Mangiare patriottico per aiutare lo Stato: lo chiedono Francia, Uk e anche Italia

14 Maggio 2020

Un detto francese recita: “à la guerre comme à la guerre“. Che significa un po’: le cose stanno così, datevi da fare. A volte la si pronuncia davanti a un luculliano pranzo di Natale o a una montagna di avanzi della domenica da smaltire. Oggi sembra un po’ l’invito della Francia ai propri cittadini: bisogna mangiare ciò che produce la nazione, in particolar modo dobbiamo darci da fare con i formaggi. Un invito simile a quello del Belgio – in emergenza patatine fritte – del Regno Unito e anche dell’Italia.

Francia: mangiate più formaggio

Nel 2015 il Centro nazionale interprofessionale di economia casearia (Centre national interprofessionnel de l’économie laitière) ha segnalato l’esistenza di 1200 tipi di formaggio. La Guide 2015 des fromages au lait cru (Guida dei formaggi di latte crudo) pubblicata dalla rivista Profession Fromager, ne contava 1800. Un patrimonio sconfinato che coincide a una produzione che il Coronavirus non ha fermato. Così France Terre de Lait (CNEIL) ha lanciato una campagna, chiedendo alle persone di mangiare più formaggio francese

Il settore ha perso il 60 % dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Ma non perché la gente abbia smesso di amare il formaggio. Il problema sono i canali di distribuzione in questo segmento, attualmente chiusi. Che fare, dunque? #Fromagissons, cioè Formaggiamoci o meglio “Agiamo per il formaggio“. Molti produttori si stanno concentrando sulla produzione di burro, panna e latte per rimanere a galla, ma non basta. Per questo i produttori chiedono di sostenere coloro che realizzano il Saint-nectaire, il Reblochon, il Cantal e il Camembert. Migliaia di tonnellate di formaggio sono a rischio. Secondo Damien Lacombe, presidente del collettivo Sodiaal, ad aprile avrebbero dovuto già essere smerciate oltre 2.000 tonnellate di formaggio. “Ne abbiamo ancora 1.500. Se non saranno distribuite prima dell’11 maggio, saranno scadute“. Da buttare, insomma. 

UK: mangiate più carne

La stessa cosa è successa nel Regno Unito, dove gli allevatori hanno chiesto di mangiare più carne. Con i ristoranti chiusi, le vecchie care bistecche cotte alla perfezione sono un sogno per tanti. Prima erano solo un lusso da weekend. Ma Minette Batters, presidente del National Farmers Union, ha spiegato che si può supportare l’industria dell’allevamento anche solo con una steak night alla settimana. Batters suggerisce anche l’abbinamento giusto: gli asparagi inglesi.

Belgio: mangiate più patate

Il Belgio ha fatto notizia per il suo invito a mangiare più patatine fritte, per la precisione almeno due volte a settimana. Il rischio era di sprecare 750.000 tonnellate di patate. Le frites belghe sono un’istituzione, hanno anche un loro museo. Tuttavia, contrariamente a quanto succede da noi, non sono consumate come uno street food. Sono un vero e proprio contorno da ristorante. Il gruppo Belgapom ha chiesto ai concittadini di aumentare il consumo di frites a casa da una volta a due volte a settimana. 

E in Italia…

Spingere sul senso di responsabilità dei consumatori è una strada che molti altri comparti del settore agroalimentare stanno battendo. In Italia, nello specifico a Salerno, sono nati i cacio bonds, che permettono di comprare del caciocavallo per consumarlo a fine maturazione. Questo stratagemma permette intanto di immettere liquidità nelle aziende e allo stesso tempo incoraggia gli amanti del formaggio a comprare e consumare italiano. 

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