Viaggi in solitaria: il turismo gastronomico lungo la Via Francigena

22 Maggio 2020

Viaggiare è da sempre un gesto coraggioso, ma se fatto per un giusto motivo, il vostro obiettivo risulterà più facile. Il nostro viaggio vi porterà alla scoperta della Via Francigena, da San Gimignano a Radicofani, un percorso da san gimignano a radicofani, nella provincia di siena ovvero il tratto che attraversa gran parte della provincia di Siena, tra borghi fortificati, panorami infiniti, luoghi termali, valli e fiumi. Starà a voi scegliere come affrontare il percorso: tra le strade bianche camminando come gli antichi pellegrini, muovendovi in bicicletta oppure optare per mezzi più moderni lungo la via Cassia. E durante il vostro cammino non mancheranno luoghi da visitare, ma anche locali pensati per tutte le esigenze e tutte le tasche, dove poter fare una pausa gustosa.

SAN GIMIGNANO

San Gimignano è nota al mondo per le sue antiche torri e la sua celebre Vernaccia. Qui si sta vivendo una rinascita gastronomica: grazie al talento di giovani chef, la cucina di zona finalmente ha trovato una vera identità. Se volete fare voli pindarici andate da Linfa (piazza Sant’Agostino, 19/a): aperto da pochi mesi, è il nuovo progetto di Lorenzo Di Paolantonio, patron anche dello stellato Cum Quibus (via S. Martino, 17), che promette grandi cose. Ai fornelli di Linfa troviamo Alberto Sparacino, ora più che mai in stato di grazia creativa: ne è una prova lo spaghetto con Tè nero Lapsang, seppia, capperi e cedro.

Se volete stare più tranquilli e lontani dal paese, optate per Al 43. Lo chef stellato Maurizio Bardotti qui ha trovato il suo posto ideale: basti pensare che dalle sue mani escono piatti come il Foie gras brulèe, Vin Santo e mela verde. Altro posto da tenere d’occhio è il San Martino 26 (via San Martino, 26), dove lo chef Ardit Curri amalgama le sue origini albanesi alla cucina toscana. E a San Gimignano è obbligatorio prima di riprendere il cammino rigenerarsi con un buon gelato di Sergio Dondoli (piazza della Cisterna, 4).

COLLE VAL D’ELSA

L’itinerario prosegue nella valle del torrente Foci che si guada nei pressi del Molino d’Aiano, per poi arrivare alla  pieve romanica di Santa Maria a Coneo e poi giungere a Colle Val d’Elsa, città del cristallo e di Arnolfo di Cambio. A Colle Alta trovate Il Frantoio (via del Castello, 40) dove lo chef Jacopo Pereira si cimenta con la cucina toscana e tocchi d’artista come il Maialino da latte laccato al dashi, cremoso di patate e spuma di Arancia o il Petto d’oca a bassa temperatura, salsa di lamponi e maionese di nocciola; per i vini, chiedete a Pietro Sammicheli.

Colle è anche sinonimo di Arnolfo (via XX Settembre, 50), il ristorante con due stelle Michelin guidato da Gaetano Trovato, grande chef e scopritore di talenti. Se preferite qualcosa di vegetariano e non solo, andate da Nicola Bochicchio al suo Sbarbacipolla (piazza B. Scala, 11)

E per la pizza? Chicco (via G. Garibaldi, 35) propone pizze frutto di una lunga lievitazione, che vanno dalla classica Margherita a pizze più sfiziose come quella con Guanciale e pistacchi.

MONTERIGGIONI

Dopo la sosta a Colle Val d’Elsa, si attraversa il ponte sull’Elsa e si arriva alla chiesa romanica di San Martino di Strove, prima di raggiungere il complesso di Abbadia a Isola. Qui trovate sia l’ostello per riposarvi, sia Futura Osteria (Loc. Abbadia Isola 7), la fucina di idee di Samuele Bravi e Nicola Saporito. Qui troverete un ottimo bollito, salumi fatti in casa, il Pasticcio di fegatini e pane all’uvetta e i Borlotti all’Uccelletto con salsicce fatte a mano arrostite.

Poco più avanti a La Colonna, trovate il Bar dell’Orso, uno dei primi locali che ha capito la potenzialità dei taglieri con salumi e formaggi e che nel tempo ha approntato anche la cucina con piatti tradizionali. Infine si arriva al borgo fortificato di Monteriggioni, che di “torri si corona”: in piazza per un ottima bistecca alla fiorentina e pasta fatta in casa andate all’Antico Travaglio.

