Ripartire: i migliori ristoranti dove mangiare all’aperto a Milano

28 Maggio 2020

Milano prova pian piano a ripartire. Dopo le settimane del lockdown, il calo dei contagi, le leggi nazionali e le ordinanze locali, dallo scorso 18 maggio i ristoranti e i locali della città hanno potuto riaprire al pubblico. Rispetto a febbraio molto è cambiato:pur senza rinunciare ai ristoranti, si preferisce mangiare all'aperto  i ristoratori, nel rispetto delle norme, hanno dovuto distanziare i posti a sedere, dotare il personale di mascherine e dispositivi di protezione, privilegiare le prenotazioni e attrezzarsi per conservare i dati dei clienti. Soprattutto, sono cambiati i clienti: la consapevolezza dei rischi è cresciuta e gli atteggiamenti si sono fatti più prudenti. Per questo in tanti, pur senza rinunciare ai ristoranti, preferiscono sedere all’aperto, dove la diffusione del virus è meno probabile. In più, in una primavera così poco vissuta, un pranzo o cena in giardino, in cortile o in terrazza sembra un ottimo modo per godere delle belle giornate e dei lunghi tramonti quasi estivi. Per fortuna, anche in un periodo di incertezze e chiusure più o meno programmate, le possibilità di scelta a Milano non mancano.

