#restateacasa: i bar che fanno delivery di cocktail

14 Aprile 2020

Non solo i ristoranti. Anche alcuni cocktail bar italiani si sono organizzati in queste settimane per consentire il delivery a casa di una selezione di drink dalla propria carta. in italia, come già a londra, alcuni bar si stanno organizzando per il delivery di cocktailProprio come a Londra dove questo tipo di servizio è molto richiesto dopo le chiusure dei locali. Si tratta soprattutto di grandi classici, dal Negroni al Gin Tonic, non la mixology più sperimentale, ma è un segnale che anche nel mondo bar, come nella ristorazione, molti locali cercano di rispondere all’attuale crisi con iniziative pensate per sostenere la propria attività rispettando il #restateacasa. Non ci riferiamo qui ai diversi progetti già esistenti di produzioni italiane ready to drink, imbottigliate o in bustina, già disponibili da tempo online con le etichette create da alcuni  bartender molto conosciuti, per esempio Drink-It, progetto di Emanuele Broccatelli e Valeria Bassetti, Nio- Need Ice Only di Patrick Pistolesi, Luca Quagliano e Alessandro Palmarin, e ancora i Meme Cocktails di Chiara Cantini. Qui siamo andati a cercare i servizi on demand sorti in queste settimane di lockdown per iniziativa di alcuni locali in giro per l’Italia. Si tratta di storie interessanti che possono ispirare altri e potrebbero costituire in futuro un modo per integrare la normale attività dei bar nel post-emergenza. Nasceranno di sicuro altre etichette di cocktail imbottigliati.

