La matematica in cucina, per far ripassare i bambini (e gli adulti) divertendosi

2 Aprile 2020

Durante gli anni di scuola prima o poi ce lo siamo chiesto tutti: “A cosa mi servirà mai tutto questo?” Nel caso dell’aritmetica e della geometria la risposta è sotto gli occhi di tutti, ma è tanto evidente da passare spesso inosservata: la matematica,le ricette sono speso usate nell'algebra per la spiegazione degli algoritmi  soprattutto quella nei programmi di scuole elementari e medie, si usa davvero nella vita di ogni giorno, e in particolare in cucina. A volte siamo così abituati a far somme e sottrazioni da non renderci neanche conto di tutti i calcoli che facciamo – altre volte rimpiangiamo amaramente di non saper maneggiare con disinvoltura percentuali e proporzioni. Il lavoro in cucina può essere molto simile a quello nelle aule scolastiche, tanto che le ricette sono spesso usate nell’algebra come esempio per la spiegazione degli algoritmi. La ricetta dei muffin, l’algoritmo di Euclide e l’algoritmo di Facebook, sono tutte sequenze di istruzioni e passi, che se sono eseguiti correttamente sui dati (e sugli ingredienti) consentono di ottenere il risultato desiderato: i muffin, il massimo comun divisore o la pubblicazione di determinati contenuti.

In cucina, fra gli strumenti più importanti (oltre a pentole, forno e fornelli) ci sono la bilancia e le operazioni imparate a scuola. Una calcolatrice può essere d’aiuto, ma per utilizzarla nel modo giusto serve comunque un buon ripasso di aritmetica.

