Viaggi futuri: 15 destinazioni italiane consigliate dagli esperti

4 Maggio 2020

Nessun altro paese ha le ricchezze che ha l’Italia, quella sua impareggiabile combinazione tra arte, cultura, cibo, vino, moda, teatro, natura e persone; e nemmeno quell’accattivante commistione tra antico e moderno”. Con queste parole The Telegraph, autorevole testata britannica, promuove il Bel Paese in attesa della fine del lockdown, che ci obbliga a restare tutti a casa. L’autore dell’articolo elenca nel dettaglio i motivi per cui vale la pena visitare l’Italia, a cominciare dagli italiani: “non si può amare un Paese senza amare la sua gente”. E mentre si valutano le modalità di ripartenza economica e sociale e si fanno ipotesi sulle vacanze estive – che secondo le previsioni saranno di prossimità15 esperti ci consigliano le destinazioni italiane dove andare quando si potrà viaggiare dai sindaci delle Città del Vino arriva una proposta per riaprire i territori e far ripartire anche l’enoturismo: “non appena sarà possibile e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previste – sottolinea Città del Vino – il desiderio di muoversi, viaggiare e riavvicinarsi alla normalità si diffonderà velocemente; si spera, già in estate, di fare una vacanza diversa nei nostri tanti e differenti territori”. In questo frangente anche l’Associazione dei Borghi più Belli d’Italia sta ragionando su una serie di iniziative utili a riattivare – quando le restrizioni lo consentiranno – i flussi turistici verso le destinazioni che fanno parte del network.

Noi di Agrodolce abbiamo chiesto a 15 esperti – tra giornalisti di turismo, travel blogger e operatori del settore – di segnalarci delle destinazioni italiane da visitare non appena si potrà viaggiare in totale sicurezza e nel rispetto delle regole di distanziamento sociale con cui dovremo confrontarci nei mesi a venire.

  1. Pantelleria – Sicilia. Le parole di Gianna Testa, giornalista freelance di turismo: Pantelleria è per me l’isola più intrigante del Mediterraneo: scogli neri come la pece, assenza totale di spiagge sabbiose, mare blu cobalto e vento. La si ama o la si odia, senza mezze misure. Ma se è il primo sentimento a prevalere, il coup-de-foudre è per sempre, Pantelleria seduce inevitabilmente. A iniziare dall’inconfondibile tocco mediorientale che la rende la più esotica tra le isole italiane, derivato da due secoli di dominazione araba (800-1000 d.C.) che ha lasciato segni nei nomi dei paesi, come Khamma, Khattibuale, Rekale, nell’architettura dei dammusi (le case di pietra lavica con tetto a cupola bianca), nel dialetto, nei tratti somatici dei panteschi e nella cucina in cui il cous-cous è fra i principali protagonisti. Come lo sono la pasta con l’ammogghio (pesto pantesco) a base di pomodori crudi, aglio e origano, i ravioli amari con ripieno di ricotta locale (o tumma) e menta fresca, e il bacio pantesco, frittelle dolci a base di ricotta non salata. Volgendo lo sguardo al mare, sfilano scenari vibranti racchiusi in un’alternanza di alte falesie, coste piatte, baie da favola: Cala Cinque Denti, Dietro l’Isola, Balata dei Turchi, e Cala Levante la star dell’isola, caratterizzata dalle silhouette rocciose dell’Arco dell’Elefante e del Faraglione, ciclopiche sculture naturali. E poi c’è l’entroterra. Sorprendentemente verde, rivela la sua anima contadina votata alle coltivazioni terrazzate dei pregiati capperi Dop di Pantelleria e dell’uva zibibbo, da cui si produce il famoso Passito di Pantelleria, il nettare ambrato di cui va fiera. Nell’interno, tra infinite distese di muretti a secco e vigneti con viti ad alberello, riconosciute dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’Umanità, si eleva il profilo della Montagna Grande ricoperta da fitti boschi di pini e conifere. Solcata da percorsi di trekking, con l’aria che profuma di resina, lentisco, mirto, origano, è il rifugio ideale e fresco nelle giornate più calde. Da non perdere.
