Il lavoro degli chef è tra i più stressanti e usuranti, lo conferma uno studio

5 Aprile 2020

Oggi come oggi uno dei lavori più quotati e ambiti è lo chef: ormai queste figure sono vere e proprie icone di successo, identificate come qualcuno che ce l’ha fatta. uno studio su 710 cuochi italiani conferma la natura stressante del lavoro di chef Ma quelli che noi vediamo in TV sono solo una minima parte dei cuochi che lavorano nel nostro Paese e nel mondo. La vita dello chef è tutta rose e fiori? Chi ha bazzicato le cucine dei ristoranti, negli orari di punta e non, lo sa: fare lo chef non è un lavoro rilassante, è fatto di ricerca, tensione e grande responsabilità. Da oggi si può affermare in maniera scientifica che lo chef è un lavoro stressante e usurante, grazie a un interessante studio effettuato su un campione di 710 cuochi italiani, promosso da Federazione italiana cuochi e realizzato da Cnr-Irib e pubblicato su Frontiers public health.

Sicuramente i fattori principali che scatenano stress psicologico sono gli anni di servizio e il numero di ore settimanali effettuati: favoriscono l’insorgenza di malattie organiche a carico dell’apparato muscolo-scheletrico e cardiocircolatorio.Uno studio ha messo in relazione lo stress psicologico degli chef con l'insorgenza di malattie Pare che lo stress e la presenza di malattie professionali siano particolarmente correlati nella popolazione di chef studiata. Chiarisce Antonio Cerasa, coordinatore della ricerca e ricercatore Cnr- Irib: “Il lavoro dello chef è uno di quelli più esposto a rischi per la salute dovuto allo stress, ma mai nessuno ha fornito una valutazione scientifica quantitativa dei rischi e delle sue caratteristiche. Il nostro studio ha definito per la prima volta, in maniera quantitativa, il legame tra stress, lavoro e salute nella categoria dei cuochi italiani, utilizzando un approccio analitico ai dati statistici risultanti dall’elaborazione del materiale messo a disposizione dalla Fic. Infatti, per realizzare questa ricerca epidemiologica, è stata messa a punto un’app dove tutti gli iscritti alla Federazione, potevano collegarsi e, compilando dei moduli demografici e dei test psicologici, partecipare all’indagine scientifica”.

Rocco Pozzulo, presidente della Federazione italiana cuochi, dichiara che “Le malattie professionali sono uno dei temi all’attenzione della Fic. Lo stress in cucina è effettivamente altissimo, causato da tensioni e pressioni psicologiche dovute principalmente alla mole di lavoro, alle numerose ore trascorse in cucina in uno spazio spesso piccolo, affollato e troppo caldo, a un livello di concentrazione che deve essere sempre al massimo, al numero di dipendenti da gestire, ma soprattutto al giudizio costante del cliente a cui si è sottoposti”.

Lo studio prevedeva la compilazione di un questionario, il cui modello di analisi comprendeva caratteristiche individuali (età, sesso o body-mass-index) e variabili legate al lavoro, come la categoria professionale oppure la durata della giornata lavorativa.Il 47% degli chef ha riportato più problemi di salute durante la propria carriera Questo test è servito a valutare se il rischio di stress professionale sia davvero correlato al tipo di lavoro, e come questo possa influire sulla salute.  Dallo studio dei dati è emerso che il 47% degli chef abbia riportato due o più problemi di salute durante la propria vita lavorativa. La relazione tra le variabili lavorative e lo stato di salute è mediata in una percentuale che va dal 13.8% al 24.9%.  Questo dato è estremamente rilevante perché attesta gli effetti negativi delle eccessive ore di lavoro sulla salute, che sono peraltro già state riportate in altre svariate categorie lavorative e, grazie a questa ricerca, si conferma ulteriormente che superare le 60 ore di lavoro settimanale è una concausa importante nella possibile insorgenza di malattie organiche, anche negli chef, anche nel lavoro attualmente considerato tra i più cool del mondo.

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