  1. Addizioni e sottrazioni. Sono così comuni che a volte non ci pensiamo neanche, ma le utilizziamo davvero in ogni momento, da quello della spesa alla preparazione delle ricette. Se siamo già al supermercato, per sapere quanti cartoni di succo di frutta sono rimasti in dispensa possiamo sottrarre quelli consumati durante la settimana – e se dobbiamo preparare le polpette, anziché pesare tutti gli ingredienti da mescolare in ciotoline separate (che poi dovremo lavare) possiamo pesare gli ingredienti in un’unica grande ciotola, controllandone il peso complessivo.
  2. Moltiplicazioni e divisioni. Sono già più complesse delle somme, ma si utilizzano altrettanto spesso. Possono servire a calcolare le quantità di cibo e a suddividerle fra i commensali: per esempio, se ho sistemato le polpette da cuocere in 4 file da 8 pezzi, posso fare una moltiplicazione per scoprire che si tratta esattamente di 32 polpette (4 x 8 = 32). Se in famiglia siamo in 5, basta una divisione per calcolare che ciascuno avrà diritto a 6 polpette, e che ne avanzeranno 2 (32 : 5 = 6, con resto di 2). Per evitare litigi sulle 2 polpette avanzate, la soluzione è mangiarle direttamente dalla pentola con la scusa di controllare se sono cotte. Moltiplicazioni e divisioni sono utili anche per coordinare più persone addette alla preparazione del cibo. Quando si organizza una cena in casa e ciascuno porta qualcosa, il rischio è sempre che il cibo sia troppo o troppo poco. Il problema si risolve con un paio di calcoli: a cena possiamo supporre che ciascuno mangerà l’equivalente di 3 porzioni salate (antipasto, primo e secondo) e di 1 porzione di dessert. Se i partecipanti sono 9, le porzioni da preparare saranno quindi 27 salate (9 x 3 = 27) e 9 dolci (9 x 1 = 9). Non resta che suddividere le quantità fra quanti si sono offerti di preparare qualcosa!
  3. Stima. In matematica, la stima è la valutazione approssimativa di una quantità di cui è impossibile conoscere il valore preciso. Saper fare una stima attendibile è fondamentale per l’economia domestica: è una capacità che si affina ogni volta che si fa la spesa. “Quanto latte servirà per la prossima settimana, considerando che negli ultimi tempi ne abbiamo consumato mezzo litro al giorno, ma che ieri la piccola Alice ha dichiarato di voler diventare vegana?” Importante è anche stimare per quanto tempo Alice rimarrà ferma nella sua decisione.
  4. Proporzioni. Sono fondamentali quando si desidera seguire una ricetta modificandone però le quantità. Può capitare di voler preparare un dolce ma di accorgersi che non disponiamo della quantità necessaria di un determinato ingrediente: per esempio, abbiamo solamente 225 grammi di farina, ma la ricetta per i muffin ne richiede 265. Non è un grosso problema, basterà preparare qualche muffin in meno – ma sarà necessario rivedere in proporzione la quantità di tutti gli altri ingredienti. Se lo zucchero previsto era 135 grammi, l’equazione da risolvere è la seguente: 225 grammi di farina stanno a 265 grammi di farina come X grammi di zucchero stanno a 135 grammi di zucchero (225 : 265 = X : 135). Il calcolo si risolve come qualsiasi equazione: 225 : 265 x 135 = X. Il risultato è che ci vogliono circa 114,6 grammi di zucchero (115 andranno bene).
  5. Percentuali. Se però le quantità da calcolare sono molte, è più pratico utilizzare le percentuali. Facendo una proporzione con il 100 (225 : 265 = X : 100, quindi 225 : 265 x 100 = X) , scopriamo che 225 grammi di farina corrispondono circa all’84,9% dei 265 grammi originari. A questo punto basta moltiplicare tutti gli altri ingredienti per 84,9% – potete farlo velocemente con la calcolatrice: 135 x 84,9% = 114,6 grammi di zucchero. Per i calcoli con le uova, ricordate che il peso di un uovo medio è di circa 55 grammi.
  6. Equivalenze. Capita che le quantità di una ricetta siano espresse con un’unità di misura insolita: per esempio in decilitri, anziché in centilitri o millilitri. Per risolvere il problema basta ricorrere alle equivalenze: 1 decilitro corrisponde a 10 centilitri, 1 centilitro a 10 millitri e 100 centilitri o 1000 millilitri a 1 litro. In altre parole, 5 dl corrispondono a 50 cl, a 500 ml oppure a 0,5 l. I calcoli si fanno più difficili quando la ricetta non utilizza il sistema internazionale decimale, ma quello consuetudinario statunitense (o canadese, o australiano). Tutto si può risolvere con una moltiplicazione o divisione: per esempio, 1 oncia fluida o liquida statunitense corrisponde 29,5 ml, mentre una tazza corrisponde a 236,5 ml – per calcolare la corrispondenza in millilitri bisogna quindi moltiplicare il valore dell’unità di volume per 29,7 nel caso delle once liquide, per 236,5 nel caso delle tazze. Peccato che tazze, cucchiai e pinte abbiano valori diversi in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia: fino a quanto il mondo intero non si deciderà ad adottare le unità di misura internazionali, l’unico modo per essere certi delle quantità sarà controllare volta per volta la provenienza della ricetta e il valore dell’unità di misura, per esempio con una ricerca su internet.
  7. Peso specifico. Centilitri e millilitri sono facili da misurare quando si dispone degli appositi misurini. Ma come salvare la situazione quando l’unico strumento a disposizione è la bilancia? Ricorrendo al peso specifico, che permette di trasformare il volume in peso. Nel caso dell’acqua, il peso specifico è 1: vuol dire che 1 centilitro d’acqua pesa esattamente 1 grammo. Il peso specifico dell’olio extravergine è 0,915, quello dell’alcool alimentare 0,79, quello del latte varia fra 1,02 e 1,07 – se la ricetta richiede 20 cl di olio extravergine, basta quindi una moltiplicazione (20 x 0,915) per scoprire che i grammi necessari sono 18,3. Più difficile calcolare il peso del vino – ma per fortuna il vino di solito si misura in bicchieri, non in centilitri.

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