We’re Smart Green Guide 2020: i migliori ristoranti veg al mondo

20 Maggio 2020

Niente stelle e cappelli per i migliori ristoranti al mondo di cucina vegetariana e vegana. L’edizione 2020 della We’re Smart Green Guide assegna i ravanelli, ben cinque, ai locali che si sono distinti per le proposte verdi. Sono 178 quest’anno le new entry per un totale di 964 locali presenti in 43 Stati. A poter vantare i 5 ravanelli sono 79 esercizi, 23 in più rispetto all’anno scorso. Nella We’re Smart Green Guide i ristoranti ottengono un punteggio da 1 a 5 ravanelli, a seconda dell’uso di prodotti di stagione, della percentuale di frutta e verdura presente nei loro piatti e dei criteri di sostenibilità seguiti.

I migliori italiani

Ad annunciare i vincitori è stato il patron ed ex chef Frank Fol. Quest’anno la presentazione della guida, causa Covid-19, è avvenuta via Facebook da Bruxelles: come da tradizione nel primoL'Italia conta ben 31 ristoranti premiati di cui 6 con il massimo riconoscimento giorno della Settimana della Frutta e della Verdura. Per i ristoranti vegetariani a trionfare è stato il Culina Hortus di Lione del talentuoso chef Chef Adrien Zedda, per la cucina vegana il Vanilla Black di Londra, con lo chef Andrew Dargue. L’Italia ha registrato un exploit: nella classifica finale conta ben 31 ristoranti di cui sei vantano il massimo riconoscimento. Sono Piazza Duomo (Alba) dello chef Enrico Crippa (già green award 2019), Arnolfo di Colle Val d’Elsa (Siena), Joia di Pietro Leemann a Milano (già Best Veggie Restaurant Award 2018), Lume di Luigi Taglienti sempre a Milano, La Madernassa di Guarene nel cuore delle Langhe dello chef Michelangelo Mammoliti e il Montali Country House di Tavernelle Di Panicale (Perugia).

A sorpresa la provincia più verde d’Italia è Siena con ben 6 locali, seguita da Milano con 4. Ottime le performance di Piemonte e Veneto mentre al Sud non mancano le realtà significative (Kresios, Taverna Vesuviana, Al Fornello da Ricci e Accursio). Scorrendo l’elenco molti gli chef famosi in classifica: il St. Hubertus dello chef Norbert Niederkofler, il Krèsios dello chef Giuseppe Iannotti, gli Alajmo con La Montecchia e Le Calandre, Accursio, Villa Crespi dello chef Antonino Cannavacciuolo, daGorini dello chef Gianluca Gorini, lo chef Claudio Sadler con il ristorante che porta il suo nome, la Taverna Vesuviana dello chef Alfonso Crisci e il Seta dello chef Antonio Guida.

Altri premi

Tra i premi assegnati in guida, anche quelli ai singoli piatti: spicca l’Italia con il cavolo rapa con sandwich alla tartara di vitello croccante di Enrico Crippa. Per avere la classifica definitiva dei Top 100 e conoscere i premi per i migliori ristoranti veg in tredici nazioni bisognerà aspettare ora il 21 settembre. Tra i 39 candidati nomi illustri: Geranium e Relae a Copenhagen, The White Rabbit e Twins Garden a Mosca, ed Eleven Madison a New York. Troviamo per l’Italia La Madernassa, il Lume e il The Country House Montali. A settembre sarà presentata inoltre l’Innovation of the Year mentre è già noto il frutto dell’anno: il pompelmo. Al centro della cerimonia infine un approfondimento sulla fermentazione con Sang Hoon Degeimbre, uno dei migliori chef del Belgio e un’autorità nel suo campo.

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