andato al giapponese Yoshihiro Murata, un maestro della scuola nipponica, il cui impegno sulla formazione delle giovani generazioni è riconosciuto in tutto il Paese.