Coronavirus: Grana Padano dona 1 milione di euro e riduce la produzione

23 Aprile 2020

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Grana Padano ha deliberato di devolvere 1.000.000 di euro per contribuire a contrastare l’emergenza Coronavirus”: è con queste parole che Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio, ha reso noto il contributo della storica azienda italiana. Il marchio Grana Padano, quindi, si aggiunge a tutti quelli operanti nel settore food che si stanno adoperando affinché questa emergenza finisca al più presto.

Com’è stata divisa la cifra

Nicola Cesare Baldrighi

Per essere più precisi, il Consorzio Tutela Grana Padano ha destinato 500.000 euro alla Lombardia, 250.000 euro al Veneto, 150.000 euro a Piacenza, 50.000 euro al Trentino e 50.000 al Piemonte, “toccando così – ha spiegato Baldrighi – tutte le aree della zona di produzione della nostra DOP”. In tutti i casi, il denaro è stato utilizzato per acquistare strumentazione sanitaria, ovvero respiratori, tamponi e mascherine. “Potevamo trattenere all’interno del nostro sistema questo milione di euro – ha aggiunto il Presidente – e ne avremmo avuto bisogno, ma sarebbe stato assai meno efficace rispetto alla finalità che, con questa donazione alla sanità, vogliamo perseguire”.

Ridurre la produzione di latte

Il ciclo produttivo che porta alla realizzazione del famoso formaggio non si è mai fermato, neanche per un giorno. Quindi non si sono mai fermati i 129 caseifici che compongono il Consorzio né i 149 stagionatori; stiamo parlando di un totale di quarantamila addetti. è fondamentale ridurre la produzione per non sprecare il latte E nonostante le vendite riconducibili al retail siano in crescita, per motivi facilmente intuibili, “i danni economici che stiamo subendo, analogamente alle altre categorie produttive – ha rivelato Baldrighi – sono enormi. Come quelli logistici e organizzativi”. Per questo motivo, si associa all’invito già fatto da molti: ridurre la produzione di latte. Buttarlo è un sacrilegio, ma d’altra parte molti caseifici stanno funzionando in modalità rallentata perché il personale, per questione di prudenza, non è al completo. Ridurre per un certo periodo la quantità giornaliera prodotta in stalla, di conseguenza, è l’unica scelta responsabile: “In questa tragedia ognuno deve fare responsabilmente la propria parte”.

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