  1. CoSo Cocktail and Social- Roma. Nel cuore del Pigneto, a Roma, CoSo Cocktail & Social offre il delivery tutti i giorni dall’inizio del lockdown. A coordinare il servizio la bar manager Giulia Castellucci. Dalla carta del locale si possono ordinare 12 classici e 4 signature oltre ai Gin Tonic. Tra i signature anche il best seller Carbonara Sour. “Per noi è come dare una coccola in più al cliente, pensarlo, dargli un servizio  questa circostanza e potrebbe diventare una nuova attività anche per il dopo emergenza” ci dice Giulia Castellucci. Dalla cucina e dallo chef Riccardo Bucci, è venuta l’idea di portare i singoli cocktail sottovuoto, così come il ghiaccio di qualità e quindi il cliente deve solo scegliere un bel bicchiere dal mobiletto del salotto. “Consegniamo in tutta Roma, ci arrivano ormai richieste da tanti nuovi clienti. Molti, in occasione di compleanni, regalano a casa le nostre bottiglie, che includono 8 porzioni e che mettiamo in offerta a 65 euro” spiega Castellucci. I singoli drink costano 10 euro e gli ordini devono essere fatti entro le 20. Gli ordini si fanno via telefono ai numeri disponibili sui social del bar. E il pagamento avviene in contanti, PayPal e con carta.
  2. I Parolai- Siena. “Se non c’è la socialità un locale non esiste, con questo delivery vorrei mantenere il rapporto con la clientela, più che una idea imprenditoriale in sè è un modo per proseguire il dialogo con la città, farsi conoscere, e poi avevo già l’idea di lanciare una linea di cocktail imbottigliati e quindi l’ho fatto”, ci dice Paolo Cesareo Moretti, proprietario dei Parolai a Siena, aperto nel 2015. Il suo servizio di delivery, numeri e contatti sulla pagina Facebook,  è partito dall’inizio del lockdown di marzo e sta funzionando molto bene. Il cocktail arriva in bottiglia, a 7 euro, e il servizio è attivo tutti i giorni, il pagamento avviene in contanti alla consegna o via PayPal. Il locale, che ha dato un bello scossone alla scena drink di Siena, puntando sulla qualità della materia prima, è noto per la carta gin, che conta oltre 100 etichette. Tra queste il gin della casa, il Senensis, con le botaniche del Chianti, realizzato in collaborazione con l’azienda Rocca delle Macie. Si può ordinare a casa, a 45 euro, una bottiglia di Senensis, con 6 toniche, ghiaccio a parte di qualità hoshizaki e lime. Le consegne sono organizzate dal bar stesso e sono concentrate su Siena. Negli ultimi giorni agli ordini dei drink, Moretti ha aggiunto anche la pizza, grazie alla collaborazione con una vicina pizzeria.  “Funzionano molto i regali, per i compleanni e le lauree in tanti acquistano le nostre bottiglie, per far arrivare a casa di amici oppure alcune piccole aziende ci organizzano gli aperitivi su Zoom”. 
  3. Gradisca Cafè- Genova. Genova è diventata negli ultimi anni una meta del buon bere italiano, grazie all’iniziativa di alcuni imprenditori, il Gradisca Cafè di Giulio Tabaletti, con i soci Andrea Tomasi e Tommaso Gava, guida questa ondata genovese. A piazza delle Erbe dal 2006, nato come street bar, ha fatto crescere la sua proposta cocktail con una carta che include anche 12 signature che cambiano ogni 6 mesi. Da un paio di settimane hanno deciso di attivare nel weekend il delivery di 10 cocktail, soprattutto classici, come Gin Tonic, Martini, Moscow Mule e il Bloody Mary, il più richiesto. I drink arrivano a casa in bottiglie da 1 litro con ghiaccio hoshizaki e un foglietto di istruzioni: “Noi te lo misceliamo, e prepariamo, poi lo completi tu e, naturalmente il litro permette più porzioni, per bere responsabilmente e in compagnia” ci racconta Giulio Tabaletti. Il costo è di 60 euro e include la consegna, gestita direttamente dal locale sulla città. Anche il mezzo litro è disponibile ma in abbinamento con un tagliere. Il costo in questo caso è di 40 euro. Le ordinazioni partono dalle 18 in tre fasce orarie fino alle 21.30. Prenotazioni via whatsapp dal numero disponibile sulla pagina Facebook del bar e pagamento con la carta. 
  4. The Craftsman- Reggio Emilia. “Siamo partiti subito dai primi di marzo con il delivery. Ci è sembrata una risposta giusta per mantenere l’attività. Abbiamo due locali, oltre il bar anche il ristorante, e la dispensa era piena, ci siamo detti, perché non provare? La nostra clientela è stata subito entusiasta e ora stiamo attirando anche nuovi clienti” ci dice Riccardo Soncini,  proprietario di The Craftsman a Reggio Emilia. Gli ordini si prendono al telefono. Sulla pagina Facebook del locale ogni settimana ci sono i diversi menù. Il pagamento avviene in contanti, carta o via bonifico. I drink, carta classica, sono serviti in bottiglia. La media degli ordini è sui 30 euro e include (a 5 euro) il cocktail, dal Martini al Negroni, con una predilezione verso il bere italiano, e i piatti: dalle lasagne al pesce. Si può ordinare “dalla dispensa” anche il ragù alla bolognese e il brodo, per chi ha bisogno semplicemente di completare le proprie ricette. Alla consegna ci pensano loro, con una auto elettrica, per cui è il servizio è anche green. Naturalmente è su Reggio Emilia ma si sta allargando anche ai dintorni. “Sta funzionando, siamo in una piccola città e questo ha i suoi vantaggi, per questo  pensiamo di tenerlo. Dopo la crisi potrebbe trasformarsi da delivery a take away, immaginando che ci saranno nuove regole di gestione delle capienze nei locali” conclude Soncini.
  5. Antico Caffè Torinese- Trieste. Un Negroni da abbinare ai tacos e a un tiramisù. E’ l’idea delivery dell’Antico Caffè Torinese a Trieste, una vera istituzione nella città friulana, riaperta dal 2014 grazie a due ragazzi, Matteo Pizzolini e Massimo Galati. Piccola cucina ma soprattutto una carta cocktail che ha riportato il Caffè al suo antico prestigio. In queste settimane di chiusura, è nata l’idea del delivery e in questo caso la proposta si può ordinare sulla piattaforma Just Eat. I cocktail, circa 15 tra i classici, sono monodose in bottiglia, portati con il ghiaccio a parte, da fare a casa. A questi si aggiunge una selezione di tacos, oppure ramen, tartarre e tortillas. “Stiamo prendendo le misure, ma ai nostri clienti storici l’idea è piaciuta molto e il servizio, disponibile tutti i giorni, sta crescendo. Prepariamo al momento, è tutto freschissimo” ci dice Matteo Pizzolini. Se il servizio resterà anche dopo la crisi non lo sa, ma per ora “è certamente un modo per farci pensare dai clienti, per continuare il dialogo con loro e farci guardare avanti, oltre la crisi, quando ripartiremo”.

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