Coronavirus: ora consumiamo più plastica

9 Maggio 2020

Ci stavamo abituando a essere più virtuosi, ad acquistare nuovamente lo sfuso, a portarci sempre dietro un sacchetto riutilizzabile per fare la spesa. Se quest’ultimo, almeno in Italia, continuiamo a usarlo senza troppi problemi, a causa della pandemia tutto il mondo sta però tornando a comprare sempre più prodotti imballati nella plastica.

Nonostante, infatti, gli alimenti sfusi siano ancora percepiti come più sani e naturali, rispetto a un paio di mesi fa siamo molto più restii ad acquistarli, gli alimenti imballati ci sembrano più igienici e duraturi, meno a rischio preferendo invece la scelta di cibi imballati, che sentiamo più igienici e controllati, meno a rischio contaminazione e più duraturi per la conservazione, data la lunga permanenza casalinga. Il discorso vale soprattutto per frutta e verdura e anche per i prodotti panificati: nonostante lo sfuso avesse convinto una buona fetta della popolazione, c’è stato un repentino dietrofront, vuoi per la (brutta) abitudine delle persone di manipolare molto i prodotti prima di acquistarli, vuoi per l’esposizione diretta di questi ultimi alla respirazione delle persone, pur indossando la mascherina. Un adeguato packaging, invece, sembra ci rassicuri maggiormente, garantendoci – almeno a livello inconscio – un elevato livello di sicurezza per i cibi che acquistiamo.

Gli USA contro le borse riutilizzabili

In America la questione è talmente spinosa da riguardare perfino le borse riutilizzabili in cui riporre la propria spesa. Sembra che, approfittando della necessità di osservare regole più rigide in termini di igiene causa coronavirus, l’industria della plastica stia portando avanti delle campagne contro il loro uso, con l’obiettivo di bloccare le leggi che vietano ai negozi l’uso di sacchetti di plastica monouso. Questo da noi non accade e rimangono fermi i sacchetti biodegradabili da utilizzare al reparto ortofrutta. Tuttavia stiamo tutti anche inconsciamente cercando di comprare qualcosa che ci faccia sentire più sicuri, meno esposti. Per credere basta dare un’occhiata veloce nei cestini e nei carrelli propri e altrui.

Imballato = sicuro?

Eppure, al momento non c’è alcuna certezza che un alimento imballato sia più sicuro. Nonostante non sia stato provato che le superfici trasmettano il contagio così come accade tra le persone, se teniamo conto dell’unico studio condotto sulla durata del virus sui materiali la vitalità più lunga è stata dimostrata, oltre che sull’acciaio inossidabile, proprio sulla plastica. Certo, l’utilizzo di un disinfettante come alcol o candeggina è in grado di uccidere il virus, dunque siamo in grado di disinfettare la nostra spesa prima di riporla. A scapito, però, di un pianeta che avevamo appena cominciato a salvare.

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