Come comprare la birra (anche) al supermercato

25 Marzo 2020

Con la chiusura temporanea di pub e beershop, a causa dell’emergenza sanitaria, gli appassionati di birra artigianale sono costretti a trovare soluzioni per non patire la sete durante queste serate casalinghe. I servizi di consegna a domicilio nelle grandi città non mancano, così come sono sempre possibili gli acquisti online. Ma al di là della situazione straordinaria che stiamo vivendo, in generale, può sempre capitare di doversi adattare. Ecco come si muove un bevitore esigente ed esperto tra gli scaffali del supermercato.

  1. Piano A: artigianali in trincea. Oltre che per motivi commerciali, le birre artigianali sono poco presenti nella grande distribuzione per ragioni intrinseche: non essendo pastorizzate necessitano di attenzioni particolari in fase di trasporto e stoccaggio. Tuttavia, con un po’ di fortuna, qualcosa si riesce a trovare anche al supermercato, sperando che sia stato trattato con un minimo di accortezza. A quel punto il vero beer nerd eseguirà alcuni controlli, tra cui lotto di produzione e data di scadenza. Smartphone alla mano consulterà blog e siti di rating e alla fine, da buon fissato, prenderà le bottiglie riposte più al riparo dalla luce (che non fa mai bene).
  2. Piano B: resistenza nostalgica. Prima dell’esplosione della Craft Beer Revolution, le alternative alle lager commerciali non erano tantissime. Si può rendere omaggio a quelle birre, tuttora facili da reperire, con un’operazione nostalgia: dai grandi classici del Belgio, trappiste comprese, alla più nota stout irlandese. Forse alcuni, nella disperazione, troveranno la forza di rivalutare le tanto vituperate Weizen!
  3. Piano C: la resa con onore. Avete battuto tutti i supermercati raggiungibili a piedi dalla vostra abitazione, ma purtroppo l’offerta è desolante ovunque. Non vi resta che accettare la sconfitta e scegliere tra le lager industriali, ma cercate almeno di limitare i danni. Ancora una volta il consiglio è di controllare l’etichetta, questa volta per dare un’occhiata agli ingredienti. Da evitare le birre con additivi e coloranti. Sono da preferire quelle fatte con solo malto d’orzo e prive di succedanei.
  4. Piano D: la diserzione. C’è infine un’ultima opzione da non sottovalutare: approfittare di questo periodo e cogliere l’occasione per dare un po’ di tregua al vostro corpo. Il fegato ringrazierà ed eviterete di assumere ulteriori calorie in un momento di grande sedentarietà. Poi, se proprio non resistete, potrete sempre cambiare bandiera e passare al vino!