  1. Un classico milanese per pranzi e cene all’aperto è da molti anni l’Erba Brusca (alzaia Naviglio Pavese 286): un’antica cascina in cui sperimentare proposte gastronomiche creative e sostenibili. In seguito alla pandemia i tavoli colorati sono diventati più grandi e più distanziati; ma anche il dehors si è ampliato, fino ad arrivare all’interno dell’Orto Brusco, dove si coltivano alcuni degli ingredienti utilizzati in cucina.
  2. Proposte più classiche sono quelle di Al Garghet (via Selvanesco 36): in mezzo alle risaie del parco agricolo sud, sul confine cittadino, si servono i piatti della tradizione, dal risotto giallo alla cotoletta. Per cenare nel giardino fiorito, in mezzo al gracidare delle rane, ci siede a tavoli rotondi contornati da panche altrettanto circolari. 
  3. Immersa nella città è invece oggi la cascina Cuccagna, che a pochi passi da Porta Romana ospita il ristorante Un posto a Milano, guidato dallo chef Nicola Cavallaro. I piatti in carta puntano al gusto più che all’elaborazione: seduti nella veranda o nel giardino, fra le antiche mura della cascina, si può scegliere fra proposte come il pane con burro montato e acciughe o il polpo alla griglia con insalata di sedano e patate. 
  4. Anche E/N Enoteca Naturale (via Santa Croce 19/a) gode di un ampio giardino recintato, condiviso con la sede cittadina di Emergency. Durante il lockdown, la cucina dell’enoteca ha collaborato all’iniziativa denominata pasto sospeso: dal 1 giugno, tornerà in funzione per preparare i piccoli piatti tradizionali che accompagneranno i vini naturali proposti per il consumo al tavolo. 
  5. Una novità è il grande dehors di Eataly Smeraldo, in piazza XXV Aprile. Lo spazio è stato battezzato Pizza&Drinks e propone una selezione dei piatti e prodotti utilizzati dai ristorantini interni di Eataly: novità nella novità sono le pizze al padellino, che entrano per la prima volta nella sede milanese del supermercato ideato da Oscar Farinetti. L’orario di apertura di Pizza&Drinks va dalla colazione all’ora di cena, con proposte adatte ai diversi momenti della giornata.  
  6. Ambiente urbano è anche quello proposto da Sulle Nuvole (via Garigliano 12), il ristorantino in zona Isola gestito dai fratelli Chiara e Francesco Formigoni. Il dehors si allarga in una delle vie più spaziose del quartiere, consentendo un adeguato distaziamento fra i tavoli. Come in passato, le proposte della casa comprendono piatti che si muovono fra la tradizione e la contaminazione: riso al salto con pomodorini, fregola con fave e acciughe, baccalà mantecato da abbinare con calici e bottiglie selezionate. I posti a sedere non sono molti: fondamentale la prenotazione. 
  7. Per chi preferisce le viste panoramiche, una buona scelta è da alcuni anni il ristorante e cocktail bar Ceresio 7 (via Ceresio 7), che occupa la terrazza di una vecchia sede Enel, oggi arricchita da ben due piscine. Mentre lo sguardo si allarga dalle montagne alla madonnina, lo chef Elio Sironi propone piatti eleganti accompagnati dagli altrettanto elaborati drink ideati da Guglielmo Miriello.
  8. Anche Clotilde Brera, in piazza San Marco 6, dispone di una terrazza. Il piano in questo caso è basso, ma affacciato sull’antico quartiere di Brera e sulla sua chiesa neogotica. Il locale è stato inaugurato esattamente un anno fa: la sua particolarità, oltre alla vista, è l’esperienza del food pairing. Il mixologist Filippo Sisti e lo chef Domenico Della Salandra hanno infatti studiato drink e piatti da proporre in abbinamento fra loro: si va dal Sour di Renè (bitter di pesca, sciroppo di aneto, meringhe fresche, tequila e succo di lime), accoppiato con il salmone, all’Aperi-calmo (bitter alle bacche di goji, vermouth rosso e soda al tamarindo) accompagnato dalla cotoletta.
  9. Atmosfera classica, fra le case di ringhiera, è quella di Al Cortile (via Giovenale 7). I tavoli in ferro battuto, adeguatamente distanziati, si allargano infatti sotto le piante, le file di lucine e i ballatoi dei vecchi palazzi. La proposta culinaria, elaborata da uno staff tutto al femminile, comprende un mix di classici italiani e incursioni etniche, dal vitello tonnato ai gyoza con maiale e zenzero. 
  10. Da Particolare (via Tiraboschi 5), lo chef Andrea Cutillo propone invece rivisitazioni contemporanee dei piatti della tradizione, allo scopo di valorizzarne gli ingredienti. Molto curata la presentazione, come anche l’allestimento dei tavoli nel giardino sul retro, con pavimentazione in legno e luci d’atmosfera. 
  11. Leggermente più rustico è il fazzoletto verde di Alfresco, in via Savona 50. Già prima dell’epidemia, il locale era apprezzato per il suo giardino accogliente e per i piatti mediterranei: da metà maggio l’attività è ripresa sia a cena sia a pranzo, con il menu scritto giorno per giorno su un’apposita lavagna, così da evitare ogni contatto non necessario. Questa settimana, la carta comprende i classici spaghetti alle vongole veraci, risotto alle erbe con gamberi rossi e mela verde, cubo di pesce spada e tempura di triglie.
  12. Il giardino di Shambala (via Ripamonti 337) è invece caratterizzato da una vegetazione ben poco mediterranea. Il ristorante è conosciuto da tempo per le sue proposte fusion, che viaggiano fra l’Europa e la Thailandia: oggi quei piatti, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, vengono serviti a tavoli ombreggiati dalle canne di bambù e rinfrescati dalla suggestiva fontana abitata dalle carpe. 
  13. Anche il giardino di Miyama, in via Caldera 1, è di ispirazione orientale. Ma in questo caso, invece dei lussureggianti bambù, ci sono aceri e bonsai. L’atmosfera zen si abbina bene alle proposte della cucina: nigiri tradizionali e maki più creativi, zuppe di udon o soba e gunkan con uova di quaglia e ricci di mare. 
  14. In via della Bindellina, all’ingresso di Innocenti Evasioni, campeggia da tempo l’insegna giardino ristorante. Lo spazio verde è da sempre uno degli elementi fondamentali del ristorante gestito dallo chef Tommaso Arrigoni: le piante e l’atmosfera tranquilla consentono di dimenticare per qualche ora la vita cittadina per dedicarsi totalmente alle proposte della cucina. In questo periodo l’offerta per gli ospiti è limitata a due menu completi: sei mezze, dedicato ai prodotti dei piccoli fornitori, e il menu degustazione vero e proprio, con piatti più elaborati, dai ravioli di gamberi al foie gras con frutta e pan brioche.
  15. Oggi 28 maggio riapre infine uno dei ristoranti più raffinati di Milano: il ristorante Seta, presso l’hotel Mandarin Oriental. Da via Monte di Pietà è possibile accedere ai due eleganti cortili che ospitano il ristorante e il relativo bistrot: le proposte dello chef Antonio Guida viaggeranno come sempre fra i prodotti italiani e le influenze orientali, e forse aiuteranno a regalare l’impressione di un viaggio anche a chi rimarrà ben ancora a un cortile di Milano.

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