  2. Tropea – Calabria. Le parole di Livia Hengel, corrispondente dall’Italia per Forbes: Costruita su una roccia, con l’affaccio sul mare cristallino del Tirreno e considerata la Perla della Costa degli Dei, Tropea è sicuramente uno dei luoghi balneari più affascinanti d’Italia. La costa bordata da spiagge di sabbia finissima è interrotta dall’isolotto sul quale sorge il Santuario di Santa Maria dell’Isola, meta di pellegrinaggio. Oltre alla sua bellezza naturale, Tropea è anche famosa per le eccellenze gastronomiche, per esempio la Cipolla Rossa di Tropea IGP, che aggiunge un tocco di bellezza e sapore a ogni piatto tipico, come la Fileja alla Tropeana, una pasta fatta a mano con un sugo a base di verdure. Da gustare presso la trattoria La Lamia, collocata in uno dei cortili più segreti e suggestivi di Tropea.
  3. Parma – Emilia Romagna. Le parole di Silvia Ugolotti, giornalista freelance di turismo: Il cuore romanico e l’anima verace. Verdi e il culatello. Per tutti, la petite capitale dall’aria altera e un po’ snob. Una morbida vanità che sfuma nel sorriso sincero della sua gente. Gente di provincia dal carattere sensuale e creativo che tra la buona tavola e l’amore sceglie entrambi. Sognata da Proust, raccontata da Bertolucci, tra le sorelle minori d’Italia è in cima alla lista per fascino e qualità della vita. Conviviale e creativa, un occhio alla tradizione e l’altro alla leggerezza. Una città piccola, dal fascino grande, dove ogni piazza è un salotto, il lungo Parma, un’ouverture sull’acqua.  Il cibo poi è da sempre cultura, un amore incondizionato. Capitale della Food Valley e ora anche Città creativa per la Gastronomia secondo l’Unesco, i suoi prodotti tipici tutelati da marchi di qualità sono tra i più apprezzati al mondo.  Intenso, robusto, fidato, come scrisse Alberto Savinio nel 1939, “il Parmigiano Reggiano rappresenta, tra i formaggi, ciò che il contrabbasso è nella famiglia degli strumenti”. E il prosciutto crudo, il salame di Felino e il culatello di Zibello: facile, quasi necessario, concedersi piaceri della buona tavola insieme all’ozio dei veri flaneur passeggiando lentamente tra intermezzi artistici e culturali.
  4. Maremma – Toscana. Le parole di Erica Firpo, corrispondente dall’Italia per diverse testate americane: Il mio consiglio è senza dubbio la Maremma, con i suoi chilometri di costa delimitata da vigneti, fattorie rurali e borghi medievali. Il mare è pulitissimo – tante le località premiate con l’ambita Bandiera Blu – e in prossimità delle spiagge troverete sempre deliziosi ristoranti e stabilimenti ben attrezzati per un rigenerante bagno nelle acque cristalline del Tirreno. E poi ci sono le città, così ricche di fortezze, castelli e torri medievali, per un vero tuffo nella storia. La Maremma è rinomata in tutto il mondo per la tradizione enogastronomica: seguite i percorsi indicati dalle tre Strade del Vino e dei Sapori, per degustare gli iconici Super Tuscan, Morellino e Vermentino abbinati ai prodotti tipici. Avrete solo l’imbarazzo della scelta: dal manzo al formaggio, dalla pasta al buonissimo olio extravergine d’oliva.  E se siete fortunati potrete ritrovarvi faccia a faccia con un vero buttero.
