Il peperoncino fa bene o no? La risposta definitiva

26 Marzo 2020

Il peperoncino è il frutto della pianta Caspicum annuum. È conosciuto come spezia piccante, e infatti la sua peculiarità se ingerito è la piccantezza che lascia al palato, caratteristica che gli è conferita dalla capsaicina, un alcaloide presente al suo interno in concentrazioni variabili a seconda della specie considerata.

Perché fa bene

La capsaicina si concentra nei frutti e nei semi del frutto, ed è nota per le sue proprietà: rubefacenti (se applicata sulla cute induce vasodilatazione con effetto congestionante transitorio);il peperoncino fresco contiene una quantità notevole di vitamina c  digestive (aumenta la secrezione di saliva e succhi gastrici); antiossidanti; antibatteriche. Il peperoncino contiene anche: vitamine (C, E,K,B,A) e sali minerali tra cui calcio, rame e potassio, carotenoidi, bioflavonoidi e lecitina. In particolare, il peperoncino è ricchissimo di vitamina C che, essendo solubile in acqua, può essere assunta tranquillamente senza timore di esagerare, in quanto l’eventuale eccesso è espulso attraverso le urine. Si tratta però di una sostanza estremamente volatile, per cui la sua concentrazione è massima nel peperoncino fresco, mentre si riduce drasticamente nei frutti essiccati.

Il peperoncino è quindi una spezia con moltissime proprietà benefiche. È un rimedio naturale che stimola la circolazione sanguigna, contrasta l’insorgere di batteri, abbassa il colesterolo e attiva il metabolismo.

Chi non dovrebbe consumarlo

Ci sono però alcuni casi e patologie per le quali è meglio evitare il consumo di peperoncino e cibi piccanti, poiché possono irritare pesantemente le mucose interne, principalmente l’intestino e le vie urinarie, chi soffre di alcune patologie gastriche e intestinali non dovrebbe farne uso arrivando nei casi più gravi a causare la comparsa di tracce di sangue nelle urine. Il peperoncino non è indicato nei regimi nutrizionali per la cura delle patologie esofagee, gastriche e intestinali. Particolare attenzione deve essere usata da chi soffre di ulcere, gastroenteriti e cistiti. Inoltre l’uso del peperoncino è sconsigliato nelle donne in gravidanza o nel periodo di allattamento e nei bambini sotto i 12 anni che presentano un apparato digerente più delicato. Infine tra gli effetti collaterali del peperoncino si possono includere: irritazione cutanea, bruciore e prurito. La capsaicina può essere estremamente irritante per gli occhi, il naso e la gola.

Conclusione

Via libera quindi all’uso del peperoncino se non ci sono patologie specifiche che ne limitano il consumo, ma attenzione a lavarsi le mani dopo averlo utilizzato.