Come scegliere una spugna da cucina

19 Maggio 2020

Di questi tempi siamo tutti molto più attenti all’igiene personale e non solo. Stiamo infatti passando più tempo a pulire e igienizzare le superfici e i vari angoli di casa, ma abbiamo previsto proprio tutto? C’è un oggetto di uso comune che nasconde mille insidie anche se probabilmente non ce ne siamo mai accorti. È la spugna da cucina, quella che usiamo per lavare i piatti, ma spesso e volentieri pure fornelli, lavello e pensili. Uno studio tedesco  pubblicato da Scientific Reports già nel 2017 puntava il dito su questi strumenti. Sì, perché la ricerca ha rivelato che nelle spugne si annidano centinaia di batteri diversi, alcuni innocui, altri meno come quelli della famiglia Moraxellaceae responsabili di infezioni e cattivi odori. I ricercatori allora avevano anche notato che erano inutili gli sforzi di tentare di sterilizzare le spugne e suggerivano, come unica soluzione, di cambiarle spesso. Quanto spesso? Una volta alla settimana.

Attenzione a come la usate

Nel 2019 anche l’Istituto zooprofilattico delle Venezie aveva messo in guardia sui rischi delle spugne da cucina. È importante non usare la stessa spugna per pulire superfici diverseIn un video si ribadiva l’importanza di cambiarle frequentemente, ma anche di lavarle e risciacquarle bene dopo ogni uso e non lasciarle mai bagnate sul fondo del lavandino. Diversamente dai ricercatori tedeschi, per l’istituto può essere utile disinfettarle periodicamente o lasciarle cinque minuti a bagno nell’acqua bollente. Infine si consigliava di non usarle per pulire altri ambienti della casa o per altri scopi. Quindi non usate la stessa spugna con cui lavate i piatti per pulire i fornelli, per esempio, ma cercate di avere strumenti di colori differenti in modo da diversificare gli usi e non disseminare eventuali batteri.

Il materiale giusto

Le spugne da cucina sono quindi tutte uguali? Per stare tranquilli basta seguire questi consigli o possiamo scegliere qualcosa di differente? Molti Le classiche spugnette verdi e gialle sembrano non essere la migliore sceltasuggeriscono di puntare su materiali diversi dal poliuretano (la classica a due facce, una gialla e l’altra verde) o dalla cellulosa. Al momento, il materiale migliore in assoluto per quanto riguarda l’igiene sembra essere il silicone. Si asciuga infatti più velocemente e non permette ristagni come succede all’interno degli alveoli della cellulosa, elemento importante per limitare la proliferazione dei batteri. E poi si può lavare comodamente in lavastoviglie e dura più a lungo. Secondo alcuni la spugna in silicone non è pratica perché difficile da impugnare e non sempre riesce a rimuovere lo sporco più ostinato. C’è allora chi, alla spugna, preferisce la spazzola per piatti, sempre in silicone o altri materiali, come il polipropilene. Questi strumenti sono molto apprezzati nel Nord Europa ma stanno arrivando anche nelle nostre cucine. Naturalmente, per essere una scelta igienicamente sicura, bisogna avere l’accortezza di lavare bene le setole dopo l’uso in modo da eliminare ogni residuo di cibo.

I Video di Agrodolce: Calamarata di terra