  5. Monferrato – Piemonte. Le parole di Laura Giannatempo, giornalista freelance e fondatrice di ViaVaiTravel: Quando tutto tornerà alla normalità, e avremo di nuovo la libertà di viaggiare, il mio consiglio è quello di riscoprire posti insoliti del nostro bellissimo Paese, fuori dalle rotte più conosciute. C’è per esempio una parte del nord Italia spesso trascurata dai classici itinerari turistici ed è il Monferrato. Più precisamente l’Alto Monferrato, nel sud del Piemonte, così chiamato perché vicino agli Appennini. Già riconosciuto dagli amanti del vino per il Barbera d’Asti DOC, il Monferrato ha recentemente ottenuto la DOCG per il Barbera Nizza Monferrato. I paesaggi sono quelli classici della Wine Country piemontese: colline verdeggianti, stupendi castelli medievali e piccoli borghi ricchi di storia e tradizioni antiche. Per non parlare poi dei buonissimi piatti a base di vitello tonnato, agnolotti, bollito e altre eccellenze della cucina tipica. Il vantaggio di visitare questo territorio è sicuramente quello di trovare meno turisti rispetto alle limitrofe Langhe. Per dormire c’è Villa La Madonna, un delizioso boutique hotel dagli arredi country chic con un ristorante di qualità, vigneti e cantina, piscina e ampi spazi all’aperto con vista panoramica sulla Valle Bormida. Per appassionati del buon cibo c’è poi l’Enoteca Canelli, con la sua interpretazione creativa dei piatti piemontesi, sempre fedele all’autenticità del territorio. Infine le cantine: Olim Bauda per l’ottimo Nizza DOCG e Michele Chiarlo con il suo Art Park La Court nella tenuta a Castelnuovo Calcea (opere d’arte all’aperto di Emanuele Luzzati, Ugo Nespolo, Giancarlo Ferraris e Chris Bangle).
  6. Valle d’Itria – Puglia. Le parole di Stefano Paleari e Riccardo Casiraghi di Gnambox: Amiamo profondamente la Puglia, in qualsiasi periodo dell’anno. È senza dubbio la regione italiana che maggiormente ci fa sentire a casa. Saranno i colori, i sapori o forse la bellezza del suo territorio. Ci piace in particolar modo andare alla scoperta dell’entroterra, come la Valle d’Itria, il nostro rifugio del cuore. Appena arriviamo qui non manca mai una passeggiata in riva al mare, per assaggiare il buonissimo crudo di pesce. I nostri posti preferiti sono Alba Chiara a Savelletri, qui il servizio è “alla buona” e di ottima qualità, mentre per una cena da sogno andiamo sempre alla Masseria Moroseta per degustare le irresistibili creazioni di Giorgia Eugenia Goggi.
  7. Val di Fassa – Trentino. Le parole di Virginia Simoni, travel e food blogger di Ragoutfood: Consiglio sempre un viaggio nella Val di Fassa, in Trentino, perché oltre all’incredibile bellezza delle sue montagne, l’area vanta anche una cultura gastronomica di eccellenza. Nel giro di pochi chilometri troverete diversi ristoranti stellati, per non parlare delle malghe e degli agriturismi che offrono prodotti locali di altissima qualità. Ad esempio El Mas è uno dei miei posti del cuore per una cena tipica. Un evento fondamentale, per conoscere la cultura enogastronomica della Val di Fassa, è il Festival del Puzzone di Moena DOP, il formaggio tipico. Una colorata e allegra festa in costume tradizionale che si svolge nella prima settimana di settembre, in cui si celebra la Desmoteada, la discesa delle mandrie dagli alpeggi ad alta quota fino alle stalle che si trovano a valle. E poi, per chi è alla ricerca di quel perfetto equilibrio tra natura, buon cibo e relax consiglio la stazione termale di Pozza di Fassa, una delle più grandi e suggestive del Trentino.