SIENA

Da Monteriggioni camminate lungo le strade bianche della Montagnola Senese che vi condurranno ai castelli della Chiocciola e di Villa, prima di scendere verso Pian del Lago, poi raggiungete l’ Eremo di San Leonardo al Lago, quindi attraversate il bosco dei Renai e arriverete a Porta Camollia, tradizionale accesso francigeno a Siena. Sono tanti i buoni indirizzi  da provare in città, come Particolare, Salefino e Trombicche (via delle Terme, 66). Quest’ultimo, oltre a mantenere il Vinaio, si è ampliato con la cucina, dove troviamo Matteo Pagni in bilico tra cucina senese e ingegno contemporaneo.

La Compagnia dei Vinattieri (via delle Terme, 79) è sempre una garanzia e Marco Certosini è il padrone di casa perfetto, che saprà consigliarvi il vino giusto da abbinare ai piatti scelti. Una delle ultime novità è Mugolone (via dei Pellegrini, 8), dove lo chef Daniele Dattoli si diverte proponendo sia i Pici all’aglione, che gli Spaghetti spezzati in zuppa di ceci o il coniglio abbinato alle cozze fritte.

E per colazione? Prima di riprendere il cammino, fermatevi da Peccati di Gola (via Piccolomini, 41) e lasciatevi conquistare dalle creazioni di Antonio e Federico Betti: eclair alla camomilla, mignon, ricciarelli, sfoglie alla crema di arancia e cremoso alla ricotta e pere. Lasciata la città del Palio, proseguite verso la Grancia di Cuna, l’antica fattoria fortificata che faceva parte del sistema dello Spedale Santa Maria della Scala, passate da Monteroni d’Arbia e arrivate a Quinciano.

BUONCONVENTO

Da qui è possibile scorgere il borgo fortificato di Lucignano d’Arbia, con la pieve romanica di San Giovanni Battista. Dopo un tratto lungo la linea ferroviaria, è la volta di Ponte d’Arbia e successivamente di Buonconvento. Il ridente borgo della Val d’Arbia, circondato dalle mura, riserva delle piccole chicche da visitare, come il Museo della Mezzadria e il Museo di Arte Sacra. E per mangiare? La Porta di Sotto (via Soccini, 76) è un ottimo indirizzo dove provare la Ribollita, le Pappardelle al cinghiale e scegliere ottimi vini. Mentre se volete qualcosa di sfizioso e un cocktail fatto bene, andate da Il Cantuccio, al civico 2 del viale della Libertà.

SAN QUIRICO D’ORCIA

Si riparte da Buonconvento, si prosegue salendo verso la valle dell’Ombrone, percorrendo un tratto della Cassia in direzione Montalcino, con la vista di colline ricoperte di vigneti da cui nasce il famoso Brunello. Lungo le strade bianche si raggiunge Torrenieri, con la chiesa di Santa Maria Maddalena, citata da Sigerico. Da qui si entra nei panorami della Val d’Orcia con un tratto in salita fino a raggiungere la collegiata di San Quirico D’Orcia. Per mangiare a San Quirico qualcosa di sfizioso andate da Vald’O Art Book & Wine (via D. Alighieri, 81). Qui si fondono ottimi vini, cultura e prodotti selezionati.

Da San Quirico d’Orcia si raggiunge il piccolo borgo fortificato di Vignoni, col suo panorama che spazia sulla Val d’Orcia, e si scende a Bagno Vignoni, famoso per la vasca termale monumentale. Qui fermatevi per una sosta a La Bottega di Cacio (Piazza del Moretto, 31) dove troverete una bella selezione di salumi, formaggi e verdure sottolio, da gustare seduti ai tavoli all’aperto, godendovi il borgo. In alternativa andate all’Osteria del Leone (via dei Mulini, 3). Un lungo tratto in saliscendi nelle valli dei fiumi Orcia e Paglia porta verso l’antico ospitale Le Briccole nel Comune di Castiglione D’Orcia, da qui inizia la salita verso l’ultimo  punto di tappa delle Terre di Siena, Radicofani a 790 metri di altezza.

RADICOFANI

Finalmente giunti all’ultima tappa della Via Francigena senese, prima di riprendere il cammino verso il Lazio e Acquapendente, una sosta rigenerante dopo aver visitato la Rocca di Ghino di Tacco, la potete fare al ristorante La Grotta (piazza Sant’Agata, 2). Il menu offre i tipici Pici all’aglione, il capretto con le patate e le cipolline al forno e la tagliata al rosmarino.

DOVE DORMIRE

Durante tutto il tragitto troverete sia ostelli per i pellegrini, sia strutture turistiche o case private accreditate. A Siena merita un menzione il B&B Paradiso N.4 (via del Paradiso, 4) dove Paola D’Orefice da anni propone una colazione con prodotti a km zero scelti con cura da fornitori locali. Il piccolo B&B fa parte dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile.