Lavazza aiuta il Piemonte nell’emergenza Coronavirus

4 Aprile 2020

Il Coronavirus si è abbattuto su gran parte del mondo, con i danni e le paure a tutti fin troppo noti. L’Italia è fra i Paesi più colpiti, ma proprio in Italia ha preso forma una sorta di motore della solidarietà che si fa ogni giorno più potente e vibrante. Fra i diversi elementi che lo compongono, fra i soggetti che lo stanno alimentando senza soluzione di continuità figurano anche diverse aziende operanti nel settore food. Nomi noti e meno noti, realtà grandi e più piccole che davvero stanno facendo la differenza, offrendo aiuti preziosi, come il Gruppo Lavazza.

Sostenere gli ospedali, ma anche le scuole e gli anziani

Il Gruppo Lavazza, insieme ai suoi collaboratori, ha donato ben 10 milioni di euro, tutti destinati al sostegno della sanità, delle scuole e delle fasce deboli piemontesi. 10 milioni di euro sono stati donati dal gruppo lavazza Più precisamente, 6 milioni sono stati destinati alla raccolta fondi Regione Piemonte – Sostegno emergenza Coronavirus, attivata per sostenere le strutture sanitarie presenti sul territorio e acquistare dispositivi medici; 3 milioni sono invece andati alla Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, che a sua volta si sta adoperando per dotare le terapie intensive e i pronto soccorso di nuove apparecchiature e materiale sanitario, ma anche per fornire il maggior numero possibile di kit igienizzanti gratuiti alle scuole torinesi che li richiedano e assicurare beni di prima necessità agli anziani che versano in difficili condizioni fisiche ed economiche. La Fondazione, inoltre, è già riuscita ad affittare per 3 mesi (e a fronte di una spesa di 212.000 euro), una tac mobile toracica per l’ospedale Amedeo di Savoia che “dà le migliori immagini per comprendere la salute del polmone dei pazienti Covid”, spiega l’infettivologo Giovanni Di Perri.

L’unione fa la forza

Infine, il Gruppo Lavazza ha stanziato un milione di euro per le associazioni e gli enti che operano in Piemonte a sostegno delle fasce più deboli della popolazione. Tutto questo “nella convinzione – si legge in nota stampa – che con il contributo congiunto e immediato di tutti si possa uscire dall’emergenza e consentire all’Italia di ripartire”.