  8. Grazzano Visconti – Emilia Romagna. Le parole di Guido Taroni, fotografo: La romantica storia legata a Grazzano Visconti potrebbe essere il perfetto soggetto per un libro o un film. Nei primi anni del 900, Giuseppe Visconti di Modrone e Carla Erba ereditarono il quattrocentesco Castello di Anguissola, in provincia di Piacenza, che necessitava di pesanti lavori di restauro. La giovane coppia, intraprendente e brillante, pensò bene di costruirci intorno un intero borgo, con botteghe e una scuola di arti e mestieri. L’obiettivo era quello di creare una cornice adatta alla maestosa corte del castello, ma anche quello di dare lavoro a tanti giovani. Il borgo si caratterizza per affreschi, sculture, torri merlate, fontane e balconcini mentre le strade e le piazze portano i nomi dei componenti della famiglia. Le meravigliose feste del passato, che animavano tutto il paese, già all’epoca attiravano tanti turisti incuriositi dalle parate in costume (costumi in panno disegnati da Giuseppe e Carla Visconti) e dalle creazioni artigianali in legno e in ferro per cui Grazzano divenne famosa. Venire qui è un tuffo nel passato, in uno straordinario “piccolo mondo” frutto di due menti eclettiche di quel tempo. Consiglio Grazzano perché sono molto legato ai racconti di famiglia e agli episodi che vi ruotano intorno, Giuseppe e Carla erano i miei bisnonni. Infine vi segnalo, proprio nel cuore del borgo, il ristorante Biscione per assaporare le specialità gastronomiche locali: tortelli, pisarei, faso, panzerotti, salumi tipici piacentini e la coppa arrosto. Il tutto accompagnato dalla birra Ex Fabrica prodotta in una antica fabbrica di conserve, seguendo il celeberrimo Reinheitsgebot (legge attiva dal 1516), sinonimo mondiale di qualità che prevede l’utilizzo di soli quattro ingredienti: acqua, malto, luppolo e lievito.
  9. Colline del Prosecco – Veneto. Le parole di Viola e Vera Arrivabene, fondatrici e designer di ViBi Venezia: Il nostro luogo del cuore è tra le magiche Colline del Prosecco, in Veneto. Tra queste vallate, con i loro arazzi di vigneti, si trova l’osteria Al Castelletto di Clementina Viezzer. La Clemi è per noi come una seconda nonna: entrata nella nostra famiglia come tata di papà e delle nostre zie, nel 1977 decide di aprire la sua osteria, tra Soligo e Follina. Il territorio è magico, siamo nel cuore della DOCG Conegliano Valdobbiadene, una bellezza che oggi è riconosciuta e tutelata dall’Unesco. Fare una sosta dalla Clemi è come mangiare a casa propria, qui troverete davvero la miglior cucina immaginabile, in un ambiente caldo e dall’atmosfera genuinamente familiare.
  10. Sicilia sud orientale. Le parole di Ludovico Bonaccorsi, fondatore di LùBar: La parte sud orientale della Sicilia è forse una delle zone più affascinanti e suggestive di tutta l’Isola. Nel triangolo d’oro del barocco siciliano – compreso tra le provincie di Ragusa e Siracusa – oltre ai borghi gioiello come Noto, Modica, Scicli e Ragusa Ibla troverete spiagge di sabbia finissima e mare cristallino, un entroterra ricamato dal bianco dei muretti a secco e l’Oasi di Vendicari, una riserva naturale dalla bellezza impareggiabile, dove rigenerare anima e corpo. Per non parlare poi della cucina. I miei posti preferiti sono due: la taverna La Cialoma di Lina Campisi, appartenente a una storica famiglia di rais e tonnaroti, primo ristorante aperto sulla piazza del borgo marinaro di Marzamemi; e poi I Rizzari a Brucoli, per i suoi tavoli vista mare e gli ottimi piatti a base di pesce.
  11. Ponza – Lazio. Le parole di Andrea P. Mc Leod, Media, sponsor & PR manager: Tappa fissa delle mie vacanze estive, l’isola di Ponza è un’enclave del sud borbonico nel centro Italia, dove si respira ancora un’atmosfera mediterranea autentica e si vive in funzione del mare turchese. La tipica giornata ponzese è scandita da ritmi comodi, ma mai pigri, a piedi o in motorino (mi piace esplorare la parte dell’isola più selvaggia e nascosta), da uscite in barca per le tante calette fino a raggiungere la vicina isola di Palmarola (il cui mare è tra i più belli del Mediterraneo), da friselle e buon vino bianco locale, il Fieno di Ponza, interminabili chiacchierate con gli amici in porto al calar del sole e tanta cucina locale casereccia arricchita dal pescato fresco del giorno e dai dolci più buoni della tradizione napoletana. Quando vado soggiorno sempre al Grand Hotel Chiaia di Luna della famiglia Stile, dove si mangia divinamente. Apprezzo anche la cucina stellata di Acqua Pazza mentre fuori dal paese ci sono i più rustici A Casa di Assunta e Il Tramonto. Gli abitanti dell’isola sono molto devoti a San Silverio, a cui dedicano celebrazioni e processioni via mare e via terra nel mese di giugno. Affido anche io a San Silverio la preghiera e il mio augurio per la fine di questo periodo così difficile per tutti, sperando di poter tornare presto alla vita normale e a viaggiare in libertà. Magari proprio a Ponza come prima meta.
  12. Gaiole in Chianti e Maremma – Toscana. Le parole di Alessandro Grassi, PR esperto in luxury hospitality: Le mie destinazioni del cuore hanno tutte un sapore di casa e si trovano nella parte sud della Toscana, tra gli ultimi declivi del Chianti Classico in vista di Siena e la Costa della Maremma meridionale, quella vera, dove la Natura è ancora sovrana. Nei pressi di Gaiole, il borgo del Castello di Ama è un luogo magico – sospeso nel tempo e sul paesaggio circostante, che pare uscito da un affresco di Paolo Uccello – dove vini di eccellenza, grande arte contemporanea e ospitalità si fondono in modo unico, per farne una destinazione irrinunciabile per chi vuole assaporare il meglio dell’Italia. Da qualche anno poi, cinque suite nella padronale Villa Ricucci e il Ristoro di Ama accolgono gli ospiti, permettendo loro di soggiornare e degustare le autentiche ricette della tradizione gastronomica senese, in un ambiente di grande autenticità. Gli ampi spazi inoltre consentiranno il rispetto delle misure di distanziamento imposte dai nuovi decreti, senza sacrificare l’esperienza. Nella Maremma, invece, il mio “buen retiro” preferito è a Sticciano Scalo, un grumo di case intorno alla stazione ferroviaria del borgo medievale che svetta sulle colline, in vista del mare di Castiglion della Pescaia. Là vicino, due giovani sorelle milanesi, Margherita e Beatrice Ramella e i loro mariti argentini, hanno pazientemente restaurato e aperto da quattro anni La Pescaia Resort, quello che per me è l’essenza della Maremma rurale. Una terra aspra e ancora arcaica ma interpretata con grande eleganza e con un bellissimo recupero filologico della tenuta – una volta appartenente alla famiglia di Pia de’Tolomei (”Siena mi fè, disfecemi Maremma… Purgatorio V, 130-136) – e della sua profonda anima agricola, ancora oggi attiva per la produzione di grano, olio, carne. E dove si trova uno dei più attrezzati centri equestri della Toscana meridionale. Nella ottocentesca Villa Tolomei, la cucina di casa – realizzata con ingredienti rigorosamente locali e gestita dai padroni di casa – è la vera protagonista e l’esperienza di intime cene, nelle salette o davanti al camino, ne fanno un luogo davvero prezioso.
  13. Costa Smeralda – Sardegna. Le parole di Raffaella Manca, PR specializzata in turismo: Non posso che consigliare la mia amata Sardegna, un’isola meravigliosa anche in bassa stagione: le belle giornate durano fino a tutto ottobre, spesso anche a novembre. Un clima ideale per godersi spiagge deserte e per scoprire l’interno dell’isola e le sue tradizioni. Suggerisco un tour che da Olbia (città che sta vivendo il suo Rinascimento anche in termini di offerta gastronomica) conduce alla “mia” Costa Smeralda: la definisco così perché va oltre i giri abituali e i suoi confini geografici, passa per i vicoli di Porto Rotondo (consiglio una sosta gourmet al Marinella, il ristorante dell’Hotel Abi d’Oru, per un pranzo a piedi nudi sulla spiaggia), arriva alla Promenade du Port di Porto Cervo (dove trovare gallerie d’arte, murales di artisti internazionali e i locali più cool come Frades e Zamira Lounge, i miei preferiti), e si conclude con una visita ai borghi dell’Alta Gallura. Io adoro Luogosanto. Lungo la strada si trovano alcune delle cantine più apprezzate dell’isola, dove il Vermentino la fa da padrone. Per chi ama gli alberghi di fascino e con un’ottima cucina c’è il Petra Segreta Resort & Spa, sulle colline di San Pantaleo, il paese degli artisti, amato per le sue botteghe artigiane e il mercato del giovedì. Le suite con piscina privata sono un lusso che bisogna concedersi almeno una volta nella vita.
  14. Costiera Amalfitana – Campania. Le parole di Anna Barbon, PR specializzata in turismo e vino: Esiste un tratto di costa dove cielo e mare si confondono, mettendo in scena uno degli spettacoli più belli d’Italia. È la Costiera Amalfitana, territorio meraviglioso situato a sud della penisola sorrentina, che si affaccia sul golfo di Salerno, delimitato a ovest da Positano e a est da Vietri sul Mare.  Qui ogni paese è un mondo a sé, ogni scoglio ha una tradizione da tramandare. Positano, Amalfi, Ravello, Vietri sono luoghi unici per bellezza, arte, cultura e ospitalità. Inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO, la Costiera Amalfitana è nota in tutto il mondo per la bellezza naturalistica dei suoi paesaggi e per la celebre tradizione enogastronomica. Ed è proprio qui che si cela un luogo magico, a picco sul mare, incastonato nella suggestiva cornice di Positano. Il suo nome è La Serra dell’Hotel Le Agavi di Positano, indirizzo gourmet imperdibile per chi visita questo angolo incantato di costiera. Il ristorante rispecchia l’impegno profuso dalla famiglia Capilongo nella quotidiana ricerca dell’eccellenza. I piatti dello chef Luigi Tramontano – Stella Michelin dal 2018 – sorprendono per la loro sapiente commistione tra i sapori del territorio e la rivisitazione delle ricette tradizionali. Un pezzetto di paradiso che sintetizza nel piatto il meglio di questa terra dal fascino intramontabile.
  15. Ostuni e Terre di Bari – Puglia. Le parole di Giuseppe Ceccarelli, PR specializzato in turismo: Il tratto di Puglia compreso tra Monopoli e Ostuni è una vera e propria oasi di bellezza, sia dal punto di vista paesaggistico che culturale. Potrete godere dell’unicità di luoghi magici come Ostuni, chiamata la città bianca, e il Parco Naturale delle Dune costiere, da scoprire in bicicletta per apprezzare in pieno la natura e i ritrovamenti archeologici del territorio. Il mio consiglio è l’hotel Canne Bianche a Torre Canne (Fasano): atmosfera familiare autentica con tutti i servizi di un resort 5 stelle, sospeso tra campagna e accesso diretto al mare. Per chi cerca il massimo, in termini di privacy e tranquillità, ci sono le camere con la piccola piscina privata. E ancora, la SPA (tanti trattamenti si possono pure fare in camera) e il ristorante dove gustare l’autentica cucina pugliese. La signora Lena vi insegnerà a fare i panzerotti. Il mio posto del cuore però si trova ad Alberobello e si chiama Terra Madre, una piccolissima trattoria vegetariana che utilizza solo i prodotti dell’orto di proprietà, anzi è possibile mangiare proprio in mezzo al loro orto.

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